Le tre donne di Casanova

Terza versione cinematografica (dopo quelle del ’30 e del ’39) della commedia Little Accident di Nunnaly Johnson. Un professore universitario si sposa con una giovane laureata, ma la madre della ragazza, contraria alla loro unione, riesce a farli separare. Quando sta per risposarsi con un’altra donna, l’uomo apprende che la prima moglie ha partorito una bambina. La sceneggiatura, un po’ fiacca, è parzialmente riscattata dalla divertente interpretazione di Gary Cooper. (andrea tagliacozzo)

Lo sceriffo in gonnella

La giovane vedova Lou Rogers, trasferitasi in un paesino dell’Arizona, conquista la fiducia dei suoi nuovi concittadini affrontando e uccidendo un rapinatore. Nominata sceriffo, la donna deve vedersela con l’ex tutore della legge che, alla testa di una banda di delinquenti, mette a soqquadro il paese. Commediola western senza tante pretese che si regge unicamente sulla simpatia di Debbie Reynolds.
(andrea tagliacozzo)

Il caso Paradine

Una donna dell’alta borghesia viene accusata dell’omicidio del marito, ricco e cieco. Il suo avvocato si innamora di lei e trova un colpevole ideale nel giardiniere. Ma Lady Paradine è una vittima o un essere diabolico? Tratto da un romanzo di Hichens, un capitolo considerato «minore» anche dallo stesso regista. Gli schemi del film processuale sono rispettati fino in fondo, la vicenda non ha grandi sorprese e secondo Hitchcock c’erano anche degli errori di casting. Ma la cosa che colpisce di più, a rivederlo oggi, è la ferocia e la morbosità delle relazioni fra i personaggi: tutti malvagi al limite del grottesco, in particolare il laido giudice Laughton. Per ritrovare una tale misantropia bisognerà aspettare
Gli uccelli
o i lavori dell’allievo francese Chabrol, uno che da questo film ha sicuramente imparato molto. Su tutti si staglia una statuaria e sensuale Alida Valli, in un ruolo alla Ingrid Bergman ma con guizzi demoniaci e perversi.
(emiliano morreale)