Death Race

In un futuro molto vicino la tv, come il mondo, si è fatta estremamente violenta. Ora va di moda una gara automobilistica estrema in cui i partecipanti sono dei detenuti per omicidio. Automobili truccate, brutti ceffi in gabbia e co-piloti in gonnella si uniscono in una super reality chiamato Death Race. Le regole sono semplici: vinci cinque gare e ti guadagni la libertà.

Jensen Ames (Jason Statham) è un ex piolota NASCAR finito dentro per aver commesso un presunto omicidio: il massacro della sua famiglia. Obbligato ad indossare la maschera a Frankenstein, uno dei preferiti del pubblico di Death Race, ad Ames viene chiesto di scegliere tra due semplici opzioni dalla spietata Warden Hennessey: infilarsi la tuta e gareggiare o non rivedere mai più suo figlio.

I lunghi giorni delle aquile

Le forze aeree naziste bombardano l’Inghilterra in vista di una prossima invasione. Lo scontro tra l’aviazione tedesca e quella britannica è impari: mentre la prima può contare su 2500 apparecchi, la seconda non possiede che seicento unità. Tuttavia l’abilità dei piloti inglesi riesce a evitare la disfatta. Sia la trama che la psicologia dei personaggi sono ridotte al minimo per fare spazio agli spettacolari duello aerei girati in Panavision (poco apprezzabili sul piccolo schermo).
(andrea tagliacozzo)

Scoop

Durante un esperimento di smaterializzazione condotto da un mago da strapazzo (Woody Allen), una giovane studentessa di giornalismo ospite di un’altolocata famiglia londinese (Scarlett Johansson) entra in comunicazione con un noto giornalista da poco defunto. Quest’ultimo le fornisce alcuni fondamentali indizi per realizzare un memorabile scoop e smascherare la doppia vita del figlio di un lord (Hugh Jackman): di giorno belloccio enfant prodige della politica, di notte assassino di prostitute. Le cose iniziano a complicarsi quando la ragazza si innamora, ricambiata, dell’oggetto della sua indagine e il mago, da lei spacciato per suo padre, inizia a frequentare l’alta società londinese inanellando gaffe a ripetizione.  Dopo il dramma (Match Point), la commedia: ma il cinema di Allen non cambia, nonostante le svolte fantastiche (c’é persino la Morte con tanto di falce e martello).