La sanguinaria

Appena uscito dal riformatorio, dove lo aveva condotto la passione per le armi, un ragazzo si sposa con una donna che si esibisce come tiratrice in un circo. Spinto da quest’ultima, assetata di denaro e di forti emozioni, il giovane partecipa, assieme alla moglie, a una serie di audaci rapine. Capolavoro del cosiddetto cinema di «serie B» americano, il film anticipa di quasi vent’anni il
Gangster Story
(ovvero Bonnie and Clyde) di Arthur Penn. Il regista Lewis aggira i limiti di budget con delle soluzioni tecnico-visive straordinarie (è il caso del celebre piano sequenza della rapina, girato tutto all’interno dell’automobile, citato quasi alla lettera da François Truffaut in una scena di
La mia droga si chiama Julie
). Sceneggiatura di MacKinlay Kantor (autore del soggetto) e Dalton Trumbo (ma firmata da Millard Kaufman dato che Trumbo era all’epoca inquisito dalla commissione per le attività antiamericane). Splendida la fotografia in bianco e nero di Russell Harlan.
(andrea tagliacozzo)

Nodo alla gola

Nel corso di una lite, due giovani uccidono involontariamente un loro amico. Nascosto il cadavere nella cassapanca del salotto, i due ricevono alcuni ospiti per un party programmato in precedenza. Un Hitchcock minore ma estremamente godibile, anche se il film costituisce soprattutto un ardito esperimento tecnico: è stato girato in otto riprese da dieci minuti (la durata di un rullo) come un’unica, lunghissima sequenza. Da un lavoro teatrale di Patrick Hamilton, adattato per il grande schermo da Arthur Laurents.
(andrea tagliacozzo)

Spartacus

Lo schiavo Spartaco, spedito alla scuola dei gladiatori, si dimostra uno di migliori elementi. In seguito, l’uomo si pone alla testa degli schiavi che, ribellatisi ai romani, si organizzano in un esercito e tentano di raggiungere la libertà. Kubrick, che aveva lavorato con Douglas in
Orizzonti di gloria
, sostituì il regista Antony Mann a riprese già iniziate. E lo fece nel migliore dei modi. Non è il suo film migliore, ma dal punto di vista stilistico è nettamente superiore ai kolossal dell’epoca. Sceneggiatura «politica» (tra le righe e non) scritta da Dalton Trumbo, che tornò a poter usare la sua firma dopo essere stato per lungo tempo sulla lista nera del Senatore McCarthy (quello della «Caccia alle streghe» anticomunista).
(andrea tagliacozzo)