Che fine ha fatto Baby Jane?

Blanche, attrice di successo, al culmine della carriera rimane paralizzata in seguito a un incidente d’auto. Di lei si prende cura la sorella Jane, ex bambina prodigio e attrice frustrata, che, invidiosa del successo ottenuto da Blanche, la sottopone a ogni sorta di angherie. Film alle soglie dell’horror che ha il suo punto di forza nelle interpretazioni delle protagoniste, una vera e propria gara di bravura tra la Davis (Jane) e la Crawford (Blanche).

Ottima anche la regia di Robert Aldrich che e riesce a non far calare mai la tensione dall’inizio alla fine. Nel suo genere, ormai un classico. (andrea tagliacozzo)

Anime in delirio

A Los Angeles, una donna, vittima di un amnesia, viene condotta in un ospedale psichiatrico. Al primario dell’istituto, la ricoverata, che a poco a poco riacquista la memoria, racconta la propria vicenda. Assunta come infermiera nella casa dei Graham, la donna si era innamorata di un giovane ingegnere che, dopo una breve relazione, l’aveva bruscamente respinta. Un ottimo melodramma costruito su misura sulle straordinarie doti interpretative della Crawford.
(andrea tagliacozzo)

Grand Hotel

In un grande albergo berlinese, «dove non succede mai ninete», s’intrecciano le storie di alcune persone. In primo piano la vicenda di una ballerina (interpretata da Greta Garbo) che, in procinto di suicidarsi, è salvata da un ladro che si spaccia per barone. Nell’arco di una giornata si intrecciano le vite di questi personaggi, oltre a quella di un uomo sul leto di morte, di una stenografa, di un uomo d’affari… Tratto dal romanzo di Vicki Baum (nuovamente adattato per il grande schermo nel ’45 con il titolo
Hotel Berlino),
un melodramma corale di successo, premiato con l’Oscar per il miglior film, una delle più grandi produzioni della Hollywood anni Trenta. Nel 1960, il regista Gottfried Reinhardt realizzò una versione tedesca del film, con Michèle Morgan nel ruolo che fu della Garbo.
(andrea tagliacozzo)

Volto di donna

Una donna, orribilmente deturpata in viso, conduce un’esistenza corrotta accanto a un individuo senza scrupoli. Un chirurgo la sottopone a un delicato intervento restituendole un aspetto normale. Rifacimento americano di
Senza volto
, film del 1938 tratto dalla commedia di Francis de Croisset e realizzato in Svezia da Gustaf Molander con Ingrid Bergman. Superiore all’originale, non tanto per la pur ottima interpretazione della Crawford, quanto per l’elegante regia di George Cukor.
(andrea tagliacozzo)

Ossessione del passato

L’artista di night-club di New York Crawford si sposa e va a vivere in una fattoria del Wisconsin, scatenando forti emozioni in famiglia. Il contrasto fra la Crawford e la Sullavan (la cognata) è la cosa più interessante di questa agitata soap opera.

Il romanzo di Mildred

Mildred abbandona il marito e si trova un lavoro per assicurare un futuro sereno all’unica figlia che l’è rimasta, Veda. Ma quest’ultima, cresciuta nell’agiatezza, si avvia molto presto sulla cattiva strada. Da un romanzo di James M. Cain, una delle migliori interpretazioni della Crawford, che riuscì meritatamente ad aggiudicarsi l’Oscar (per la cronaca, l’attrice, debilitata da una forte influenza, non ritirò la statuetta di persona). Grande anche la regia di Michael Curtiz e l’interpretazione della Blyth nel ruolo di Veda.
(andrea tagliacozzo)

Le nostre sorelle di danza

Uno dei migliori film del muto sull’era del jazz, con una trama melodrammatica fino all’assurdo: l’emancipata “flapper” Crawford si fa soffiare Brown dalla Page, costretta a sposarsi contro la sua volontà. Una cristallizzazione dei “ruggenti anni Venti”. Film muto con colonna sonora musicale sincronizzata (e, a tratti, anche qualche breve dialogo fuori campo).

Sesso debole

Rifacimento in chiave musicale di «Donne», una commedia diretta nel 1939 da George Cukor. Kay, artista di varietà di grande successo, abbandona la carriera per sposarsi con un produttore teatrale. L’invidia spinge un’amica della ragazza, Sylvia, a mettere in giro la voce che il marito di Kay si è innamorato di un’altra donna. I risultati del film di Miller sono in parte apprezzabili, anche se l’originale, interpretato da fior di attrici come Joan Crawford e Rosalind Russell, era un’altra cosa.
(andrea tagliacozzo)