Il disprezzo

Un produttore cinematografico affida a uno scrittore italiano la stesura di un’importante sceneggiatura. Invaghitosi della moglie di quest’ultimo, fa di tutto per conquistarla. Trasposizione dell’omonimo romanzo di Alberto Moravia, che il regista Godard ha girato alla sua maniera, quasi sperimentale, cogliendo l’occasione per compiere una riflessione personale sul cinema e sul suo ambiente. La versione italiana venne completamente rimaneggiata dal produttore Carlo Ponti.
(andrea tagliacozzo)

Gor

Un giovane, professore in un college americano, eredita dal padre uno strano anello che, secondo una leggenda, sarebbe dotato di poteri magici. In seguito a un incidente di macchina, l’insegnante perde i sensi. Al suo risveglio, si ritrova proiettato in un altro tempo, nel regno di un crudele tiranno di nome Gor. Il film è basato sulla serie John Norman creata da Edgard Rice Burroughs (l’autore di Tarzan). Piatto e privo di qualsiasi interesse, nonostante la presenza nel cast di nomi eccellenti come Oliver Reed e Jack Palance.
(andrea tagliacozzo)

Vamos a Matar, Companeros!

Durante la rivoluzione messicana, un ambiguo e avido generale incarica un mercante d’armi svedese di liberare un professore, idealista e non violento, prigioniero degli americani. In realtà, il generale è interessato alla combinazione di una cassaforte di cui solo il professore è a conoscenza. Spettacolare western-spaghetti con sottotesto politico. Due anni più tardi Corbucci tornerà sull’argomento in chiave brillante con
Che c’entriamo noi con la rivoluzione?
.
(andrea tagliacozzo)

Il grande coltello

Uno sguardo cinico su Hollywood, firmato dal grande autore teatrale Clifford Odet: il protagonista è Charlie Castle (Palance), una star cinematografica sull’orlo di una crisi di nervi. Steiger domina la scena nei panni di un produttore dispotico.

All’epoca fu considerato un atto d’accusa esplosivo contro i potenti degli studios. Rivisto oggi, appare molto più convenzionale: Aldrich, comunque, sa caricare di tensione e di violenza anche i lunghi dialoghi e lo spazio chiuso di un set di chiara derivazione teatrale.

Batman

Versione ultramiliardaria (sia per costi che per incassi) delle avventure del celebre personaggio dei fumetti creato da Bob Kane. A Gotham City, il miliardario Bruce Wayne, sotto le inquietanti e mascherate spoglie di Batman (l’uomo pipistrello), si erge a paladino della giustizia combattendo contro ogni genere di criminali. Il più pericoloso di questi è l’ironico ma diabolico Joker. L’impianto visivo orchestrato da Burton (e dallo scenografo Anton Furst, premiato con l’Oscar) è a dir poco affascinante, ma il film risulta piuttosto statico (quasi un pachiderma incapace di sollevarsi), ravvivato di tanto in tanto dai guizzi dell’istrionico Jack Nicholson. Tim Burton si farà ampiamente perdonare con il sequel, lo splendido
Batman, il ritorno
. Da dimenticare, invece, gli episodi successivi diretti da Joel Schumacher.
(andrea tagliacozzo)

Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche

Mitch Robbins entra in crisi con l’arrivo dei quarant’anni. Gli amici Ed e Phil gli propongono una vacanza alternativa: due settimane da veri cowboy tra pascoli, mandrie e cavalli. L’esperienza si rivelerà salutare, e non solo per Mitch. Una commedia scacciapensieri che riesce a divertire e a commuovere senza ricorrere a trovate di facile effetto. Scatenatissimo il protagonista, Billy Cristal. Oscar 1991 al veterano Jack Palance come attore non protagonista. Tre anni più tardi Cristal tornerà in Scappo dalla città 2. (andrea tagliacozzo)

Young Guns – Giovani pistole

Sei giovani teppisti, presi sotto la protezione e inciviliti da un gentiluomo britannico (Stamp), trovano difficile mantenere il proprio equilibrio quando vengono abbandonati a se stessi e scagliati in un impeto di violenza dalla loro nuova recluta William Bonney, che ben presto sarà meglio noto come Billy the Kid (Estevez). Un western pensato in chiave contemporanea, che adotta il linguaggio e le sensibilità proprie degli anni Ottanta ma sconta una trama che presenta tanti buchi quanto alcune delle vittime di Billy. Comunque passabile, con interpretazioni avvincenti. Provate a riconoscere Tom Cruise nei panni di un bandito che viene colpito. Con un sequel.

Prima linea

Ricostruzione della battaglia delle Ardenne (1944) che si concentra su un gruppo di soldati e sul loro pavido comandante. Ben diretto, evita i cliché dei film di guerra, uno dei migliori film bellici di sempre dove i conflitti tra i personaggi sono altrettanto violenti di quelli tra gli eserciti nemici. Aldrich dirige le scne di battaglia con la stessa furia e suspense di quelle dialogate. Non così pacifista come sembrò allora, le scenografie povere e l’aria di disfacuimento risultano però congeniali a un film secco e, per i tempi, di un realismo brutale.

L’ultimo tramonto sulla terra dei McMasters

Discreto dramma razziale ambientato sullo sfondo della guerra di Secessione. Al termine del conflitto, un soldato nero dell’esercito nordista ritorna nella cittadina di Ironwood, per riprendere il suo posto nel ranch del vecchio McMasters. Purtroppo però alcuni abitanti della cittadina si mostrano ostili nei confronti del nero e gli rendono la vita difficile.
(andrea tagliacozzo)

Si può fare… amigo

Alla morte dello zio, il piccolo Chip viene affidato all’imponente Coburn, un tipo dall’aria burbera ma dal cuore d’oro, assieme a un terreno che questi ignora essere ricco di petrolio. Dopo aver rifiutato diverse offerte per la proprietà, i due si devono difendere dalle aggressioni di alcuni malintenzionati. Un western all’italiana di routine impreziosito da un cast di buon livello.
(andrea tagliacozzo)

II giudizio universale

Una roboante e misteriosa voce annuncia nel cielo di Napoli l’imminente inizio del Giudizio Universale. La popolazione viene improvvisamente presa dal panico e ognuno reagisce a suo modo all’evento che sta per compiersi. Da un soggetto di Cesare Zavattini, un film ingiustamente sottovalutato, divertente e surreale, anche se inevitabilmente sfilacciato a causa dei molti personaggi, tra i quali spicca uno straordinario Alberto Sordi, cattivissimo nel ruolo di un venditore di bambini.
(andrea tagliacozzo)

Il cavaliere della valle solitaria

Il malvagio Ryker vorrebbe impadronirsi della terra del Wyoming appartanente a Johnny Starrett. Quest’ultimo trova un valido aiuto in Shane, un misterioso pistolero che Johnny e sua moglie hanno accolto in casa. Un classico del cinema western, a tratti eccessivamente manierato nel suo impeccabile rigore formale, ma indubbiamente avvincente e spettacolare. Ultima apparizione di Jean Arthur, in seguito attiva solo in teatro. Nell’85, Clint Eastwood s’ispirerà a questo film per realizzare
Il cavaliere pallido
. Cinque nomination agli Oscar, ma statuetta solo per la fotografia a Loyal Griggs.
(andrea tagliacozzo)

Tango and Cash

A Los Angeles, Yves Perret, boss della droga, fa incriminare con prove false due agenti di polizia, Ray Tango e Gabe Cash, che minacciavano di far crollare il suo impero. La coppia di tutori dell’ordine riesce a evadere, decisa a dimostrare la propria innocenza. Un filmetto d’azione stupido e fracassone reso godibile da una buona dose d’ironia. Il regista russo Andrei Konchalovsky, da anni trapiantato negli Stati Uniti, è fratello di Nikita Mikhalkov. Il film è stato terminato da Peter MacDonald, regista della seconda unità, dopo l’abbandono del set da parte di Konchalovsky.
(andrea tagliacozzo)