L’uomo dei sogni

Spinto da alcune voci provenienti dall’aldilà, un agricoltore dell’Iowa decide, tra lo stupore dei suoi familiari, di costruire un campo di baseball sulla sua proprietà. Una volta terminati i lavori, sul terreno di gioco si materializzano, come per magia, alcuni dei mitici campioni del passato, da tempo defunti. Una commovente favola alla Frank Capra, suggestiva e nostalgica, tratta dal romanzo di W.P. Kinsella
Shoeless Joe
. Ottime la sceneggiatura, scritta dallo stesso regista, e l’interpretazione di Costner, praticamente perfetto nei panni del sognatore idealista.
(andrea tagliacozzo)

Soul Man

Un ragazzo bianco vorrebbe diventare avvocato ad Harvard, ma il padre lo mette nei guai togliendogli ogni risorsa finanziaria. Vedendosi negato ogni tipo di prestito, lo studente decide di fingersi nero per poter usufruire di una speciale borsa di studio. Buono lo spunto, gradevole lo svolgimento, ma il tutto si risolve in una commedia esile esile.
(andrea tagliacozzo)

Io, Beau Geste e la legione straniera

Il comico Marty Feldman, all’esordio nella regia, realizza uno scherzoso rifacimento del
Beau Geste
di William Wellman (del ’39, con Gary Cooper). Due fratelli, uno bellissimo, l’altro di una bruttezza sconvolgente, sono i figli di un Lord inglese. Il bello ruba un brillante di famiglia e si arruola nella legione straniera. Sulla falsariga di Mel Brooks – con il quale Feldman aveva realizzato
Frankenstein Junior
– ma senza l’inconfondibile tocco del maestro (che anche lo stesso Brooks ha perso ormai da almeno vent’anni).
(andrea tagliacozzo)

Sommersby

Finita la guerra civile Gere torna nella sua casa del Sud dopo sei anni di prigionia, ma la moglie non riconosce più l’uomo che aveva sposato. Ambientazioni e fotografia sontuose (in Virginia), per un film in grado di trasportarvi nel tempo e nello spazio, ma nonostante le buone performance i personaggi rimangono distanti, e così pure i loro guai. Gere è produttore esecutivo. Remake del successo francese Il ritorno di Martin Guerre. Panavision.

In fuga per tre

Rifacimento americano di Due fuggitivi e mezzo , che lo stesso Francis Veber aveva realizzato in Francia tre anni prima. L’ex rapinatore Lucas esce di prigione deciso a rigar dritto. Mentre sta depositando un assegno in banca, però, viene coinvolto suo malgrado nella rapina che un povero disperato, padre di una bambina autistica, tenta di compiere ai danni dell’istituto. Moderatamente divertente, anche se non regge minimamente il confronto con l’originale interpretato da Gérard Depardieu e Pierre Richard. (andrea tagliacozzo)

L’esorcista II: L’eretico

Assurdo sequel al successo del 1973: gli effetti speciali sono l’unico pregio di questo fiasco in cui un prete (Burton) cerca di svelare il mistero di un demone che vive ancora dentro il corpo della Blair. Boorman ha tagliato 7 minuti di pellicola il giorno dopo la prima e ha anche apportato — inutilmente — alcune modifiche. Il restauro lo ha riportato a 117 minuti per la versione homevideo.

La seconda guerra civile americana

La seconda guerra civile americana dimostra come Joe Dante sia il più intelligente e caustico cineasta statunitense della generazione cresciuta negli anni della guerra fredda. Benché ampiamente rimaneggiato dall’emittente televisiva Hbo che lo produce, il film resta uno dei grandi capolavori degli anni Novanta. Di sicuro la più perfida satira sul conflitto tra capitalismo e povertà, nonché un’impareggiabile riflessione sul fallimento del melting pot americano. Da La seconda guerra civile americana si potrebbero tranquillamente ricavare elementi per sbeffeggiare le tendenze separatiste che con esiti tragici (come nei Balcani) o ridicoli (come nel Nord Italia) hanno caratterizzato la geopolitica della fine del XX secolo e messo in discussione l’ottimismo della globalizzazione. Non mancano naturalmente, come nei migliori film di Dante, bordate alla vocazione guerrafondaia e fascistoide dei militari, alla demenzialità isolazionista della politica o al rimbecillimento collettivo alimentato dai network televisivi. Lo spunto narrativo? Uno degli stati americani (l’Idaho), per protesta contro il flusso di immigrati, è pronto alla secessione. E sarà guerra senza quartiere, come diceva Archer, l’emissario dei Gorgonauti di Small Soldiers . Semplicemente geniale. (anton giulio mancino)

Caccia a Ottobre Rosso

Ramius, comandante del sommergibile sovietico
Ottobre rosso
, decide, in accordo con i suoi ufficiali, di consegnarsi alle autorità statunitensi. Mentre la flotta russa gli dà la caccia per fermarlo, gli americani temono un attacco a sorpresa. Ma un agente della CIA, Jack Ryan, è convinto che il comandante Ramius sia in buona fede. Dal best-seller di Tom Clancy, una pellicola di notevole impatto spettacolare, anche se leggermente inferiore al precedente film di McTiernan,
Trappola di cristallo
.
(andrea tagliacozzo)

Gli avventurieri della città perduta

Seguito di
Allan Quatermain e le miniere di re Salomone
, girato l’anno precedente con gli stessi interpreti (nonché remake di
King Solomon’s Treasure
di Alvin Rakoff, realizzato nel ’77). Nel cuore dell’Africa, Allan Quatermain, fresco sposo dell’archeologa Jessie Huston, tenta di ritrovare il fratello Robert, scomparso misteriosamente mentre era alla ricerca di una leggendaria città dell’oro. Addirittura peggiore (se mai era possibile…) del già non eccelso primo episodio.
(andrea tagliacozzo)

Jefferson in Paris

Mentre ha l’incarico di ambasciatore degli Stati Uniti in Francia nel decennio 1780-90, Thomas Jefferson (Nolte), vedovo, incomincia con l’innamorarsi di un’inglese di origine italiana (Scacchi), ma poi si sente attratto verso una giovane schiava di colore (Newton) che fa parte del suo personale domestico; nel frattempo, sua figlia, dotata di una forte volontà, sembra voler essere l’unica donna della sua vita. La storia è raccontata in flashback da Jones, nella parte di un uomo di colore libero che sostiene di essere figlio di Jefferson. Dramma ambizioso, ben strutturato ma lungo e lento.

Giardini di pietra

Storia ben recitata, ambientata fra le milizie territoriali stanziate presso il National Cemetery di Airlington durante la fase acuta della guerra del Vietnam e incentrata sulla figura di un giovane soldato deciso a partire per il fronte. Il film è tenuto in piedi da grandi intepretazioni, ma sul finale i dialoghi, e l’ispirazione stessa, diventano affettati. Non aiuta la musica funerea di Carmine Coppola. Jones ruba la scena con un personaggio dal cuore tenero. I veri genitori della giovane Mary Stuart, Peter Masterson and Carlin Glynn, interpretano lo stesso ruolo sul grande schermo.

Il principe cerca moglie

Il principe ereditario del regno di Zamunda arriva negli Stati Uniti con il proposito di trovare moglie. Innamoratosi di Lisa, figlia del proprietario di un fast-food, il nobile si fa assumere come sguattero nel locale del padre della ragazza. Il film non raggiunge le vette dei migliori film di Landis, ma è quasi sempre divertente e si lascia guardare con piacere, soprattutto grazie ai guizzi comici del protagonista. Al termine delle riprese del film, Murphy rilasciò dichiarazioni alquanto polemiche sul conto del regista. Quest’ultimo, dal canto suo, promise di non lavorare mai più con il divo. Naturalmente i due si rimangiarono tutto e nel 1994 tornarono a collaborare per il terzo episodio della serie
Beverly Hills Cop
.
(andrea tagliacozzo)