Notorious

Negli Stati Uniti, un tedesco, sposato a un’americana, viene arrestato per spionaggio a favore dei nazisti e muore suicida in carcere. La figlia accetta di entrare nel controspionaggio americano per introdursi, a Rio De Janeiro, negli ambienti nazisti. Scritto da Ben Hecht, uno dei film più noti del grande Hitchcock, perfettamente in bilico tra suspense e pulsioni mélo. Celebre soprattutto la scena del lunghissimo bacio tra Cary Grant e Ingrid Bergman. Numerose, oltre a questa, le sequenze da antologia, come la memorabile carrellata volante che parte dall’alto, attraversa un salone e va ad inquadrare in primo piano uno dei protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

Arco di trionfo

Dal romanzo di Erich Maria Remarque (del quale il regista Lewsis Milestone aveva già portato sullo schermo, nel 1930, il celebre
Niente di nuovo sul fronte occidentale
). Alla vigilia della seconda guerra mondiale, un medico polacco, perseguitato dal nazismo, si rifugia a Parigi dove conosce una ragazza che dissuade da propositi suicidi. I due s’innamorano, ma poco tempo dopo il medico viene catturato dalla polizia. Un doppio fallimento, al botteghino e sullo schermo, per un soggetto che avrebbe meritato un trattamento migliore.
(andrea tagliacozzo)

Io ti salverò

Una giovane psicologa sospetta che il Dr. Edward, nuovo direttore della clinica dove la donna da tempo lavora, in realtà non sia la persona che sostiene di essere. Qualche tempo dopo, il direttore non solo confessa di non essere il vero Edward, ma si dice convinto di esserne l’assassino. Alfred Hitchcock affronta con innegabile maestria l’universo della psicanalisi, senza comunque raggiungere le vette dei suoi capolavori precedenti. Tornerà sull’argomento diverse volte (con risultati sempre eccellenti) in classici come
La donna che visse due volte, Psyco
e
Marnie
. Le scene dei sogni (le migliori del film e, giustamente, le più note) sono state curate da Salvator Dalì. Hitchcock compare in un cameo come un uomo che porta un violino uscendo da un ascensore. Sei nomination all’Oscar, ma statuetta solo per la colonna sonora.
(andrea tagliacozzo)

Una Rolls-Royce gialla

Dramma ben congengnato di Terence Rattigan che coinvolge i tre proprietari dell’auto sopra citata, con attenzione prestata al lato romantico nella vita dei suddetti; artefatto ma anche ben trattato. Panavision.

La locanda della settima felicità

Alla vigilia della seconda guerra mondiale, una missionaria va in Cina per aiutare un’anziana collega. Quando quest’ultima rimane uccisa in un incidente, la donna, ancora spaesata e inesperta, prende in mano le redini della missione. Troverà un alleato inaspettato in un vecchio mandarino. Nonostante la presenza di Ingrid Bergman e la diligente regia di Mark Robson, un melodramma decisamente poco riuscito. La colonna sonora è composta da Malcolm Arnold, che nel ’57 aveva vinto l’Oscar con
Il ponte sul fiume Kwai
.
La locanda dlla settima felicità
, con
Anastasia
e
Indiscreto
, segnarono il ritorno della Bergman a Hollywood e alla sua grandezza dopo il decennio di «esilio» causato dalla storia «scandalosa» con Roberto Rossellini. Il film su girato nel Galles, perché le autorità cinese vietarono alla produzione l’ingresso a Formosa.
(andrea tagliacozzo)

Le campane di Santa Maria

Nel 1944, il regista McCarey e Bing Crosby avevano riscosso un grande successo con
La mia via,
film vincitore di sei premi Oscar (compresi quelli per la regia e per il miglior attore). Un anno dopo, Crosby torna a indossare i panni di Padre O’Malley, stavolta impegnato a convincere un milionario a donare un grande edificio per la costruzione di una nuova scuola. Il film, infarcito fino all’inverosimile di buoni sentimenti, è inferiore al pur sopravvalutato predecessore. Sei nomination agli Oscar.
(andrea tagliacozzo)

Giovanna D’Arco

Mediocre versione hollywoodiana della storia della Pulzella d’Orleans che, da semplice pastorella, divenne condottiera di un immenso esercito, liberando la Francia dagli inglesi. Da ricordare solo per l’interpretazione di Ingrid Bergman, che ottenne la sua quarta nomination agli Oscar. L’attrice tornò nel ruolo di Giovanna d’Arco sei anni dopo nella versione cinematografica diretta da Roberto Rossellini.
(andrea tagliacozzo)

Le piace Brahms?

Un’arredatrice sulla soglia dei quarant’anni è fidanzata con un uomo che la tradisce a ogni favorevole occasione. Quando un giovane di venticinque anni le mostra un po’ d’interesse, la donna dapprima lo respinge, ma poi, quasi per ripicca nei confronti del fidanzato, accetta la relazione. Commedia «turistica», basata sul romanzo di Francoise Sagan. Gradevole, ma quasi interamente affidata alla bravura degli interpreti. Anthony Perkins vinse il premio come miglior attore al Festival di Cannes del 1961.
(andrea tagliacozzo)

Per chi suona la campana

La storia di Hemingway del mercenario americano Cooper che combatte per la Spagna con un variegato gruppo di contadini, fra cui la Bergman; azione tesa, bei colori, grandi scene d’amore e la meravigliosa colonna sonora di Victor Young. La Paxinou vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonista; ben alytre otto nomination. In origine 170 minuti; la versione restaurata dura 156 minuti.

Casablanca

Il cult-movie per eccellenza, vincitore di tre premi Oscar (al film, al regista e alla sceneggiatura). All’inizio della seconda guerra mondiale, un americano, proprietario di un elegante locale di Casablanca, aiuta i profughi politici perseguitati dai nazisti. Tra questi capita anche la donna che aveva amato l’anno prima a Parigi, diventata nel frattempo la moglie di un eroe della Resistenza. Indimenticabili i duetti tra Bogart e la Bergman (citati alla lettera da Woody Allen in
Provaci ancora Sam
).
(andrea tagliacozzo)