Get Rich Or Die Tryin’

Storia ispirata alla vita di Curtis
50 Cent
Jackson, rapper di successo lanciato da Eminem. Marcus Greer nasce a New York e vive con la madre Katrina, affascinante donna coinvolta nello spaccio di cocaina: non conosce il padre e nè la madre nè la nonna, cui molto spesso viene affidato, si lasciano mai sfuggire nulla a riguardo. Una sera Katrina viene uccisa e la sua casa data alle fiamme. Marcus ha solo dodici anni e si trasferisce dalla nonna. La vita non è più la stessa. Mentre prima poteva avere tutto quello che desiderava, ora tutto è una vera lotta: senza soldi e senza l’ala protettiva della madre, il bambino cresce in fretta dedicandosi allo smercio di droga e con tutte le intenzioni di diventare un vero gangster. Ci riesce. Ma il prezzo da pagare è altissimo: colpito da nove proiettili rischierà la vita e le possibilità di avere una famiglia con l’amata Charlene. Ma tra le passioni di Marcus non ci sono solo i soldi (e Charlene) ma anche l’hip hop, cui si dedica sin da piccolo: saranno la musica e l’aiuto di Bama, un amico conosciuto in prigione che diventerà suo manager, a fargli imboccare la strada giusta aprendogli la via del successo.

Il mio piede sinistro

Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Christy Brown. Vittima fin dalla nascita di un grave paralisi, il giovane Christy, impossibilitato a muoversi e a parlare, stupisce i familiari riuscendo a scrivere e a dipingere con il piede sinistro. Rispetto ad altri film sullo stesso argomento, il film di Sheridan ha il merito non scadere nel patetico. Oscar 1989 a Daniel Day-Lewis (miglior attore protagonista) e Brenda Fricker (miglior attrice non protagonista). Il regista irlandese tornerà a dirigere Daniel Day-Lewis nel 1993 in
Nel nome del padre
e nel 1997 in
The Boxer
.
(andrea tagliacozzo)

In America

Fine anni Settanta. Una famiglia irlandese, padre, madre e due bambine, lascia la madrepatria ed emigra illegalmente negli Stati Uniti, alla ricerca di una vita dignitosa. Tra mille difficoltà e altrettanti momenti di sconforto, riuscirà finalmente a sentirsi a casa.

Scritto da Jim Sheridan assieme alle figlie Naomi e Kirsten, il nuovo film del regista di
Nel nome del padre
è la toccante storia di una famiglia che, grazie all’affetto che unisce i suoi membri e alla voglia di non mollare di fronte alle difficoltà, riesce a realizzare il suo sogno americano. Ispirata alla vita dello stesso regista, anch’egli trasferitosi illegalmente negli Stati Uniti con la moglie e le figlie, la pellicola, ha detto Sheridan, vuole essere un racconto morale sulle contraddizioni di una nazione ma anche sulle difficoltà, materiali e non, che rischiano di minare gli affetti famigliari. Raccontata dal punto di vista della figlia undicenne della coppia dei protagonisti, la storia riflette i problemi di tante, troppe famiglie del mondo occidentale: la casa, la stabilità del lavoro, la ricerca di un ruolo nella società. Un’analogia lampante con
La casa di sabbia e nebbia,
film di Vadim Perelman in questi giorni sugli schermi italiani. Molto ben interpretato dai suoi protagonisti, il film è candidato a tre premi Oscar: quello per la miglior sceneggiatura originale, quello per la miglior attrice protagonista (Samantha Morton) e quello per il miglior attore non protagonista (Djimon Hounsou, nato nel Benin e anch’egli emigrato in tenera età, a Parigi, assieme alla sua famiglia). Prodotto nel 2002, presentato al festival di Toronto e poi messo in stand by dalla casa di produzione,
In America
è stato salvato dall’oblio da Robert Redford, che ne ha proposto l’inserimento nel cartellone del «suo» Sundance Festival.
(maurizio zoja)