Prova a incastrarmi

Basato sugli atti di uno dei più complessi processi di mafia mai celebrati negli Stati Uniti. Jack DiNorscio (Vin Diesel), della famiglia Lucchese del New Jersey, scampa per miracolo al tentativo di omicidio da parte del cugino tossicodipendente, lo stesso che per paura dell’immancabile vendetta denuncia all’Fbi l’intero clan. Jack, il solo a essere già detenuto, malvisto dagli altri mafiosi decide di difendersi da sé, rinunciando all’assistenza di un legale. L’uomo, poco istruito ma dotato di una forte carica umana, riuscirà, malgrado le prove addotte dalla pubblica accusa, a entrare in sintonia con i membri della giuria. Fedele a oltranza alla legge mafiosa che impone omertà a ogni costo, riuscirà a smontare il castello accusatorio a carico suo e di tutti gli altri membri della famiglia, facendo così mandare assolto l’intero clan.

La recensione

Sidney Lumet ha cominciato a fare film quasi cinquant’anni fa con
La parola ai giurati
e ancora lì, in un’aula di tribunale, torna con questo apologo sullo strisciante
appeal
esercitato dalla c

Drive

Uno stuntman cinematografico, nel tempo libero diventa autista freelance al servizio di rapinatori durante i loro colpi. Quando una rapina in banca, però, non va come previsto, e l’uomo scopre che è stata messa una taglia sulla sua testa, decide di scappare portandosi dietro la ragazza di un ex detenuto… Palma d’Oro per la regia a Refn (anche una nomination come miglior film) e una candidatura all’Oscar per il Sonoro.