Il portiere di notte

A Vienna, negli anni Cinquanta, un ex ufficiale nazista, ossessionato dai terribili ricordi del recente passato, è impiegato in un albergo della città come portiere di notte. Nello stesso hotel capita una donna ebrea, a suo tempo vittima dei campi di sterminio e ora sposata a un direttore d’orchestra, che lo riconosce. Il film che impose la Cavani all’attenzione del pubblico internazionale, ambizioso (le influenze, letterarie e cinematografiche, si sprecano) ma non completamente riuscito. In definitiva, più noto per lo scandalo che sollevò all’epoca piuttosto che per i suoi meriti artistici. Ma Dirk Bogarde, negli ingrati panni dell’ex carnefice, come al solito fornisce una prestazione maiuscola. (andrea tagliacozzo)

Reazione a catena (Ecologia del delitto)

Il non plus ultra degli horror ipercromatici di Bava, che ha influenzato film come Halloween e Venerdì 13. Alcune persone in case isolate vengono uccise una a una in modi raccapriccianti e fantasiosi. Chi ama Bava non lo fa per le sue storie, ma per la straordinaria padronanza della tecnica cinematografica, qui felicemente espressa. Noto anche negli Usa come Last House On the Left, Part II (anche se non c’entra niente con la prima parte), Bay Of Blood, e (per validi motivi), Carnage. 

I sette peccati capitali

Potpourri a episodi che illustra i sette maggiori vizi, con l’aggiunta di un ottavo “ignoto”. I migliori del gruppo sono “Gola”, in cui un pezzo di formaggio si mette in mezzo fra un uomo e le braccia vogliose di una donna, e “Invidia”, in cui una donna è gelosa della gatta del marito. Esiste anche una versione doppiata in inglese di 83 minuti.