Quei bravi ragazzi

Un decennio di storia di mafia italoamericana raccontato «dal di dentro», con uno stile vertiginoso al limite dello sconcerto, capace di trasmettere la vertigine dell’accumulo, del potere e infine della droga. Voce off, Liotta protagonista e Pesci e De Niro comprimari (guardate quest’ultimo che fa la «spalla» senza farsi notare, e capirete cos’è un grande attore). Un mirabile studio di antropologia, un saggio di cinema perfetto in ogni sua componente (la scelta delle canzoni, per dirne una). Ma anche un film di somma ambiguità, che si sottrae al fascino incombente di personaggi terribili dapprima assumendo – sia pur brevemente – un punto di vista femminile (la moglie di Liotta), e poi sfociando in una presa di coscienza da cinema hollywoodiano d’altri tempi, che corrisponde a quella del vero mafioso a cui Scorsese e il co-sceneggiatore Nick Pileggi fanno riferimento. Uno dei capolavori di Scorsese, uno dei grandi film degli anni Novanta. (emiliano morreale)

Arma letale 4

Ecco nuovamente glti strambi poliziotti, questa volta alle prese con un boss criminale cinese e con crisi familiari a proposito di gravidanza e matrimonio. Le aggiunte di questa puntata: Rock, un poliziotto eccessivamente zelante, e Li, un cattivo formidabile. Il cast è così adorabile e l’energia che sprigiona così contagiosa che gli autori si fanno perdonare il peggio: una storia troppo lunga e incoerente, disseminata di sequenze sovraccariche d’azione. I fan della serie non rimarranno delusi; gli altri non c’è bisogno che si disturbino. Richard Libertini appare non accreditato. Panavision.

Mamma, ho perso l’aereo

A Natale, la numerosissima famiglia McCallister lascia Chicago per trascorrere le festività a Parigi. Quando è già in volo verso l’Europa, la signora McCallister si accorge improvvisamente di aver dimenticato a casa uno dei suoi figli, il piccolo Kevin. Il bambino, rimasto solo, è costretto a difendersi da una coppia di ladri che tenta ripetutamente di irrompere in casa. Scritto da John Hughes, piuttosto scaltro (e abile) nel dosare elementi di sentimentalismo e cattiveria pura, il film si rivelò a sorpresa come uno dei grandi successi della stagione. Divertenti Daniel Stern e Joe Pesci nei panni dei due lestofanti. Due seguiti: Mamma, ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York del ‘92 e Mamma ho preso il morbillo del ’97 (il secondo senza Macaulay Culkin). (andrea tagliacozzo)

Arma Letale 3

L’agente Roger Murtaugh della polizia è ormai prossimo alla pensione e vorrebbe godersi in tranquillità i suoi ultimi giorni di servizio. Il collega Martin Riggs lo coinvolge, invece, in una rischiosa indagine durante la quale si ritrovano a collaborare con una intraprendente agente in gonnella, Lorna Cole. Leggermente inferiore agli altri episodi della serie, anche se rimane un gradino al di sopra di tanti film d’azione americani. Comunque, ancora divertente. La fotografia del film è curata da Jan De Bont, due anni più tardi regista del fortunatissimo Speed. (andrea tagliacozzo)

Bronx

Negli anni Sessanta, un ragazzino del Bronx è diviso tra la dignità del padre tranviere e il fascino del gangster del quartiere. E per giunta si innamora di una ragazza di colore. Costruito come una fiaba natalizia ( A Bronx Tale , una novella del Bronx, è il titolo originale), l’esordio nella regia di De Niro è costellato di meravigliosi canti a cappella e da una cornice di commento off. Quasi più Tornatore che Scorsese, è una narrazione delicata e nostalgica, che non nasconde gli elementi autobiografici. Storia di un’educazione e di una crescita, sentimentale ma non sdolcinato, è un perfetto film di scuola, che dimostra un’impressionante padronanza e una gran mano di direttore d’attori: è la pellicola che ha lanciato Chazz Palminteri, perfetto boss, mentre lo stesso De Niro si ritaglia un ruolo da comprimario di sobrietà esemplare. (emiliano morreale)

The Good Shepherd – L’ombra del potere

Storia avvincente di un giovane emotivamente represso che a Yale viene reclutato per un lavoro di spionaggio durante la seconda guerra mondiale e che in seguito entrerà nella nascente Central Intelligence Agency, anche se ciò significherà un enorme sacrificio della sua vita famigliare. L’immaginaria sceneggiatura di Eric Roth (basata su fatti reali) spiega parecchie vicende e offre un’ottima prospettiva interna sulla natura dello “spy business”. De Niro usa, con buon successo, Il padrino come forma drammatica. Damon è ottimo nel suo ruolo e circondato da attori ben scelti per ciascuna parte, poco importa se piccola. Eccezionale fotografia di Robert Richardson. Una nomination agli Oscar per la Migliore Scenografia.

Arma letale 2

Tornano Martin (Mel Gibson) e Roger (Danny Glover), i sergenti di polizia protagonisti del primo episodio di Arma letale . I due sono incaricati di guardare le spalle a un supertestimone. Impresa non facile, perché questi, ex trafficante di droga, è nel mirino di un’organizzatissima banda di spacciatori sudafricani. Riuscito cocktail di umorismo e azione, realizzato dallo stesso produttore dell’ottimo Trappola di cristallo . Divertente Joe Pesci, in ruolo di contorno ma fondamentale nell’economia del film (non a caso l’attore tornerà nei panni di Leo Getz anche nei due successivi episodi). (andrea tagliacozzo)

J.F.K. – Un caso ancora aperto

Stati Uniti, 1963. Il procuratore Jim Garrison, poco convinto delle tesi che vogliono il Presidente Kennedy ucciso da un assassino solitario, l’ex marine Lee Harvey Oswald, apre un’inchiesta per smascherare le fila di un eventuale complotto. Tipico film alla Oliver Stone, impostato come una lunga, appassionata, interminabile requisitoria di tre ore, ricca di dati, supposizioni e, probabilmente, qualche azzardo storico. Si tratta, comunque, della migliore regia del discusso cineasta americano, che riesce a mescolare abilmente le scene del film alle immagini di repertorio (alcune vere, altre ricostruite con la tecnica del documentario) riuscendo a creare un’opera altamente spettacolare, cinematografica, ma allo stesso tempo di un realismo impressionante. Oscar 1991 al montaggio (davvero straordinario) e alla fotografia (di Robert Richardson).
(andrea tagliacozzo)

L’ombra del potere – The Good Shepherd

Storia romanzata di Edward Wilson, uno dei fondatori della CIA. Entrato nei servizi segreti nel corso della seconda guerra mondiale, Wilson dovrà sacrificare la sua vita personale e i suoi affetti familiari per il bene della patria: una scelta che lo logorerà nel profondo.

Tutti dentro

Una delicatissima inchiesta relativa ad alcune tangenti su forniture di petrolio in cui sarebbero coinvolti alcuni personaggi molto in vista, viene affidata in istruttoria al giudice Salvemini. Uomo integerrimo e scrupoloso, il magistrato non guarda in faccia a nessuno e spicca i primi mandati di cattura. Satira all’acqua di rosa, a volte perfino ambigua, minata alla base dalle solite carenze di regia di Alberto Sordi. Curiosa caratterizzazione dell’attore romano che sfoggia una lunghissima chioma alla De Michelis.
(andrea tagliacozzo)

Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York

Natale: Culkin sale sull’aereo sbagliato, si separa dalla sua famiglia e finisce a New York. Qui farà amicizia con la Fricker, amante dei piccioni, e tornerà ad affrontare gli stolidi Pesci e Stern, ridotti più che mai a un duo da cartoon in carne ed ossa. Fondamentalmente, si tratta di una rivisitazione del campione d’incassi originario; ma in quanto a violenza, lo supera ampiamente. La pubblicità occulta all’Hotel Plaza non conosce vergogna: c’è anche una comparsata per il suo proprietario Donald Trump. Scritto e prodotto da John Hughes.

Il matrimonio di Betsy

Betsy, figlia di Eddie e Lola Hopper, decide di sposare il giovane Jake Lovell. Sebbene non stia navigando in buone acque finanziare, Eddie accetta di accollarsi le spese della cerimonia nuziale. Mentre fervono i preparativi del matrimonio, anche l’altra figlia degli Hopper, Connie, s’innamora: lui è un mafioso, ma per amore della ragazza passerà dalla parte della legge. Una sorta di versione aggiornata de Il padre della sposa (un anno prima del remake ufficiale con Steve Martin), diretta con sottile umorismo e intelligenza da Alan Alda, ottimo anche come interprete. Eccellente anche il resto del cast, a partire dalla compianta Madeline Kahn in una delle sue prove migliori. (andrea tagliacozzo)

Eureka

Un uomo (Hackman) molto ricco e ossessionato dal passato, vive in un isola delle Bahamas, chiuso in se stesso e in perenne contrasto sia con la figlia (Russell), che con il genero (Hauer). Storia drammatica sull’illusorio potere del denaro, girata ai limiti del virtuosismo dal regista Roeg (già noto per
L’uomo che cadde sulla terra
del 1976, con David Bowie).
(andrea tagliacozzo)

Moonwalker

Film-tributo dedicato alla pop star per eccellenza degli anni Ottanta, Michael Jackson. Dopo una iniziale carrellata dei suoi video-clip più famosi, vediamo Michael e tre suoi piccoli amici combattere, in una miriade di trasformazioni, musiche ed effetti speciali, contro un abietto magnate della droga. Come spettacolo cinematografico non è un granché, ma gli ammiratori del cantante non rimarranno delusi. Uno dei tre ragazzi è Sean Lennon, figlio dell’ex beatle John. (andrea tagliacozzo)