Stargate

Uno studioso di lingue antiche e geroglifici (Spader) viene reclutato per aiutare i militari a penetrare il mistero di una porta di pietra che, in realtà, conduce in un altro universo. Un’interessante odissea, realizzata con gran cura e ricca di effetti speciali, ma che perde la bussola drammaticamente. Davidson (quello di La moglie del soldato) appare nei panni di una sorta di incrocio tra una fata e Ming lo spietato. L’edizione speciale in video dura 128 minuti. Seguito da un film per la tv e una serie tv. Panavision.

Supernova

Equipaggio galattico alle prese con una chiamata di soccorso extra-temporale su un pianeta perduto. Pericolo in vista e ospite indesiderato pronto a eliminare l’intero equipaggio con i suoi oscuri poteri… Mai cedere alla tentazione della politica degli autori con i blockbuster americani. Sarà pur vero che
Supernova
, destinato a contendere nella scorsa stagione il primato della fantascienza cinematografica nientemeno che a
Star Wars Episode I
, è stato diretto sotto pseudonimo (Thomas Lee) da un maestro come Walter Hill, e montato, sempre sotto pseudonimo, da Francis Ford Coppola. Ma si tratta pur sempre di un film mediocre, sebbene non brutto. Siamo alle prese con un film clonato, riedizione di tali e tanti modelli precedenti, a loro volta nemmeno originali, che non stiamo nemmeno a elencare. Efficiente nella messa in scena, credibile ed elementare nelle caratterizzazioni umane, ma emotivamente fiacco. Trascurabile, per mancanza di idee.
(anton giulio mancino)

Cattive compagnie

Un giovane yuppie di Los Angeles timido e responsabile (James Spader) s’imbatte in un coetaneo (Rob Lowe) misterioso e senza scrupoli. L’amicizia con quest’ultimo trasforma radicalmente il ragazzo, che viene spinto ad un comportamento esagerato e violento. Ennesimo omaggio di Curtis Hanson (in seguito autore di
L.A. Confidential
) ad Alfred Hitchcock, dopo il discreto La finestra della camera da letto di due anni prima. Niente di eccezionale, ma lo spunto è intrigante e i momenti riusciti non mancano. Vincitore del Mystfest di Cattolica nel 1990.
(andrea tagliacozzo)

The Watcher

Il detective Campbell, psicologicamente a pezzi dopo tre anni di inutile caccia al serial killer Griffin, si trasferisce a Chicago intenzionato ad abbandonare la preda. Ma l’implacabile assassino lo segue nella «windy city» e riprende la sua opera di massacro, costrigendo di fatto Campbell a rientrare in azione. La trama è già un atto di accusa inconfutabile. Lo stile clippato del film (ralenti sbavati, bianco e nero sgranato per le soggettive dell’assassino e altre genialate) mette ko lo spettatore sin dai titoli di testa. Quattro o cinque inseguimenti, le solite storie sui gemelli di sangue (il killer che ha bisogno dello sbirro e viceversa), la solita fobia isolazionista da serial thriller e nient’altro. I cronisti di rosa possono però dedicare attenzione ai chili che sembra aver messo su di nuovo Reeves, mentre Spader ripiomba nel suo anonimato pre-Cronenberg. L’unica cosa che hanno ucciso i serial killer è il film di genere. L’unico mistero di The Watcher è il nome del regista: Joe Charbanic (come riporta il pressbook) o Charbanicu (come riportato nei titoli di testa). Ah! Saperlo, saperlo… (giona a. nazzaro)

Bella in rosa

Le disavventure sentimentali e non di una ragazza alle prese con il padre alcolizzato e con alcuni compagni di scuola ricchi e altezzosi. Una piacevole commedia giovanile scritta da John Hughes, un maestro del genere (suoi gli ottimi
Breakfast Club
e
Una pazza giornata di vacanza
). Simpatica la protagonista Molly Ringwald, anche se Harry Dean Stanton ruba la scena al resto del cast nel ruolo del genitore beone. Il titolo è ispirato a
Pretty in Pink
, una nota canzone degli Psychedelic Furs.
(andrea tagliacozzo)

Wall Street

Bud Fox, giovane e ambizioso agente di borsa, fa di tutto per entrare nelle grazie di Gordon Gekko, affarista senza scrupoli ricco e potente. Per poter lavorare con questi, il giovane non esita a fornirgli informazioni riservate. Oliver Stone descrive l’universo della finanza con un ritmo vertiginoso, fino quasi a stordire lo spettatore con le continue evoluzioni della macchina da presa. La storia, però, è prevedibile e didascalica, e il tono moralistico che emerge soprattutto nel finale è quasi insopportabile. Michael Douglas, nel ruolo del magnate, vinse l’Oscar 1987 come miglior attore protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Crash

Uno sguardo agghiacciante su coloro che si eccitano davanti agli incidenti automobilistici; zeppo di scene sessualmente esplicite e feticiste. Potrebbe risultare interessante per uno spettatore curioso, ma in breve diventa veramente troppo difficile da reggere. Cronenberg ha adattato questo (inevitabilmente) orrendo film da un romanzo di J.G. Ballard. Scivola via con il passo lento di una Yugo… La versione censurata è tagliata di 10 minuti.

Sesso, bugie e videotape

Palma d’oro come miglior film al Festival di Cannes 1989, opera d’esordio del giovane regista Steven Soderbergh (premio Oscar 2000 con
Traffic
). John, insoddisfatto del menage matrimoniale che conduce con la moglie Ann, rivolge le sue attenzioni alla disinibita sorella di questa, Cynthia. Appresa l’infedeltà del marito, Ann comincia a provare interesse per un ex compagno di scuola di John, Graham, da tempo afflitto da problemi sessuali. L’approccio intellettuale (all’europea) di Soderbergh (autore anche della sceneggiatura) raffredda notevolmente un materiale dalle notevoli potenzialità, lasciando l’impressione di un’operazione fin troppo studiata a tavolino (sospetto confermato dai successivi film del regista, a partire dal pessimo Kafka). Ottimi tutti gli interpreti, comunque. Tra l’altro, Andie McDowell, dileggiata dalla critica agli esordi (in
Greystoke
venne doppiata da Glenn Close), si riscatta ampiamente fornendo un’interpretazione più che adeguata.
(andrea tagliacozzo)

Amore senza fine

La storia di due adolescenti di Chicago (diciassette anni lui, quindici lei) che si amano, incontrandosi ogni notte. Quando il padre della ragazza li scopre, obbliga i due a non rivedersi, almeno fino al termine della scuola. Ma il giovane non si rassegna. Secondo film americano di Zeffirelli, tre anni dopo Il campione , è un drammone a tratti quasi insopportabile, risollevato solo in parte dalla straordinaria bellezza della protagonista (reduce dai successi di Pretty Baby e Laguna blu). Particina per Tom Cruise, al suo esordio. (andrea tagliacozzo)