Lo sperone nudo

Un contadino, diventato cacciatore di taglie per necessità, cattura un assassino che deve consegnare alla giustizia nel lontano Kansas. Nel viaggio li accompagnano la ragazza del bandito, un cercatore d’oro e un ufficiale disertore. Un classico del cinema Western diretto da un vero maestro del genere. La regia di Mann sfrutta al meglio tutti gli ingredienti, compresa la suggestiva ambientazione. Gara di bravura tra James Stewart e Robert Ryan.
(andrea tagliacozzo)

Lo scudo dei Falworth

Il figlio di un nobile, dopo l’eccidio dei genitori, viene cresciuto come un semplice contadino nel castello dei Mackworth. Diventato adulto, il giovane diventa cavaliere e s’innamora di Lady Anne Mackworth, contesagli dal fratello dell’assassino di suo padre. Dal romanzo di Howard Pyle
Man of Iron
, un film d’avventura senza infamia e senza lode, ma sufficientemente brioso da risultare divertente. All’epoca, Tony Curtis e Janet Leigh, che si erano conosciuti sul set di
Houdini
, facevano coppia anche nella vita.
(andrea tagliacozzo)

L’infernale Quinlan

Un poliziotto della narcotici (Heston) e sbirro corrotto (Welles) si ostacolano nell’indagine su un omicidio in una sordida città messicana di confine, mentre la moglie di Heston (Leigh) fa da pegno per la loro lotta. Una meravigliosa e giustamente celebre sequenza d’apertura è solo l’inizio di questo capolavoro di stile, splendidamente fotografato da Russell Metty. Grande colonna sonora di rock latino a firma Henry Mancini; eleganti cammei non accreditati di Joseph Cotten, Ray Collins e soprattutto Mercedes McCambridge. Ricostruito secondo gli appunti di Welles nel 1998, in una versione di 111 minuti. Stare alla larga dalle copie di 95 minuti.

Lo sprecone

Ereditata dal nonno una grossa fortuna, il giovane Marco butta via il denaro in futili acquisti, senza discernimento alcuno. Un amico di famiglia, preoccupato, si avvale di una disposizione del testamento per affidare l’erede nelle mani di una tutrice, la bella e giovane Lucy. Una commedia divertente, ma poco originale e con un cast non sempre all’altezza.
(andrea tagliacozzo)

Psycho

Una donna, Marion, dopo aver incontrato l’amante, torna in ufficio dove le affidano 40 mila dollari da versare in banca. Decide di scappare in auto con i soldi e si ferma in un motel, il «Bates Motel». Mentre fa la doccia decide di restituire i soldi al capufficio, ma viene accoltellata dalla titolare del motel. Il figlio Norman non può che pulire il sangue. Indagano la sorella e l’amante di Marion che poi si affodano a un investigatore, che sarà ucciso: Il comportamento di Norman è stravagante. Si scoprirà che è lui l’assassino: aveva assunto la personalità della madre, che aveva ucciso anni prima…
Uno dei capolavori di Hitchcock. Non un giallo, non un thriller inteso nel modo più convenzionale (non ci sono i buoni e i cattivi, manca l’eroe), ma un ritratto della follia e del male. Oltre che un raccapricciante (per allora) quadretto della famiglia tipo (tutti i protagonisti hanno dissapori e problemi con i parenti). Per la prima volta Hitch parla esplicitamente di sesso al di fuori del matrimonio (l’amante non lascia la moglie per non pagare gli alimenti a Marion), un figlio (voyeur e imbalsamatore) che ha ucciso madre e patrigno, un nudo e tanta violenza che attanagliano e disorientano lo spettatore. Hitchcock è riuscito a farsi beffe della famiglia, del sesso e del mito dei soldi in una volta sola. E sconvolse anche le regole del cinema facendo morire la protagonista prima della metà del film. Fu tanto forte il messaggio del film che, all’uscita, ebbe solo pessime recensioni e uno scarsissimo successo di pubblico. Un successo che arrivò insperato con gli anni, quando la gente ha continuato ad acquistare o noleggiare la pellicola. Poi è diventato un cult. Quasi due ore di film che, ancora oggi, si rivedono con piacere e immutata ansia. Anzi, a una visione successiva, emergono particolari e frasi che fanno apprezzare ancora di più la fattura di Psyco . La scena della doccia che è entrata nella storia del cinema. Grande anche l’interpretazione di Anthony Perkins, il pazzo cinematografico per eccellenza. Ottima la colonna sonora di Bernard Hermann. Primo sequel, Psycho II del 1983 per la regia di Richard Franklin con Anthony Perkins che ha interpretato anche i numeri III e IV della serie, e un controverso remake nel 1998 di Gus Van Sant con Vince Vaughn e Anne Heche che non ha avuto grande successo. Cameo di Hitchcock nella parte di un uomo con un cappello da cow-boy per strada.

In licenza a Parigi

Paul, giovane caporale americano, vince una licenza premio a Parigi in compagnia di una procace attrice argentina. Per evitare episodi incresciosi, lo Stato maggiore decide di mettergli alle costole il tenente donna Vickie Loren, impedendo così al povero soldato di rimanere solo con la diva. Commedia briosa, sostenuta da un Tony Curtis in stato di grazia e da una deliziosa Janet Leigh nei panni del militare in gonnella.
(andrea tagliacozzo)

Kid Rodelo

Appena uscito dal carcere, Kid Rodelo si mette in viaggio alla volta di Sheridan, il paesino abbandonato dove ha nascosto l’ingente frutto di una rapina. L’uomo è seguito da tre ex compagni di cella, da una coppia di avventurieri e da una donna aggregata a questi ultimi due. I sette fingono d’accordarsi per un’equa spartizione del bottino, ma poi finiscono per uccidersi a vicenda. Un western di routine. La quarantenne, ma ancora bellissima Janet Leigh era già in precoce declino. Dal ’69 in poi lavorerà soprattutto per la televisione.
(andrea tagliacozzo)

Va’ e uccidi

In Corea, un plotone di soldati americani viene catturato e confinato in un campo d’internamento in Manciuria. Sottoposti a un trattamento durissimo, i militari finiscono quasi per impazzire e uno di loro, Raymond, uccide due commilitoni. Per il comandante del plotone, tornato in patria, il ricordo di quei giorni diventa un’ossessione che finisce per sfociare in raptus omicidi. Sua madre e il suo patrigno vorrebbero servirsi della sua inclinazione al delitto per fargli eliminare un esponente politico di sinistra. Da un romanzo di Richard Condon, un thriller visionario inquietante e violento, uno dei migliori a sfondo politico mai realizzati negli Stati Uniti, tanto ambiguo da scontentare qualsiasi corrente ideologica.
(andrea tagliacozzo)

Detective’s story

Il marito della ricchissima Elaine Sampson sparisce nel nulla. La donna, su suggerimento di un amico di famiglia, l’avvocato Albert Graves, assume l’investigatore privato Lew Harper. Inizialmente le indagini del detective sembrano non dare i frutti sperati, ma poi Harper riesce a scovare il corpo senza vita di Sampson nella stiva di una vecchia petroliera abbandonata. Film di grande successo, dovuto in gran parte all’ottima interpretazione di Newman piuttosto che alla regia diligente ma non troppo fantasiosa di Jack Smight. Ben architettata, comunque, la sceneggiatura.
(andrea tagliacozzo)

Piccole donne

Riduzione cinematografica dell’omonimo celebre romanzo di Louisa May Alcott. Durante l’assenza del capofamiglia, richiamato sotto le armi, la famiglia March, nonostante una difficile situazione finanziaria, continua a condurre la solita vita. Il film descrive i turbamenti sentimentali delle quattro figlie, Jo, Meg, Amy e Beth. Indubbiamente ben realizzato, anche se l’edizione del ’33, diretta da George Cukor e interpretata da Katharine Hepburn, era nettamente migliore.
(andrea tagliacozzo)

Parole e musica

Biografia romanzata dei celebri compositori americani Lorenz Hart (interpretato da Mickey Rooney) e Richard Rodgers (che ha il volto di Tom Drake). Gli inizi del duo non sono dei più promettenti e Richard, sfiduciato, vorrebbe abbandonare la professione. Per fortuna, un impresario decide di produrre un loro spettacolo. In un film dalla trama stereotipata a farla da padrone sono soprattutto i magnifici numeri musicali. La colonna sonora, inoltre, è ricca di classici come
Blue Moon
e
The Lady Is a Tramp
.
(andrea tagliacozzo)