Via dall’incubo

Una ragazza, Slim, dal passato difficile, fa la cameriera in una tavola calda a Los Angeles. Un giorno incontra l’uomo della sua vita, Mitch, in maniera fortuita. Si sposano, comprano una casa bellissima, fanno una bambina, Gracie. Tutto sembra perfetto, la felicità sembra fare parte della vita di quella famiglia. Una sera, dopo otto anni, in maniera incidentale, Slim scopre l’amante del marito, che cambia subito atteggiamento. Da premuroso e affettuoso che era, diventa arrogante, violento e prepotente. Dopo mesi di violenze e soprusi, Slim prende la bambina e scappa, inseguita dal marito e dai suoi scagnozzi. La caccia dura per molto tempo, fino a quando la donna si stanca di scappare e inizia a rincorrere. Detto così potrebbe anche sembrare un film interessante, nonostante la poca originalità della trama. Invece si tratta di una delle peggiori pellicole dell’anno, interpretata da una delle peggiori attrici dell’anno. Non si capisce come si possa pensare di buttare via soldi per produrre film del genere, o forse si spera che la presenza di una star come Jennifer Lopez possa fare da traino. Non c’è un’idea originale, tante citazioni maldestre e goffe e anche nei momenti più drammatici la gente non può fare a meno di ridere per il grottesco in cinemascope. Con tutto quello che c’è nelle sale, questo è proprio un film da evitare. (andrea amato)

Risky Business – Fuori i vecchi… i figli ballano

Mordace, originale commedia su un evasivo adolescente che va un po’ fuori di testa mentre i suoi genitori sono fuori città, e finisce per rimanere coinvolto — in più di un senso — con una prostituta. Il copione sinistramente satirico di Brickman è bilanciato dall’interpretazione assolutamente accattivante (e credibile) di Cruise nel ruolo del protagonista.

Sono affari di famiglia

Adam, ragazzo abile e spregiudicato, dà un grande dispiacere al padre, l’onesto Vito, decidendo di lasciare l’università. Come se non bastasse, propone al nonno Jessie, vecchio furfante, un colpo da compiersi ai danni di un laboratorio scientifico. Una commedia multigenerazionale piuttosto deludente, anche in considerazione dei prestigiosi nomi impiegati nell’operazione. Discreta la prova di Matthew Broderick, per nulla intimidito dal carisma dei suoi ben più illustri colleghi.
(andrea tagliacozzo)