Maschere e pugnali

Durante la seconda guerra mondiale, uno scienziato americano arriva in Svizzera per spiare l’attività dei nazisti, già a buon punto con la preparazione della bomba atomica. Quindi si reca in Italia, accompagnato da un agente segreto, per entrare in contatto con un collega italiano costretto, suo malgrado, a mettersi al servizio dei tedeschi. Un Fritz Lang poco ispirato firma uno dei suoi film meno riusciti, appena nobilitato dalla presenza del divo Gary Cooper (anche lui, a dire il vero, un po’ sottotono).
(andrea tagliacozzo)

Arco di trionfo

Dal romanzo di Erich Maria Remarque (del quale il regista Lewsis Milestone aveva già portato sullo schermo, nel 1930, il celebre
Niente di nuovo sul fronte occidentale
). Alla vigilia della seconda guerra mondiale, un medico polacco, perseguitato dal nazismo, si rifugia a Parigi dove conosce una ragazza che dissuade da propositi suicidi. I due s’innamorano, ma poco tempo dopo il medico viene catturato dalla polizia. Un doppio fallimento, al botteghino e sullo schermo, per un soggetto che avrebbe meritato un trattamento migliore.
(andrea tagliacozzo)

Jess il bandito

Gli agenti di una società ferroviaria, decisi a espropriare a ogni costo alcuni terreni, uccidono una proprietaria, la signora James. I figli della donna, Jess e Frank, vendicano la morte della madre e diventano fuorilegge. Un cast eccellente per uno dei migliori western dell’epoca. Un anno dopo, il regista Fritz Lang girò un seguito di questo film intitolato
Il vendicatore di Jess il bandito
, con Henry Fonda nuovamente nel ruolo di Frank James.
(andrea tagliacozzo)

Il segno di Zorro

Per liberare la California da un bieco governatore, il rampollo di una nobile casata si finge di giorno un innocuo damerino, per trasformarsi la notte in eroe al servizio del popolo contro il tiranno. La più celebre delle versioni cinematografico del personaggio di Zorro (in parte eguagliata, per verve e popolarità, da quella realizzata in tempi più recenti da Martin Campbell con Antonio Banderas). Il protagonista è interpretato con straordinaria aderenza al ruolo da un simpatico e atletico Tyrone Power, anche se il perfido Basil Rathboone, nel ruolo del cattivo, rischia più volte di rubargli la scena. Splendido il duello finale fra i due, con la famosa scena delle candele spente a colpi di spada.
(andrea tagliacozzo)