Spiccioli dal cielo

Adattamento cinematografico della miniserie (sei puntate) di Dennis Potter mandata in onda dalla televisione inglese nel 1978. Nella Chicago degli anni Trenta sconvolta dalla Grande Depressione, uno squattrinato venditore di spartiti tira faticosamente a campare. Infelicemente sposato, il giovanotto mette incinta una graziosa maestrina che finisce per perdere il posto. Il film, affettuoso omaggio al vecchio musical hollywoodiano, è piuttosto frammentario, anche se non mancano alcune sequenze memorabili. Steve Martin, come al solito, è strepitoso. Bellissima la fotografia di Gordon Willis.
(andrea tagliacozzo)

Suspiria

Il racconto terrificante di una studentessa americana (Harper) che frequenta una scuola di danza europea, che si rivela essere un covo di streghe. Una trama spesso stupida è arricchita e compensata da inquadrature, atmosfera e colonna sonora (di Argento e del gruppo rock dei Goblin) brillanti. In tv potrebbe perdere un po’ della sua efficacia nel far venire i brividi. Disponibile anche in una versione più esplicita senza tagli che dura 107 minuti.

Il fantasma del palcoscenico

Una versione moderna del mito del Faust intrecciata con il canovaccio de Il Fantasma dell’Opera . Un mefistofelico discografico (Williams) sottrae un brano musicale a un giovane e promettente cantautore (Finley) che, incastrato dagli sgherri del produttore, finisce a Sing Sing. Fuggito di prigione con la seria intenzione di vendicarsi, il musicista viene orrendamente sfigurato da una pressa per dischi. Il film più eccentrico di Brian De Palma, dove horror (poco), umorismo (in abbondanza) e musica (datata ma splendida) si fondono alla perfezione. Le canzoni del film sono composte dal protagonista, Paul Williams. (andrea tagliacozzo)

Stardust Memories

Allen interpreta un personaggio non troppo diverso da lui stesso che viene convinto a partecipare a un weekend di seminari sul cinema, in cui viene assediato dai fan, da chi cerca favori, dalle ammiratrici, dai dirigenti degli studios, dai parenti e dalle amanti. Uno sguardo pungente e semiserio sulla fama e il successo, anche se molti spettatori lo hanno trovato semplicemente narcisistico. Breve apparizione di Sharon Stone su un treno; Louise Lasser e Laraine Newman appaiono non accreditate.

Safe

Una donna della ricca borghesia scopre lentamente di essere allergica a tutti i prodotti della società industriale: dalla plastica allo smog, tutto ciò che la circonda le provoca crisi che vanno dal vomito all’asfissia. Todd Haynes, trasgressivo regista di culto dell’ambiente underground e omosessuale, esordisce nel cinema mainstream con un film stilizzatissimo, lento, quasi alla Ozu. Una vicenda che parte come un’indagine minimal ma di assoluta precisione sociologica, e che lentamente si trasforma in un incubo cronenberghiano: l’allergia alla plastica come apocalisse interna, il corpo come terreno di battaglia della sociopatia. E, nel fare ciò, si avvale di uno dei più straordinari corpi femminili del cinema americano, la rossa Julianne Moore. Nell’ultima parte, poi,
Safe
diventa un quasi-documentario su un centro new age, tanto ambiguo da apparire ad alcuni apologetico. Ma bastano l’immagine fantascientifica dell’uomo che si aggira in uno scafandro per evitare ogni contatto col mondo esterno e il primo piano di lei allo specchio che si dice guarita per mostrare l’aporia di ogni via di fuga solipsistica.
(emiliano morreale)

L’ospite d’onore

Commedia piacevole ambientata nel 1954, che racconta le vicende del giovane autore di uno spettacolo di varietà per la televisione, cui viene dato l’incarico di accompagnare l’ospite d’onore di quella settimana, un idolo dello schermo, ma un accanito bevitore lontano dai riflettori, Alan Swann, interpretato alla perfezione da “O’Toole. Ci sono troppi cambi di direzione, ma il film offre anche momenti brillanti e interpretazioni affascinanti (come quella di Bologna nella parte di una star della tv). La donna con cui “O’Toole balla nel night-club è Gloria Stuart. Debutto alla regia per Benjamin. Dieci anni più tardi ne è stato fatto un musical per Broadway (sempre con Kazan).