Salvo D’Acquisto

La storia di Salvo D’Acquisto, il vice brigadiere dei carabinieri di Torrimpietra che, il 23 settembre 1943, si sacrificò per salvare la vita a 22 civili innocenti. A causa di uno scoppio accidentale di una bomba a mano, un comandante delle SS decide di effettuare un’efferata rappresaglia sulla popolazione civile, gridando all’attentato. Il vice brigadiere D’Acquisto cerca in vano di convincere il nazista che non si possono uccidere 22 innocenti per capriccio, ma quando vede che i tedeschi sono decisi, si offre come unico colpevole per salvare gli altri 22. Ben interpretato dagli attori, un convincente Ranieri riesce a rendere bene il personaggio del ventitreenne carabiniere, senza scadere nella facile retorica. Affidabile la ricostruzione storica e le dinamiche delle storie parallele.
(andrea amato)

Io speriamo che me la cavo

Un insegnante delle elementari quarantenne di buona famiglia viene trasferito per errore in una scuola allo sfascio in una fatiscente cittadina vicino a Napoli. Naturalmente alla fine della storia sia il professore che gli allievi impareranno molto l’uno dagli altri. Il tentativo della Wertmüller di criticare il sistema educativo italiano, in La scuola della violenza versione italiana, rimane un esercizio laborioso.

Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto

Un trasandato marinaio fa naufragio su un’isola con la sua padrona, una donna ricca ed egoista. Isolato dalla società, lui ribalterà i ruoli, spogliando lei del suo orgoglio e della sua vanità e controllandola completamente. Questo affascinante e provocatorio film adulto fece conoscere la Wertmüller (anche sceneggiatrice) in America. Rifatto nel 2002 (Travolti dal destino).

Così parlò Bellavista

Primo film da regista dello scrittore De Crescenzo, tratto dal suo libro omonimo. Un milanese, nominato direttore del personale all’Alfasud, viene trasferito a Napoli. L’impatto con la nuova città è traumatico: i rumori, il traffico caotico, il modo di fare dei napoletani lo stordiscono. Ma l’incontro con un simpatico professore di filosofia cambia la sua vita. Buona l’atmosfera e il tratteggio di alcuni personaggi, ma il film, formato da numerosi sketch, è alquanto esile. (andrea tagliacozzo)

Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti

Complesso resoconto — con traffico di stupefacenti, omicidi e gambizzazioni — delle peripezie dell’ex prostituta Molina. Impegnato il ritratto dei ragazzini usati e abusati per spacciare droga. Nel complesso è migliore delle opere successive della regista, ma rimane diverse miglia al di sotto delle perle degli anni Settanta.

Nuovo cinema Paradiso

Nell’immediato secondo dopoguerra, in un piccolo centro abitato della Sicilia, il piccolo Salvatore, preso a benvolere da Alfredo, un anziano proiezionista, passa gran parte del suo tempo nell’unico cinema del paese. Quando il vecchio perde la vista in seguito a un incidente, il ragazzino prende il posto dell’uomo in cabina di proiezione. Un omaggio nostalgico al mondo del cinema e al modo con cui questo veniva fruito in un’epoca che sembra ormai remota, visto con gli occhi di un bambino. Indubbiamente ben confezionato sul piano puramente estetico-visivo, il film eccede furbescamente in sentimentalismi e stereotipi nostrani (che hanno fatto la fortuna della pellicola all’estero). Esistono due versioni del film: la prima, voluta da Tornatore, fu distribuita senza fortuna; la seconda, sensibilmente accorciata dal produttore Franco Cristaldi, riuscì a ottenere un grande successo che spianò la strada alla conquista (ampiamente immeritata) dell’Oscar come miglior film straniero.
(andrea tagliacozzo)