Ecco la felicità

Un banchiere distribuisce il suo denaro per rendere felice il prossimo, ma i suoi futuri eredi, preoccupati, lo fanno internare in un manicomio. Riuscito ad evadere, il presunto matto deruba la propria banca e riprende la sua attività filantropica. Una divertente commedia dai toni favolistici interpretata da un ottimo Michel Simon. Dialoghi di Jean Cocteau.
(andrea tagliacozzo)

L’aquila a due teste

Il marito della regina (Feuillère), boriosa e non del tutto sana di mente, era stato ucciso dieci anni prima nel giorno del loro matrimonio. In mezzo agli intrighi di corte, un poeta anarchico (Marais), che somiglia incredibilmente al re scomparso, capita nei pressi della corte. Praticamente ogni film girato da Cocteau merita la visione, ma qui siamo davanti una storia romantica troppo spesso statica, probabilmente la sua opera peggiore. Il regista firma anche la sceneggiatura, tratta dalla sua stessa opera teatrale (nella quale recitarono la Feuillère e Marais).

Il mistero di Oberwald

Statico adattamento cinematografico di una pièce di Cocteau, L’aquila a due teste. Una regina protegge un assassino incaricato di ucciderla e poi se ne innamora. Da ricordare per essere stato girato in video e poi trasferito su pellicola: gli esperimenti coloristici del regista sono interessanti, ma non alleviano la noia dell’intreccio. Antonioni aveva bisogno di un pretesto per un esperimento tecnico (il film è stato girato in video per intervenire elettronicamente sul colore, ed è stato quindi riversato in pellicola), ma se il testo è ridicolo e anacronistico, i giochi coi colori che dovrebbero esprimere l’interiorià dei personaggi sono stucchevoli e stancano presto.

Orfeo

Avvincente allegoria cinematografica ambientata in tempi moderni in cui il poeta interpretato da Marais incontra la Principessa della Morte, ed entrambi esplorano la loro reciproca seduzione. A tratti va troppo oltre, ma rimane comunque speciale. Rifatto da Jacques Demy col titolo Parking. Originariamente durava 112 minuti. Una nomination ai BAFTA Awards.

Il testamento di Orfeo

L’addio profondamente autobiografico di Cocteau è una summa della sua filosofia e delle sue fantasie. A tratti troppo pretenzioso, questo sogno non ha una progressione narrativa vera e propria: solo una successione di immagini oniriche stupefacenti, con un cast apparentemente impossibile. Alcune sequenze hanno una colorazione sorprendente. Terzo episodio della “Trilogia di Orfeo”, dopo Le Sang d’un poète e Orfeo. Il titolo per esteso è Le testament d’Orphée, ou ne me demandez pas pourquoi! Una nomination ai BAFTA Awards.

I parenti terribili

Avvincente dramma su una problematica famiglia borghese, con il giovane e inesperto Marais che si innamora della Day senza sapere che è stata l’amante del padre. La de Bray, nei panni della madre nevrotica di Marais, è eccezionale nell’esprimere sottilmente sentimenti incestuosi nei confronti del figlio. La sceneggiatura di Cocteau è tratta da una sua commedia (messa in scena con gli stessi attori). Rifatto in Inghilterra con il titolo Intimate Relations.