Salto nel buio

Variazione quasi comica sul tema di Viaggio allucinante , celebre film di fantascienza del 1966. In un attrezzato laboratorio scientifico, il pilota Tuck Pendelton viene miniaturizzato assieme a una capsula spaziale per essere iniettato nel corpo di un coniglio. L’improvvisa irruzione degli scagnozzi di un bieco affarista interrompe l’esperimento. Dopo un rocambolesco inseguimento, uno degli scienziati inietta la capsula nei glutei di un timido commesso di un supermercato. Ricco di invenzioni visive e trovate comiche, il film non ha praticamente un attimo di sosta. Grande regia di Joe Dante, uno dei pochi (con Steven Spielberg, che produce il film) in grado di coniugare il divertimento e lo spettacolo con le proprie esigenze autoriali. Oscar per gli effetti speciali. (andrea tagliacozzo)

Piraña

Primo film diretto in proprio da Joe Dante (il precedente Hollywood Boulevard, del ’76, era stato realizzato assieme ad Allan Arkush). L’improvvisa sparizione di due giovani campeggiatori induce una investigatrice privata ad indagare nella sperduta zona di Acquarena. La donna scopre che l’esercito sta compiendo aberranti esperimenti su un allevamento di voraci pesci pirana. Scritto da John Sayles e prodotto dal geniale Roger Corman, il film è fondamentalmente una divertente parodia de Lo squalo , un tenue canovaccio da B-Movie di fantascienza anni Cinquanta che fornisce al regista la possibilità di poter giocare con gli stereotipi del genere. Nonostante il tono goliardico, non mancano, comunque, momenti di vera suspense. (andrea tagliacozzo)

Small Soldiers

Un produttore di giocattoli troppo entusiasta mette dei microchip militari nei nuovi pupazzi da combattimento; si scatenerà l’inferno quando questi dichiareranno guerra ai giocattoli “nemici”. Una buona premessa indebolita da una sceneggiatura prevedibile. L’animazione al computer è straordinaria e il regista Dante ci mette un po’ di chicche per cinefili, usando membri del cast di Quella sporca dozzina e di This Is Spinal Tap per le voci, e la musica di La moglie di Frankenstein nei momenti chiave. Ultimo film di Hartman. Super 35.

Ai confini della realtà

Dan Aykroyd e Albert Brooks offrono un divertente prologo ad alcuni racconti bizzarri (in effetti, tre riprese dalla serie tv di culto creata da Rod Serling), ma nessuno di questi rende lo spettacolo indimenticabile… e per dirla tutta, nessuno migliora l’originale. Il migliore è quello finale, remake di Nightmare at 20,000 Feet, con Lithgow passeggero aereo terrorizzato, anche se pure questo è più esplicito (e quindi meno intrigante) della versione anni Sessanta.

La seconda guerra civile americana

La seconda guerra civile americana dimostra come Joe Dante sia il più intelligente e caustico cineasta statunitense della generazione cresciuta negli anni della guerra fredda. Benché ampiamente rimaneggiato dall’emittente televisiva Hbo che lo produce, il film resta uno dei grandi capolavori degli anni Novanta. Di sicuro la più perfida satira sul conflitto tra capitalismo e povertà, nonché un’impareggiabile riflessione sul fallimento del melting pot americano. Da La seconda guerra civile americana si potrebbero tranquillamente ricavare elementi per sbeffeggiare le tendenze separatiste che con esiti tragici (come nei Balcani) o ridicoli (come nel Nord Italia) hanno caratterizzato la geopolitica della fine del XX secolo e messo in discussione l’ottimismo della globalizzazione. Non mancano naturalmente, come nei migliori film di Dante, bordate alla vocazione guerrafondaia e fascistoide dei militari, alla demenzialità isolazionista della politica o al rimbecillimento collettivo alimentato dai network televisivi. Lo spunto narrativo? Uno degli stati americani (l’Idaho), per protesta contro il flusso di immigrati, è pronto alla secessione. E sarà guerra senza quartiere, come diceva Archer, l’emissario dei Gorgonauti di Small Soldiers . Semplicemente geniale. (anton giulio mancino)

Donne amazzoni sulla luna

Serie di sketch non legati fra di loro, nello stile di Ridere per ridere: molti però sono incredibilmente tristi. Parodia di Cat Women of the Moon, talmente puntuale che forse è meglio vedere direttamente l’originale, pure più divertente. L’episodio più bello è l’ultimo, firmato Bartel e Fisher: una presa in giro dei film erotici degli anni Trenta.

L’erba del vicino

Una vecchia e malridotta villa vittoriana, situata in un tranquillo sobborgo di periferia, viene acquistata da alcuni misteriosi individui. I vicini, insospettiti dallo strano comportamento dei nuovi arrivati, decidono di vederci chiaro. Il giovane Peterson s’introduce nella villa durante una momentanea assenza dei proprietari. Rimasto fino ad ora inedito in Italia, il film, pur non essendo tra i lavori migliori di Joe Dante, è sufficientemente permeato di humour nero e del gusto citazionista del regista di Salto nel buio da risultare divertente. Troppo sopra le righe, comunque, per piacere al grande pubblico. (andrea tagliacozzo)

Explorers

Tre ragazzini americani riescono a costruire, con i rottami di alcuni elettrodomestici e il ciarpame di un luna park, una nave spaziale. Grazie a una misteriosa energia, riescono a far decollare lo strano trabiccolo e a lanciarsi nel cosmo. Pellicola tra il fantascientifico e la commedia adolescenziale diretta con grande senso del ritmo dall’ottimo Joe Dante, regista di Gremlins. Il pessimo doppiaggio italiano non riesce a rovinare questo film divertente e spensierato. (andrea tagliacozzo)

Gremlins

L’insolito nuovo animale domestico di un adolescente genera una legione di viscidi e violenti mostri che trasformano lo scenario da cartolina della città in un vero inferno. Quest’incubo comico è un incrocio tra La vita è meravigliosa di Capra e Fluido mortale; pieno di citazioni per i fanatici di cinema ma vanificato da una violenza e una confusione troppo forti. Le apparizioni cammeo spaziano dall’animatore Chuck Jones a Robby il robot, ma dovrete prestare molta attenzione per individuare il produttore esecutivo Steven Spielberg. Nella versione originale la voce di Gizmo è di Howie Mandel. Con un sequel.

Matinée

Goodman è delizioso nei panni dell’artigiano del cinema (ispirato al produttore realmente esistito William Castle) che proietta in anteprima il suo ultimo terrorizzante horror a Key West, proprio il weekend della crisi dei missili di Cuba, quando i nervi di tutti erano a fior di pelle. Film dolce, pieno di nostalgia e strizzatine d’occhio per i cinefili, ma un po’ lento (e sommesso), finché non ingrana. Mant, il film nel film, è un vero spasso, con le apparizioni dei fedelissimi della fantascienza William Schallert, Kevin McCarthy, Robert Cornthwaite.

Gremlins 2 – La nuova stirpe

In questo sequel, non tanto un film horror quanto una sciocca parodia di se stesso, le viscide creature scorrazzano libere per New York City. Zeppo di gag, citazioni cinematografiche, frecciate satiriche, e apparizioni cammeo gratuite. Glover in particolare è uno spasso nei panni di un tipo alla Donald Trump/Ted Turner, e Lee è una delizia in quelli di uno scienziato genetista. Cercate di restare fino ai titoli di coda.

L’ululato

Sconvolta dall’uccisione di un lupo mannaro, da lei adescato per consentirne la cattura, la giornalista televisiva Karen White si ritira in una casa di riposo situata ai margini di un bosco. Ogni notte dall’interno della fitta foresta si levano spaventosi ululati. Terzo film di Joe Dante, sceneggiato da John Sayles (già collaboratore del regista nel precedente Piranha ) e Terence H. Winkless: un intelligente e ben elaborato horror cinefilo (da notare la presenze del veterano del genere John Carradine e dell’ex protagonista de L’invasione degli ultracorpi Kevin McCarthy), visivamente straordinario e ricco di spunti ironici. (andrea tagliacozzo)