L’oro di MacKenna

Lo sceriffo MacKenna viene a sapere da un vecchio saggio indiano dell’esistenza di una montagna fatta tutta d’oro. Al diffondersi della notizia, schiere di avventurieri cercano di impossessarsi del tesoro. Primo fra tutti, un terribile e spietato bandito messicano. Il film, originariamente girato in Cinerama, ha un ottimo cast, un buon impianto spettacolare e un’azzeccata colonna sonora composta da Quincy Jones. Troppo poco, comunque, per riscattare una sceneggiatura che sfiora più volte il ridicolo.
(andrea tagliacozzo)

Soggetti proibiti

Ennesima collaborazione tra Charles Bronson e il regista J. Lee Thompson. Un coriaceo tenente della polizia di Los Angeles, che si occupa da tempo di alcuni casi legati agli ambienti della prostituzione minorile, indaga sul rapimento di una adolescente, figlia di un funzionario giapponese. Il film non dice nulla di nuovo, simile in tutto e per tutto alle pellicole della serie del Giustiziere della notte interpretata da Bronson.
(andrea tagliacozzo)

La signora e i suoi mariti

Tutti i matrimoni di una stravagante signora sono naufragati perché i mariti, non appena sposati, sono diventati celebri e ricchi. Per conoscere meglio se stessa, la donna si fa visitare da un noto psicologo che, dopo averla ascoltata, le chiede di sposarla. La legnosa regia di Jack Lee Thompson, esperto nel genere d’azione, non riesce a trarre il meglio dal gran cast – in cui spicca una MacLaine in piena forma – e dalla discreta sceneggiatura firmata da Betty Comden e Adolph Green (autori del testo teatrale da cui è stato tratto il film).
(andrea tagliacozzo)

Il promontorio della paura

Appena uscito di prigione, un delinquente con tendenze psicopatiche vuole vendicarsi dell’avvocato che l’ha fatto condannare. L’ex detenuto minaccia apertamente il legale, promettendo di violentargli la moglie e la figlia adolescente. Un buon thriller, con un memorabile Robert Mitchum nel ruolo del criminale. Il film, sia nelle atmosfere che nel personaggio del villain, deve molto a
La morte corre sul fiume
, girato nel 1955 da Charles Laughton e interpretato dallo stesso Mitchum (in un ruolo quasi identico). Nel ’91, Martin Scorsese ne realizzerà uno splendido rifacimento (stilisticamente superiore a questo di Thompson) utilizzando, in parti di contorno, alcuni protagonisti dell’originale.
(andrea tagliacozzo)

Allan Quatermain e le miniere di Re Salomone

Sulla falsariga del più celebre
Indiana Jones
, gli autori del film riaddattano un personaggio inventato anni prima da H. Rider Haggard. L’avventuriero Allan Quatermain viene reclutato da una bella ragazza per salvare il padre di costei, un anziano archeologo caduto nella mani di loschi criminali che vorrebbero carpirgli il segreto delle miniere di re Salomone. Soporifero e mediocre, nonostante la regia di un mestierante di grande esperienza come Jack Lee Thompson.
(andrea tagliacozzo)