Harry and Son

Paul Newman, alla sua quarta regia, descrive i difficili rapporti tra un padre e un figlio. L’anziano Harry, vedovo da due anni, dopo aver perso il lavoro è costretto a restare in casa quasi tutto il giorno. Il suo carattere chiuso e scorbutico non lo aiuta a entrare in sintonia con il figlio Howard, un giovane idealista che spera un giorno di diventare scrittore. Un Newman insolitamente sottotono, sia come attore che come regista. Il tema, di per sé interessante, poteva essere sviluppato in modo sicuramente migliore, anche se il coinvolgimento dell’attore – che nel 1978 aveva perso il figlio Scott, morto per un’overdose – è evidente e nelle pagine migliori affiora una certa commozione.
(andrea tagliacozzo)

Mr. & Mrs. Bridge

Da due novelle di Evan S. Connell, Mrs. Bridge , del ’59, e Mr. Bridge , scritto dieci anni più tardi. La vicenda è ambientata a Kansas City, negli anni Quaranta, dove i coniugi Harriet e India Bridge vivono assieme ai tre figli. Lei, ingenua e un po’ infantile, è completamente dominata dall’autoritario marito. Stilisticamente calligrafico e curatissimo fino alla leziosità, in puro stile Ivory, un film decisamente involuto che alla lunga mostra un po’ la corda e finisce per annoiare. Ma la Woodward, sempre eccellente, ottenne una meritata nomination all’Oscar. (andrea tagliacozzo)

Philadelphia

Un avvocato emergente (Hanks) sta combattendo l’Aids; quando viene licenziato dal suo ricco studio legale di Main Line Philadelphia (per ragioni complottate), decide di fare causa. L’unico che accetterà il suo caso è un avvocato rincorri-ambulanze (Washington) a cui non piacciono i gay. Questo benintenzionato sguardo mainstream sull’Aids e sull’omofobia americana ha successo come trattatello ma non come dramma. Hanks è grandioso in questa interpretazione vincitrice dell’Oscar, ma non sappiamo nulla del suo personaggio, o del suo compagno (Banderas); la sua famiglia stile Norman Rockwell è (ahimè) troppo bella per essere vera. È proprio il reverendo Robert Castle (protagonista del documentario Cousin Bobby dello stesso Demme) nel ruolo del padre di Hanks. Oscar anche a Bruce Springsteen per la miglior canzone.

La prima volta di Jennifer

Jennifer, complessata trentacinquenne, vive, ormai rassegnata a una grigia esistenza, assieme all’opprimente madre. Il casuale incontro con un ex compagno d’infanzia sembra portare una luce di speranza nella vita della donna. Ottimo esordio di Paul Newman dietro la macchina da presa con un dramma intimista tratto dal romanzo di Margaret Laurence. Straordinaria anche Joanne Woodward, sua moglie, in un ruolo intenso e complicato. Newman tornerà a dirigere la Woodward nel ’72 in
Gli effetti dei raggi Gamma sui fiori di Matilde
e nell’87 in
Lo zoo di vetro
.
(andrea tagliacozzo)

Il mio amore per Samantha

Inviato a Parigi dal direttore del giornale per il quale lavora, Steve durante il viaggio conosce Samantha, disegnatrice di moda dall’aspetto poco appariscente. A contatto con lo spumeggiante ambiente parigino, la ragazza si trasforma e diventa praticamente un’altra persona, tanto che il giornalista, non riconoscendola, finisce per innamorarsene. La coppia Newman-Woodward funziona meglio con il registro drammatico (tipo
La lunga estate calda
). Questo film, infatti, rimane tra le cose più convenzionali mai realizzate dai due.
(andrea tagliacozzo)

La strada del crimine

Alex Forrester, da tempo ricoverato in un manicomio criminale, si affida al comprensivo dottor Fleming per riuscire ad ottenere la libertà. Quando la sua domanda viene respinta dalla commissione del sanatorio, l’uomo, in preda a una crisi, assale il medico. Riuscito a fuggire, Alex si nasconde nella casa di Molly Thomas, approfittando dell’assenza del marito della donna. Il film, piuttosto debole sul versante della sceneggiatura e della regia, si affida soprattutto alle prove degli attori.
(andrea tagliacozzo)

Detective Harper: acqua alla gola

Nove anni dopo
Detective’s Story
, Paul Newman torna a interpretare il ruolo dell’investigatore privato Lew Harper. Una ricca ereditiera, che alcune lettere anonime accusano di adulterio, incarica il detective Harper di scoprire l’autore delle missive. Un discreto thriller, anche se inferiore al precedente film e con una sola sequenza degna di nota, quella della trappola nella piscina a cui fa riferimento il titolo originale (
The Drowning Pool
, ovvero la «piscina che annega»). Rosenberg aveva già lavorato con Newman in
Nick mano fredda
. Tra gli interpreti compare anche una giovanissima Melanie Griffith.
(andrea tagliacozzo)