Chiamami Aquila

Un giornalista viene inviato sulle Montagne Rocciose per realizzare un servizio su una graziosa ornitologa. Dopo un iniziale scontro, tra i due inizia una tenera storia d’amore. Divertente commedia sentimentale, leggera, a volte prevedibile, ma senza troppo pretese, con un John Belushi insolitamente misurato nell’inedito ruolo dell’uomo comune. Il copione del film, penultimo di Belushi prima della prematura scomparsa avvenuta nell’82, porta la prestigiosa firma di Lawrence Kasdan. (andrea tagliacozzo)

Verso il Sud

Secondo film diretto dall’attore Jack Nicholson. Uno scalcagnato fuorilegge si salva dall’impiccagione grazie a una donna che, sposandolo, lo libera dalla condanna, secondo una stravagante norma di legge. La convivenza però si presenta difficile, soprattutto dopo la ricomparsa degli ex complici di lui. Divertente commedia ambientata nel Far West, tutt’altro che perfetta ma ricca di idee, che segnò l’esordio di Mary Steenburgen e del grande John Belushi.
(andrea tagliacozzo)

I vicini di casa

L’ultimo film girato da John Belushi (scomparso nel 1982 a soli 33 anni). La fin troppo tranquilla esistenza di Earl Keese e della sua famiglia viene movimentata dall’improvviso arrivo di Vic e Ramona, i nuovi, scatenatissimi e imprevedibili vicini di casa. Il compassato Earl finirà per farsi coinvolgere (e travolgere) dalla devastante irruenza della coppia. Una discreta black comedy, inquietante e cattiva al punto giusto, che all’epoca della sua uscita fu accolta con poco favore da parte della critica. Divertente e creativo l’uso della musica composta da Bill Conti. (andrea tagliacozzo)

Animal House

In un college americano, i fracassoni e indisciplinati studenti del club Delta, in aperta rivalità con i più seriosi e altezzosi membri del club Omega, ne combinano di tutti i colori. Il severo rettore del campus non aspetta che un’altra delle loro bravate per buttarli fuori dalla scuola. Tutt’altro che raffinato nello humour, ma scatenato e divertentissimo, a tratti perfino eversivo. Incontenibile John Belushi nel film che, prima ancora di
1941
e

The Blues Brothers
, lo rese celebre. Sceneggiato da Harold Ramis (futuro regista di
Ricomincio da capo
e
Terapia e pallottole
), Douglas Kenney e Chris Miller.
(andrea tagliacozzo)

1941 allarme a Hollywood

Nel 1941, l’attacco di Pearl Harbour getta gli americani nel panico più totale. Mentre a Los Angeles si scatena l’isteria collettiva, un sommergibile giapponese si avvicina indisturbato alle coste californiane con l’intenzione di colpire il simbolo principe degli Stati Uniti: Hollywood. Uno dei rari flop di Steven Spielberg, nonostante il ritmo indiavolato, l’irresistibile umorismo demenziale (ma tutt’altro che lasciato al caso o all’improvvisazione) e un cast a dir poco imponente. Un insuccesso inspiegabile e immeritato, specie se si pensa alla mole di gag che offre il film in due ore di continuo divertimento. Sceneggiatura di Robert Zemeckis e Bob Gale (in seguito autori della serie
Ritorno al futuro
).
(andrea tagliacozzo)

The Blues Brothers

All’uscita della prigione, dove ha scontato cinque anni per debiti, Jake Blues trova ad aspettarlo suo fratello Elwood. I due, decisi a salvare l’orfanotrofio dove sono cresciuti, fortemente indebitato con il fisco, provano a ricostituire il loro vecchio gruppo di rock-blues. Prima, però, devono rintracciare tutti i componenti. Il miglior film di John Landis, vero proprio oggetto di culto; complice uno scatenato John Belushi, una serie ininterrotta di trovate comiche e una colonna sonora a dir poco trascinante. Numerose le apparizioni speciali, tra le quali quella di Steven Spielberg nei panni di un impiegato delle poste.
(andrea tagliacozzo)