Fantasmi da Marte di John Carpenter

In un futuro molto vicino Marte è stato colonizzato, ma gli omicidi di massa dilagano in alcuni insediamenti. La gente viene posseduta da vendicativi fantasmi marziani. Tutto è nelle mani di una poliziotta e di un criminale incallito pronti a combatterli. Ordinario, prevedibile e noioso. Senza molta fantasia, le persone possedute dai marziani hanno tutte un look punk/grunge. In sostanza non è altro che il remake di Distretto 13 — Le brigate della morte dello stesso Carpenter. Panavision.

L’occhio privato

Carney è un vecchio investigatore privato che cerca di risolvere il caso dell’omicidio del suo ex compagno (Duff), “aiutato” da una donna fragile e incerta (Tomlin). Echi di Chandler e Hammett risuonano nella sceneggiatura, complessa ma godibile, di Benton. La chimica fra Carney e la Tomlin è perfetta. In seguito ne fu tratta la serie tv — dalla vita breve — Eye to Eye.

Vampiro a Brooklyn

Al fine di perpetuare la sua razza, l’elegante vampiro caraibico Murphy deve persuadere la poliziotta brooklynese Bassett che è la sua anima gemella. Eccentrico film, con le classiche battute di Murphy in versione profondamente diabolica; d’altro canto non è abbastanza pauroso da essere considerato un horror… e per giunta è troppo lungo.

Invito all’inferno

Un Craven d’epoca, girato per la tv, che mostra i limiti di questo regista. Che si è sempre creduto un autore, magari capace di infilare nei suoi horror messaggi controculturali, alla pari di un Carpenter e di un Romero, ma con risultati – come in questo caso – modesti. In un sinistro country club aspirano a entrare i dirigenti di un’avveniristica società di ricerca. Lì vendono l’anima al diavolo, e ne escono zombizzati: il cane di casa, tipicamente, non li riconosce più. L’eroe capisce che qualcosa non va, ma moglie e figlioletti premono per far parte del club… Metafora stiracchiata, anche se nel 1984 obiettivi come la satira delle multinazionali e della fitness non erano così usurati. Vale la pena di aspettare il finale, involontariamente comico, in una specie di inferno a metà strada tra le scenografie surreali di Ercole al centro della terra e i paradossi spazio-temporali di 2001: Odissea nello spazio in versione dei poveri. (alberto pezzotta)

Uccidete la colomba bianca

Fiacco thriller di paranoia politica in cui Hackman è un sergente dell’esercito in carriera che viene a sapere di essere stato usato come pedina nella trama di una cospirazione progettata da militari dissidenti russi e americani. Vale sempre la pena vedere Hackman, ma la storia perde terreno (e credibilità) proprio quando dovrebbe giungere al suo apice.

La seconda guerra civile americana

La seconda guerra civile americana dimostra come Joe Dante sia il più intelligente e caustico cineasta statunitense della generazione cresciuta negli anni della guerra fredda. Benché ampiamente rimaneggiato dall’emittente televisiva Hbo che lo produce, il film resta uno dei grandi capolavori degli anni Novanta. Di sicuro la più perfida satira sul conflitto tra capitalismo e povertà, nonché un’impareggiabile riflessione sul fallimento del melting pot americano. Da La seconda guerra civile americana si potrebbero tranquillamente ricavare elementi per sbeffeggiare le tendenze separatiste che con esiti tragici (come nei Balcani) o ridicoli (come nel Nord Italia) hanno caratterizzato la geopolitica della fine del XX secolo e messo in discussione l’ottimismo della globalizzazione. Non mancano naturalmente, come nei migliori film di Dante, bordate alla vocazione guerrafondaia e fascistoide dei militari, alla demenzialità isolazionista della politica o al rimbecillimento collettivo alimentato dai network televisivi. Lo spunto narrativo? Uno degli stati americani (l’Idaho), per protesta contro il flusso di immigrati, è pronto alla secessione. E sarà guerra senza quartiere, come diceva Archer, l’emissario dei Gorgonauti di Small Soldiers . Semplicemente geniale. (anton giulio mancino)

Chi ha incastrato Roger Rabbit?

Il detective privato Eddie Valiant scopre che Jessica, moglie del coniglio dei cartoni animati Roger Rabbit, tradisce il marito con Marvin Acne, proprietario di Cartoonia. Quando quest’ultimo viene assassinato, i sospetti della polizia si concentrano sul coniglio. Dal romanzo Who Censored Roger Rabbit? di Gary K. Wolf, una fantasiosa e divertente fusione tra cartoni animati e persone in carne e ossa. L’esperimento tecnico, comunque, era già stato fatto in passato, da Trittico d’amore con Gene Kelly a Pomi d’ottone e manici di scopa . Memorabile l’attacco del film, tutto animato, con Roger Rabbit alle prese con il terribile Baby Herman. Tre Oscar, tra cui quello per gli effetti speciali. (andrea tagliacozzo)

Dalla parte del cuore

Farsa deludente su un ricco esperto di demolizioni di New York (Coleman) che decide di insegnare alla famiglia l’umiltà (e il valore del denaro) cacciandoli di casa e lasciandoli su una strada. Guazzabuglio dalle buone intenzioni, troppo bizzarro per essere preso sul serio. Sceneggiato da Boorman e dalla figlia Telsche; alcuni ci hanno visto un aggiornamento di un film precedente di Boorman, Leone l’ultimo.

Reazione a catena

Un tecnico che sta lavorando a un progetto sull’energia a idrogeno è accusato di aver provocato una devastante esplosione e fugge con una sua collaboratrice. Ma cosa c’è davvero dietro tutti questi loschi traffici? Assurdo e poco ispirato mix di azione, inseguimenti e spunti di thriller politico, che riesce a stento a essere credibile.