Il cavaliere elettrico

Un famoso cowboy, campione di rodeo per molti anni, viene ingaggiato da una ditta di prodotti alimentari per scopi pubblicitari. Ma un giorno, a Las Vegas, stanco delle pagliacciate a cui lo costringe lo sponsor, il cowboy ruba un cavallo e scappa dalla città, verso le praterie. Un curioso western contemporaneo, riflessione malinconica sulla morte di un’epoca (e forse, perché no?, di un genere cinematografico). Eccellenti i due protagonisti. Quinta collaborazione tra Redford e Pollack.
(andrea tagliacozzo)

Condannato a morte per mancanza d’indizi

Un onesto magistrato, in crisi di coscienza perché troppo spesso costretto a prosciogliere imputati accusati dei crimini più agghiaccianti, entra a far parte di un tribunale massonico che s’incarica di riparare con l’omicidio alle mancanze della giustizia. Un thriller di discreta fattura, confezionato con indubbio mestiere da Peter Hyams. Buono anche il cast.
(andrea tagliacozzo)

Rischio totale

Liberamente ispirato a
Le jene di Chicago
, un film diretto nel 1952 da Richard Fleisher, a sua volta tratto da una storia di Martin Goldsmith e Jack Leonard. Un procuratore distrettuale va in Canada per proteggere la testimone oculare di un omicidio. Ma il rifugio della donna viene scoperto anche dagli autori del delitto che tentano ripetutamente di eliminarla. Il film è girato bene, con indubbio professionismo, ma il gran tourbillon di sparatorie e inseguimenti finisce molto presto per risultare stancante.
(andrea tagliacozzo)