Power

Richard Gere interpreta il ruolo di Pete St. John, un «costruttore d’immagine pubblica» per uomini politici. Pete è il migliore, ma soprattutto è cinico e non si cura dell’onestà e dei fini dei suoi clienti. Un film politico parzialmente interessante, ma privo della lucidità e della incisività che Lumet aveva dimostrato nei suoi film degli anni Sessanta e Settanta. Sceneggiatura scritta dal giornalista David Himmelstein.
(andrea tagliacozzo)

Decisione critica

La situazione: terroristi arabi hanno il controllo di un 747. La soluzione: infiltrare un gruppo speciale per sventare l’azione mentre l’aereo è in volo. Le difficoltà: il gruppo deve affidarsi all’inesperto Russell, inoltre a bordo c’è una bomba al gas nervino che potrebbe radere al suolo Washington D.C. Un thriller intenso e originale che, fino al finale incerto, si difende dignitosamente. Debutto alla regia per Baird, che avrebbe potuto stringere un po’ di più la storia. Panavision.

Rischio totale

Liberamente ispirato a
Le jene di Chicago
, un film diretto nel 1952 da Richard Fleisher, a sua volta tratto da una storia di Martin Goldsmith e Jack Leonard. Un procuratore distrettuale va in Canada per proteggere la testimone oculare di un omicidio. Ma il rifugio della donna viene scoperto anche dagli autori del delitto che tentano ripetutamente di eliminarla. Il film è girato bene, con indubbio professionismo, ma il gran tourbillon di sparatorie e inseguimenti finisce molto presto per risultare stancante.
(andrea tagliacozzo)

Perché proprio a me?

Sulle tracce di un rubino, salvato dal saccheggio dei tesori ottomani a Costantinopoli e che si suppone sia dotato di strani poteri, si lanciano la CIA, i servizi segreti turchi, un’organizzazione di fanatici armeni, una banda di malavitosi e l’ispettore capo della polizia. Ma i primi ad arrivare al gioiello sono due simpatici scassinatori. Sorretto da una sceneggiatura frizzante e ricca di battute (tratta da un romanzo di Donald Westlake, autore anche della sceneggiatura con Leonard Maas Jr.), il film si mantiene abilmente in bilico tra il comico e l’avventuroso. Insolitamente divertente (e meno statico del solito) Christopher Lambert.
(andrea tagliacozzo)

A New York qualcuno è impazzito – Pubblifollia

Un pubblicitario, deciso a usare la più assoluta onestà sul lavoro, conia alcuni slogan che ai dirigenti dell’agenzia sembrano assurdi e privi di senso. Rinchiuso frettolosamente in un manicomio, il creativo registra un inaspettato trionfo quando una delle sue trovate, pubblicata per errore, ha un enorme successo. L’interpretazione dell’esilarante Dudley Moore assicura un minimo di divertimento a un film di per sé non eccezionale.
(andrea tagliacozzo)