Wichita

Dietro la macchina da presa di questo ben costruito western di ordinaria amministrazione c’è uno dei più innovativi e geniali autori di horror: Jacques Tourneur. In
Wichita
la mano del regista dei capolavori di suspence realizzati per Val Lewton (
Il bacio della pantera
, tra gli altri) non è molto riconoscibile, ma il film rimane pur sempre un classico racconto del West dove l’ordine – impersonato dallo sceriffo senza macchia Joel McCrea – confligge con le consuetudini violente di un mondo non ancora assestato in una dimensione civile. Billy Wilder si divertì a prendere in giro il produttore, che considerava quello di
Wichita
uno dei titoli di film più azzeccati. Purtroppo l’edizione televisiva mortifica con lo scan and pan il Cinemascope originale. Occhio al cast: ci sono anche Vera Miles e un giovanissimo Lloyd Bridges, padre di Jeff e Beau.
(anton giulio mancino)

Rio Lobo

Ultimo dei cinque film diretti da Howard Hawks con John Wayne protagonista (western come tutti gli altri, ad eccezione di
Hatari!
), che del genere conserva la struttura e l’impianto misogino. Tuttavia
Rio Lobo
, pur ricalcando in maniera evidente lo schema del precedente e insuperabile
Un dollaro d’onore
, non è un capolavoro, né il canto del cigno hawksiano che la critica francese dell’epoca volle a tutti i costi esaltare. È un film ingessato, disarticolato e senza scatti; bolso come il suo protagonista che, ormai sulla settantina, riesce a stento a montare a cavallo e a reggere le sequenze d’azione. Sempre affascinante la figura dell’eroe che, visibilmente invecchiato, non può più permettersi galanterie con la bella di turno (Jennifer O’Neill); la quale, quando chiede di potersi sdraiare accanto a lui, è perché considera la grassa e imponente mole di Wayne un morbido giaciglio. Per il colonnello nordista McNally, impegnato a far piazza pulita dei manigoldi che dettano legge a Rio Lobo e a trovare il traditore responsabile di un colpo ad opera dei sudisti, un bello smacco. Da amare più che da ammirare.
(anton giulio mancino)

L’uomo di Laramie

Il fratello del capitano Lockhart, soldato di cavalleria, muore in un massacro perpetrato dagli Apache. L’ufficiale, deciso a scoprire colui che ha armato i pellerossa, si reca a Laramie sotto le mentite spoglie di mercante di bestiame. Apprende così che nel traffico d’armi è coinvolto il giovane figlio di un ricco possidente della zona. Bel western confezionato dal collaudato duo James Stewart-Anthony Mann. La collaborazione tra i due in passato aveva dato alla luce titoli come
Winchester ’73
e
Lo sperone nudo
.
(andrea tagliacozzo)

La regina del Far West

Un allevatore, trasferitosi assieme alla figlia e alle mandrie in una ricca regione del Montana, trova l’aperta ostilità degli indiani Piedi Neri. In realtà, i pellerossa sono sobillati da un bieco avventuriero che vorrebbe impadronirsi delle terre del mandriano. Un western di routine con Ronald Reagan, futuro Presidente degli Stati Uniti, nel ruolo – improbabile – del figlio del capo indiano. Allan Dwan tornerà a dirigere Barbara Stanwyck l’anno seguente in
L’avventuriero di Burma
.
(andrea tagliacozzo)

Sull’orlo dell’abisso

Un poliziotto, incaricato dall’autorità di fare luce su alcuni misteriosi omicidi, viene inviato in un paesino dell’Arizona. Giunto a destinazione, l’uomo conosce una ragazza, la figlia del proprietario di una miniera d’oro ormai esaurita. Un film minore di Don Siegel, ma ricco di autentica suspense, specie nel finale.
(andrea tagliacozzo)

Terra lontana

Nello Yukon, durante il periodo della caccia all’oro, un cowboy guida una mandria di bestiame destinata a sfamare i minatori. Quando un prepotente del luogo vorrebbe fargli pagare un esoso pedaggio, l’uomo si ribella. Un ottimo western, suggestivo e avvincente, scritto da Borden Chase e diretto da un vero maestro del genere. Ennesimo capitolo della proficua collaborazione (otto film in tutto) tra il regista Anthony Mann e James Stewart, iniziata nel 1950 con il celebre
Winchester ’73.
(andrea tagliacozzo)