Salvador

Nel 1980, il giornalista americano Richard Boyle, in crisi con la famiglia e con il lavoro, decide di andare in Salvador, dove crede di trovare vita facile. Ma le cose stanno diversamente: sul posto incalza la guerriglia e la guardia nazionale di estrema destra semina morte e violenza. Teso, vigoroso e concitato, uno dei migliori film di Oliver Stone prima che questi intraprendesse una rapida e preoccupante involuzione, stilistica e di contenuti. Candidato senza fortuna all’Oscar per la sceneggiatura (firmata dallo stesso regista assieme a Richard Boyle) e per il miglior interpretazione maschile (un ottimo James Woods). Stone si rifece vincendo il premio per la miglior regia con l’altro suo film in concorso,
Platoon
.
(andrea tagliacozzo)

Sette criminali e un bassotto

A Montecarlo, un funzionario di polizia (Giancarlo Giannini) indaga sulla morte di una vecchietta. L’uomo sospetta di tre coppie di turisti. Deludente rifacimento americano di
Crimen
, un film del 1960 di Mario Camerini. Lo stesso Camerini ne aveva realizzato un rifacimento nel 1971 intitolato
Io non vedo, tu non parli, lui non sente
. Nell’edizione originale, il commissario, qui interpretato da Giancarlo Giannini, aveva il volto rubicondo di Bernard Blier.
(andrea tagliacozzo)

The Principal – Una classe violenta

In seguito ad atti di vandalismo compiuti da ubriaco contro l’auto della moglie da cui si è separato, un professore di scuola (Belushi) viene “promosso” all’incarico più ambito nella scuola col più alto tasso di criminalità del quartiere. Questo improbabile mix di commedia e dramma trae beneficio dalle simpatiche interpretazioni e da un teso finale alla Mezzogiorno di fuoco tra Belushi e il capobanda criminale della scuola.

Un’agenda che vale un tesoro – Filofax

Alla vigilia di un importante incontro d’affari, l’agente pubblicitario Spencer Barnes smarrisce la propria agenda – contenente, tra l’altro, tutte le sue carte di credito – e si ritrova nei guai. Il prezioso taccuino finisce nelle mani di Jimmy Dworsky, un detenuto uscito dal carcere con uno stratagemma per assistere ad una partita di baseball. Il film, scorrevole e diretto con mano sicura del veterano Arthur Hiller, deve molto alla brillante performance di James Belushi. Privo di grandi sorprese, comunque.
(andrea tagliacozzo)

Jumpin’ Jack Flash

Terry, operatrice al computer in una banca, vede comparire sul monitor la richiesta d’aiuto di un misterioso agente segreto inglese, nei guai fino al collo in un Paese dell’Est, e si ritrova coinvolta in un intricato caso di spionaggio internazionale. Commediola scacciapensieri vivacizzata dalla dirompente carica comica di Whoopi Goldberg. Nel finale del film, appare a sorpresa Johnatan Pryce (l’interprete di
Brazil
) nei panni del misterioso agente.
(andrea tagliacozzo)

Dimenticare Palermo

Un italoamericano, candidato alla carica di sindaco di New York, per combattere le speculazioni criminali lancia un sondaggio a favore della liberalizzazione della droga. Ovviamente la cosa non piace ai boss della mafia che, durante un viaggio in Italia, gli tendono una trappola. Le intenzioni del regista erano lodevoli e sincere (da anni si dice che l’unico mezzo per sconfiggere la mafia è quello di togliere il vigente proibizionismo sugli stupefacenti), ma il film, piuttosto costoso (15 miliardi), è riuscito solo in parte, appesantito da sequenze troppo didascaliche, una sceneggiatura poco omogenea (scritta, tra gli altri, da Gore Vidal e Tonino Guerra) e da un protagonista non all’altezza.
(andrea tagliacozzo)

Danko

Il rude capitano Danko viene inviato a Chicago dal governo sovietico per catturare un trafficante di droga sfuggitogli in patria. Giunto a destinazione, riceve la collaborazione di un estroverso collega americano. Nettamente inferiore a molti altre realizzazioni di Walter Hill, ma pur sempre uno spettacolare e divertente film d’azione. Rimarrà famoso per essere stata la prima produzione americana ad avere avuto il permesso di girare alcune scene nelle Piazza Rossa di Mosca.
(andrea tagliacozzo)

Cara mamma, mi sposo

A trentacinque anni, Danny Muldoon, corpulento poliziotto di Chicago, vive ancora con la madre Rose, una bisbetica signora irlandese. Quando il giovanotto decide di sposare l’italoamericana Theresa, estetista in una impresa di pompe funebri, la madre fa di tutto per dissuaderlo dai suoi propositi. I momenti migliori di questa deliziosa commedia sono le fantasie del protagonista che vedono la madre, interpretata da una formidabile Maureen O’Hara, in constante pericolo. Bravo anche John Candy. Apparizione a sorpresa per Macauly Culkin, lo scatenato ragazzino di Mamma ho perso l’aereo . (andrea tagliacozzo)