L’angolo rosso – Colpevole fino a prova contraria

Un avvocato americano che rappresenta gli interessi di una tv via cavo/satellitare in Cina viene incastrato con l’accusa dell’omicidio di una modella sexy con cui ha dormito una notte. Le probabilità di ottenere giustizia sono scarse, finché l’avvocatessa assegnata al suo caso (Ling) è abbastanza audace da aiutarlo a sfidare il sistema e scoprire chi c’è davvero dietro a questo crimine. La ripetizione ed elementi illogici e prevedibili indeboliscono un soggetto altrimenti interessante.

Grosso guaio a Chinatown

Un americano e un cinese si recano all’aeroporto di San Francisco per ricevere la bella fidanzata del secondo. Ma la ragazza viene rapita da una banda di scalmanati, agli ordini del misterioso Lo Pen, che si rifugia nei sotterranei di Chinatown. John Carpenter abbandona momentaneamente le opprimenti atmosfere horror dei film precedenti, per realizzare un gradevolissimo film d’avventura fantasy condito con una buona dose di humour ed effetti speciali. E l’attore feticcio del regista, Kurt Russell, cresciuto artisticamente con i film della Disney, si adegua perfettamente al tono ironico e ingenuo della pellicola. Anche se all’epoca era difficile intuirlo, alla base c’è comunque l’influenza dei film di Hong Kong, in particolare dello splendido Zu: Warriors From the Magic Mountain di Tsui Hark, citato a più riprese. (andrea tagliacozzo)

Tango and Cash

A Los Angeles, Yves Perret, boss della droga, fa incriminare con prove false due agenti di polizia, Ray Tango e Gabe Cash, che minacciavano di far crollare il suo impero. La coppia di tutori dell’ordine riesce a evadere, decisa a dimostrare la propria innocenza. Un filmetto d’azione stupido e fracassone reso godibile da una buona dose d’ironia. Il regista russo Andrei Konchalovsky, da anni trapiantato negli Stati Uniti, è fratello di Nikita Mikhalkov. Il film è stato terminato da Peter MacDonald, regista della seconda unità, dopo l’abbandono del set da parte di Konchalovsky.
(andrea tagliacozzo)