La sposa promessa

Il barone von Frankenstein, dopo aver dato vita a un essere gigantesco e minaccioso, crea Eva, una splendida donna, destinata a diventare la compagna del mostro. Dal regista di
Quadrophenia,
una curiosa, ma poco riuscita, rivisitazione de
La sposa di Frankenstein.
Improponibile il confronto con il capolavoro del ’35 di James Whale,
La moglie di Frankenstein.
(andrea tagliacozzo)

The Grudge 2

Sequel del film girato nel 2004 dallo stesso Takashi Shimizu. Riuscirà la protagonista Amber Tamblyn a liberarsi dalla stessa maledizione che nel primo episodio aveva afflitto sua sorella? Riuscirà a impedire che una casa infestata da spiriti provochi la morte di chi la visita?

The Anniversary Party

Joe e Sally (Alan Cumming, Jennifer Jason Leigh) organizzano una festa in occasione del loro sesto anniversario di matrimonio, anche se pochi mesi prima sono stati separati. Vogliono mettere su famiglia, andare a vivere a Londra e hanno molti progetti di lavoro. Le ricorrenze per festeggiare ci sono tutte e così invitano gli amici più intimi per una serata di allegria. Joe è uno scrittore inglese di successo, che ha deciso di fare il regista. Sally è un’attrice già sul viale del tramonto. L’ambiente è quello di Beverly Hills, artisti, attori, registi, scrittori, e nell’arco di un’intera giornata, ventiquattrore, tutti si metteranno più o meno a nudo, tirando fuori i propri problemi. The Anniversary Party potrebbe definirsi un Grande freddo del terzo millennio e la presenza di Kevin Kline sembra quasi confermare questo link. Tragicomica, pungente, a volte scorretta, una commedia corale fresca e brillante, con un buon lavoro di scrittura alle spalle e girato senza tanti fronzoli, giusto con qualche concessione nel montaggio. Uno spaccato di vita hollywoodiana non così lontana dalla vita di chiunque, con amicizia e tradimenti, amori e gelosie. Il cast è ben assortito e tutti funzionano perfettamente nel proprio ruolo. Dedicato a chi rimanda decisioni importanti. (andrea amato)

Flashdance

Un’operaia di Pittsburgh sogna di diventare ballerina. Si innamora ricambiata del padrone, ma quello che conta è il sogno. Quando supera un provino tutto cambia… Non un bel film (non lo era neanche allora), ma a suo modo un film-simbolo degli anni Ottanta, con tanto di citazione camp (dieci anni dopo) di Moretti in
Caro diario
. Adrian Lyne rappresenta il peggio dell’estetica pubblicitaria (
Nove settimane e mezzo
, il tremendo
Attrazione fatale
) e l’unica occasione in cui sia riuscito a cavare fuori qualcosa di non banale è
Allucinazione perversa
, curioso thriller onirico sui ricordi del Vietnam. Al posto di Jennifer Beals balla una controfigura (come – pare – anche per lo spogliarello di Kim Basinger nel film successivo), ma che importa?
Flashdance
è una specie di abilissimo
Rocky
al femminile, con un inizio finto-duro (indimenticabili gli occhioni della Beals quando si toglie la maschera da saldatore), una struttura «a Cenerentola» semplice ed efficace, il gran finale con la canzone ruffianissima di Giorgio Moroder.
(emiliano morreale)

Boxe

Dan McGuinn è stato un buon pugile, come lo fu a suo tempo il padre, Pop McGuinn. Anche i figli di Dan sono boxeur, ma mentre Eddie si allena fra i dilettanti mirando a una medaglia olimpica, Ray è diventato professionista e deve sopravvivere in un ambiente malsano e corrotto. Pellicola che si ispira ai classici film hollywoodiani sul pugilato degli anni Quaranta e Cinquanta. Poco originale, ma ben interpretato, in particolare da Gene Hackman nei panni di Dan McGuinn.
(andrea tagliacozzo)

Four Rooms

Che cast… e che spreco! Terribile e imbarazzante film a episodi composto da quattro corti, il cui unico motivo di interesse è capire quale sia il peggiore. Ambientato in un hotel di Los Angeles nella notte di Capodanno e tenuto insieme dalla partecipazione di Ted il portiere (Roth). Bruce Willis appare non accreditato nell’ultimo episodio, quello di Tarantino.

Roger Dodger

Roger Swanson, detto «Roger Dodger» (Roger il Furbacchione), per la sua arguta capacità oratoria è un pubblicitario cinico e arrogante con la convinzione di poter manipolare le donne a suo piacimento. Il suo talento di seduttore viene stimolato ancora di più quando giunge inaspettata la visita del nipote sedicenne Nick, giunto nella Grande Mela dal cuore dell’Ohio. Nick scalpita per avere consigli dall’affascinante zio su come conquistare l’altro sesso e esercitarsi nell’arte della seduzione. Nel corso di una notte ambientata tra le mille luci notturne di Manhattan, si assiste all’iniziazione del ragazzo che passa attraverso nightclub, bar e party fuori orario… I trucchi che Roger cerca di insegnare al nipote si rivelano ben presto solo una corazza per difendersi. E lo zio capisce che forse l’inesperto Nick ha qualcosa da insegnargli…

Il primo lungometraggio del neo regista Dylan Kidd, presentato all’ultimo Festival di Venezia, è uno sguardo ironico e divertito sul moderno ego maschile e sulla guerra dei sessi. E lo spettatore lo comprende sin dalla prima scena quando il protagonista Roger Swanson teorizza, fumando una sigaretta, l’inutilità del sesso maschile in un mondo, non troppo lontano, in cui la donna non avrà bisogno dell’uomo neanche per procreare. Virtuosismi dialettici e una buona dose di cinismo le caratteristiche di Roger Swanson interpretato da un Campbell Scott (anche produttore della pellicola) in ottima forma, affascinante e triste, come ogni buon single del ventunesimo secolo. L’arrivo del sedicenne Nick in cerca di esperienze e consigli sul gentil sesso ne sconvolgerà almeno in parte l’esistenza. Al cinismo e al disincanto del rampante zio subentrano l’ingenuità e il buonismo del nipotino reso da Jesse Eisemberg, giovane attore proveniente da Broadway, in modo impeccabile. Ed ecco il turbinio delle luci, dei locali e delle vie di Manhattan messo in scena per una sola notte con uomini e donne soli inutilmente in cerca di compagnia. Se i pregiudizi e i verbosi abbordaggi dello zio sortiscono pochi effetti e sterili incomprensioni, la purezza di un sedicenne, che non ha paura di confessare la sua verginità, lascia attonita e gradevolmente sopresa la fauna single. Come se non bastasse, l’infallibile Roger dovrà affrontare un netto rifiuto dalla donna di cui è, o crede di essere, innamorato, interpretata da una splendida Isabella Rossellini orgogliosa della sua autonomia, mentre Nick incontrerà una ragazza, la bella e comprensiva Jennifer Beals, che non resisterà alla tentazione di dargli il primo bacio. Kidd sembra voler dire «buttate via le vostre maschere e tutto andrà meglio». Fosse così semplice…
(emilia de bartolomeis)