Scary Movie 3 – Una risata vi seppellirà

La telegiornalista Cindy Campbell indaga sugli strani fenomeni che turbano la quiete che solitamente circonda la fattoria di Tom Logan. Intanto Brenda, la sua migliore amica, muore dopo aver visionato un misterioso videotape. Grazie all’aiuto di un oracolo, la combattiva anchorwoman riuscirà a svelare il mistero riguardante la fattoria stregata e la videocassetta killer, aiutando il Presidente degli Stati Uniti a sventare l’invasione della Terra da parte di un gruppo di minacciosi alieni.
Raccolto il testimone da Keenen Ivory Wayans, regista dei primi due episodi della serie, David Zucker si cimenta nuovamente nel genere che ha contribuito a creare: la parodia del film di grande successo. L’autore de L’aereo più pazzo del mondo e della serie di Una pallottola spuntata riesce a piazzare nella stessa scena la ragazzina di The Ring, l’Oracolo di The Matrix e gli alieni di Signs, confezionando una pellicola irriverente in cui prende in giro tutto e tutti, compreso il presunto pedofilo Michel Jackson. «Ma è una femmina!», esclama Charlie Sheen quando il cantante cerca di appartarsi con sua figlia. Il protagonista di Hot Shots è solo una delle tante stelle di un cast che comprende anche Leslie Nielsen nel ruolo del Presidente degli Stati Uniti, Queen Latifah in quello dell’Oracolo e Macy Gray nei panni di se stessa. Persino Jenny McCarthy e Pamela Anderson rivelano un’insospettabile autoironia interpretando due improbabili ragazzine cattoliche. Nessun genere viene risparmiato, dall’horror alla fantascienza passando per un’esilarante sequenza che si fa beffe di 8 Mile, la biografia cinematografica di Eminem. Un film davvero divertente, anche per chi non ha visto tutti gli originali oggetto di parodia. (maurizio zoja)

Scream 3

Anche stavolta Sydney Prescott è perseguitata dal maniaco omicida mascherato, che si accanisce anche con il cast del film in produzione «Stab 3», ispirato ai delitti di cui è stata protagonista. Non mancano all’appello l’ex agente di polizia Linus e la giornalista Gale Weathers, sempre a caccia di scoop, mentre il bandolo della matassa è l’oscuro passato della defunta madre della protagonista. Scream 3 è superfluo esattamente come Scream 2 : sia l’uno che l’altro, oltre a non poter fisiologicamente competere con il primo film, non cercano affatto di approfondirlo, né di sviluppare nuovi percorsi di ricerca. Sono, come di consueto, tentativi di sfruttare e riciclare una formula rivelatasi efficace. Quando però di mezzo c’è Wes Craven, il più versatile e moderno esponente dell’ormai tramontato new horror americano, è inevitabile che i risultati si mantengano comunque buoni. Nonostante i molti limiti, Scream 3 è un film dignitoso e intelligente: una via di mezzo tra il primo Scream e Helzapoppin’ . Forse anche troppo intelligente e compiaciuto, visto che gioca parecchio a prendere in contropiede lo spettatore erudito, rendendo esplicita qualsiasi suggestione di tipo metalinguistico. Ma non era certo il metacinema alla base della meritata fama del primo Scream . Scream 3 , come già Scream 2 , tenta di far progredire il discorso puntando sulle interazioni tra la realtà e le degenerazioni della società-spettacolo, dove il crimine e le tragedie personali fanno audience diventando così saghe cinematografiche. Quel che dovrebbe contare maggiormente in questo (speriamo) ultimo capitolo della serie è la pura suspense, cui si aggiunge una banale sfida decodificatoria concentrata non già sulle regole del sequel (come in Scream 2 ), ma sulla recente voga «del terzo capitolo»: Guerre stellari , Il padrino e, ovviamente, Scream 3 . Questa lettura su più piani spinge ancora una volta Craven a interferire con il livello elementare del racconto e a fare del suo meglio per confondere lo spettatore, fornendogli simultaneamente più piste ognuna delle quali persuasiva e organica a uno svolgimento filologicamente goliardico, per non dire deliberatamente scorretto e incongruente. Interamente imbastito sull’idea del «film nel film», che Craven aveva peraltro già sfruttato in Nightmare 7 , Scream 3 funziona e diverte finché si cerca di star dietro alle citazioni incrociate da altri film o dai precedenti capitoli della stessa saga, oppure ai camei eccellenti (l’inquietante Lance Henriksen nei panni di un alter ego di Wes Craven, dedito a produrre più che a dirigere i film dell’orrore; Roger Corman in quelli inconfondibili del produttore; Carrie Fisher nel ruolo di una «sosia» della principessa Leila di Guerre stellari ; Kevin Smith in quello di un fan del fatale «Stab 3»). Per poi sgonfiarsi però, inevitabilmente, allorché ci si avvia allo scioglimento del mistero. (anton giulio mancino)

Il mio ragazzo è un bastardo

Cosa succede quando il ragazzo più figo della scuola, avvezzo a relazioni molteplici e contemporanee, viene scoperto da tre delle sue fiamme? La vendetta è d’obbligo. La tattica del dongiovanni è quella di scegliere ragazze tra loro completamente differenti: la reginetta cheerleader, la cronista del giornale scolastico e l’attivista animalista e vegetariana. Ma la cruda verità viene a galla grazie a Kate, figlia di una sexy sciupauomini incapace di tenere i suoi partner per più di una notte, uomini che la povera figlia soprannomina “Fill” perché se la filano di corsa la mattina presto. Il trio delle disperate e la solitaria Kate decidono di mettere da parte l’astio e di allearsi nell’intento di spezzare il cuore al bastardo facendolo innamorare perdutamente per la prima volta, cosi da fargli soffrire le pene d’amore che abitualmente infligge alle sue vittime. Le ragazze ci riusciranno, ma solo dopo lunghi sforzi di crescita psicologica che coinvolgeranno anche il povero e oramai diffamato belloccio.