Il corridoio della paura

Un giornalista si fa internare in un manicomio per investigare su un caso di omicidio avvenuto nell’istituto. Mentre prosegue con le indagini, l’uomo, turbato dall’atmosfera tetra e angosciosa del luogo, rischia di impazzire. Scritto diretto e prodotto da Samuel Fuller, un film d’incredibile impatto emotivo e visivo, allucinata discesa nei meandri della follia umana. La splendida fotografia del film è curata da Stanley Cortez, prezioso collaboratore di Orson Welles in
L’orgoglio degli Amberson
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(andrea tagliacozzo)

L’albero della vendetta

Forse il capolavoro di Budd Boetticher, scritto dal più competente sceneggiatore con il quale abbia mai collaborato, Burt Kennedy (in seguito regista in proprio di alcuni film di solido mestiere). Il tema della vendetta, come nel più celebre Sentieri selvaggi di John Ford, diviene un’ossessione funesta che spinge il protagonista Randolph Scott, un ex sceriffo cui è stata trucidata la moglie, a perdere la possibilità di ricostruirsi una famiglia con una donna resa vedova dai pellerossa. Straordinariamente cinico e privo di smancerie, duro e altrettanto implacabile, il film resta uno dei più realistici e austeri del periodo, grazie all’interpretazione del coriaceo Randolph Scott e alle ottime caratterizzazioni di due autentici animali cinematografici destinati alla fama: James Coburn e Lee Van Cleef. (anton giulio mancino)