Nikita

Nikita, giovane tossicodipendente, viene condannata all’ergastolo per l’omicidio di un poliziotto. Per sfuggire alla pena, la ragazza sceglie, suo malgrado, di diventare un sicario dei servizi segreti. Uno dei film più riusciti del non sempre eccelso Luc Besson, con una Anna Parillaud semplicemente straordinaria e un impeccabile Jean Reno nei panni del killer che si fa chiamare «L’eliminatore». Spettacolare e violento, sulla scia degli actioner americani. Il film ha avuto l’onore di ben due remake: il primo realizzato negli Stati Uniti, diretto da John Badham e intitolato Nome in codice: Nina ; il secondo, dal titolo Black Cat , girato a Hong Kong da Stephen Shin. (andrea tagliacozzo)

Out 1: Noli me tangere

Out 1: Noli me tangere
è il film ideale per avvicinarsi all’arte di Jacques Rivette. Sia l’amore per la messa in scena di Howard Hawks, sia il fascino esercitato dalle pellicole di Jean Renoir diventano due veri poli capaci di orientare la struttura dell’opera. Ciò che accomuna i due autori – così diversi – nel lavoro di Rivette è la funzione attribuita al regista: non più demiurgo ma spettatore/traghettatore, attento a cogliere e a riprodurre le dinamiche che si creano nel tournage. Tanto nelle improvvisazioni dei due gruppi teatrali, quanto nelle scorribande parigine di Juliet Berto o di Jean-Pierre Léaud, il regista fa di tutto per occultarsi. Lascia che la trama, sorretta da un filo flebile quanto lo è l’idea di intrigo espressa ne
L’histoire des Treize
di Balzac, si dipani attraverso il tempo (che non è durata pura, ma accumulo inesausto di particolari). Come in un’improvvisazione di teatro, si attendono le reazioni tra i performer. A ciascun attore il compito di creare il proprio personaggio. Noi, come Rivette, restiamo a guardare. Ora dopo ora (il film ne accumula dodici!), diamo un senso – che è essenzialmente ritmico – a ciò che accade. Creiamo, a ogni visione, una storia nuova.
(carlo chatrian
)

Le strade del sud

Il film è una specie di seguito de
La guerra è finita,
diretto nel ’66 da Alain Resnais e interpretato, come questo, da Yves Montand. Uno sceneggiatore di successo, profugo spagnolo e militante antifranchista, vive in Francia assieme alla moglie e al figlio diciottenne. I contrasti con quest’ultimo, che rimprovera al padre di vivere ormai solo di ricordi, sembrano insanabili. Criptico, come quasi tutti i film di Joseph Losey, ma tutto sommato suggestivo.
(andrea tagliacozzo)

Le dernier combat

Film di fantascienza ampiamente sopravvalutato, sostanzialmente l’ennesima epica post apocalittica. Jolivet è un curioso sopravvissuto che vaga per una landa devastata, facendo incontri bizzarri e insensati con personaggi altrettanto strani. La novità sta nell’assenza di dialogo e nell’utilizzo del bianco e nero, con sonoro stereo, ma le ampie inquadrature in CinemaScope perdono il loro impatto sullo schermo televisivo.