The Prestige

Influenzata da esotismi coloniali e stimolata dai nuovi ritrovati della tecnica, nella Londra che sta per salutare il XIX e gettarsi nel XX secolo, due prestigiatori e illusionisti si contendono i favori del pubblico. Robert Angier (Hugh Jackman) e Alfred Borden (Christian Bale) si conoscono fin dall’infanzia, quando entrambi scoprirono la passione per la magia. Col passare degli anni, tuttavia, quella che sembrava un innocente passatempo si è trasformato in un’aspra rivalità, diretta a primeggiare nei favori degli spettatori. Robert e Alfred fanno continuamente a gara per inventare il trucco più stupefacente, non esitando nel mettere a repentaglio la vita propria e altrui. Fanno parte del cast anche Michael Caine, Scarlett Johansson e il divo del pop Dav

X-Men Conflitto Finale

I mutanti non sono ancora ben visti dalla comunità umana timorosa di venir soggiogata da questi esseri superiori. Così l’homo sapiens ha creato un antidoto per i mutanti grazie al potere curativo di uno di loro. Ma non tutti vogliono guarire o si sentono effettivamente malati: Magneto, alla guida dei cattivi della Fratellanza, non ha alcuna intenzione di omologarsi al genere inferiore ma anzi lo intende come un vero e proprio cancro da cui i mutanti devono liberarsi. Xavier, invece, crede nella convivenza pacifica con l’umanità e rifiuta l’uso dei propri poteri per scopi malvagi. Le due fazioni si scontreranno in una battaglia senza esclusione di colpi

Australia

Il film segue la vicenda di un’aristocratica inglese (Nicole Kidman) che, arrivata nel lontano paese, incontra un uomo rude (Hugh Jackman) con il quale deve unire le forze per salvare la proprietà che ha ereditato. I due intraprendono un lunghissimo viaggio che cambierà per sempre le loro vite, attraverso un territorio tanto stupefacente quanto brutale, per ritrovarsi a Darwin sotto i bombardamenti dei giapponesi, che già avevano attaccato Pearl Harbor.

Sex List – Omicidio a tre

Jonathan McQuarry è un revisore contabile, troppo dimesso e riservato per essere adeguato al mondo delle grandi società e dei potenti di New York, per i quali lavora. Allo stesso modo è inesperto della vita sentimentale, dedicandosi completamente al lavoro. Ma l’incontro con il rampante e carismatico avvocato Wyatt Bose gli fa scoprire un ambiente finora sconosciuto, fatto di lusso, donne e divertimento estremo. Per i grandi manager della città impegnati a lavorare e privi del temo e della voglia necessari per avere una stabile relazione con una donna, esiste infatti la “lista”, una sorta di organizzazione del sesso, che permette a chi ha il giusto numero di telefono di godersi una eccitante serata di sesso con una ragazza affascinante, senza nessun legame successivo, solo rispondendo alla parola d’ordine “Sei libero stasera?”. Jonathan rimane casualmente coinvolto nel sistema, scoprendo aspetti di se stesso che mai avrebbe immaginato. Ma a causa dell’incontro con la misteriosa e affascinante S. scopre anche un mondo fatto di misteri, tradimenti e omicidi, nei confronti del quale non è preparato.

Codice: Swordfish

Il misterioso Gabriel Shear, spia al servizio del Senatore Reisman, convince l’abile hacker Stanley Jobson – reduce da diversi anni di prigione per essere riuscito a intrufolarsi nei sistemi informatico dell’FBI – ad aiutarlo in un impresa ai limiti dell’impossibile: appropriarsi di svariati miliardi di fondi governativi illegali che giacciono in alcuni conti bancari protetti da sofisticati sistemi di sicurezza. Con i soldi che Shear gli ha promesso, Stanley spera di riuscire a ottenere l’affidamento della sua adorata figlioletta Holly. Ma sulle tracce dei due si lancia il tenace poliziotto Roberts. Comunque lo si guardi, il film di Dominic Sena non riesce affatto a convincere: sul piano narrativo è alquanto esile e confuso; su quello drammatico lascia il tempo che trova e le vicissitudini familiari di Hugh Jackman sono commoventi quanto uno spot della Barilla; quanto all’azione – che dovrebbe essere il piatto forte del film – è dispensata in quantità minime ed è di dubbia qualità. Dominic Sena gira le sparatorie e gli inseguimenti giusto un filo meglio di Tony Scott (non ci vuole molto, a dire il vero…) e l’unica idea divertente (l’autobus appeso a un elicottero) sembra solo una variazione sul tema di cose già viste altrove (
Darkman
di Sam Raimi e
Supercop
di Stanley Tong). Perfino il cast, davvero ottimo sulla carta, viene banalmente sprecato: Travolta continua a gigioneggiare nel ruolo del cattivo (che gli è riuscito solo in
Face/Off
); Hugh Jackman (che assomiglia in modo impressionante a Clint Eastwood da giovane) ha una bella faccia e carisma da vendere, ma è completamente fuori parte nei panni dell’eroe per caso (perfino un po’ vigliacco); Don Cheadle, straordinario in
Boogie Nights
, qui sembra persino svogliato e poco convinto; rimane Halle Berry, che è un bel vedere e meriterebbe un 10 e lode per la sua avvenenza, ma è troppo poco e non basta per salvare il film dalla più totale mediocrità.
(andrea tagliacozzo)

Scoop

Durante un esperimento di smaterializzazione condotto da un mago da strapazzo (Woody Allen), una giovane studentessa di giornalismo ospite di un’altolocata famiglia londinese (Scarlett Johansson) entra in comunicazione con un noto giornalista da poco defunto. Quest’ultimo le fornisce alcuni fondamentali indizi per realizzare un memorabile scoop e smascherare la doppia vita del figlio di un lord (Hugh Jackman): di giorno belloccio enfant prodige della politica, di notte assassino di prostitute. Le cose iniziano a complicarsi quando la ragazza si innamora, ricambiata, dell’oggetto della sua indagine e il mago, da lei spacciato per suo padre, inizia a frequentare l’alta società londinese inanellando gaffe a ripetizione.  Dopo il dramma (Match Point), la commedia: ma il cinema di Allen non cambia, nonostante le svolte fantastiche (c’é persino la Morte con tanto di falce e martello).

X-Men Le origini: Wolverine

Il film ripercorre la storia di uno dei più affascinanti e misteriosi tra gli X-Men, Wolverine. Attraverso un viaggio nel passato che risalrià fino a 200 anni dai giorni nostri, scopriremo come il supereroe si si atrasformato in un’implacabile macchina da guerra con incredibili doti taumaturgiche, artigli di adamantio e una furia primordiale spaventosa.

Sfileranno i membri del Team X, un gruppo di militari sotto copertura composto esclusivamente da mutanti. I suoi membri sono: Wolverine; suo fratello Victor Creed, anche conosciuto come Sabretooth, un essere feroce dai poteri inimmaginabili; Wade Wilson, che più tardi prenderà il nome di Deadpool, un mercenario specializzato in alta tecnologia e bravissimo con la spada; Agente Zero, un esperto segugio e cecchino letale; Wraith, in grado di teletrasportarsi; Fred J. Dukes, anche conosciuto come Blob, un colosso obeso e fortissimo; e Bradley, che può controllare l’elettricità. A dirigerli c’è William Stryker, un personaggio presentato in X-Men 2.

Van Helsing

Fine del Diciannovesimo secolo. Van Helsing, cacciatore di vampiri di fiducia del Vaticano, viene chiamato in Romania per dare la caccia a Dracula. Affronterà la missione con l’aiuto di Anna, ultima discendente di una famiglia composta da numerosi nemici del temibile conte assetato di sangue. E sulla sua strada incontrerà altri due terribili mostri: la creatura di Frankenstein e l’Uomo Lupo.

Non è la prima volta che due o più protagonisti di film horror si incontrano nella stessa pellicola. L’ultimo a provarci, in ordine di tempo, era stato Ronnie Yu con il discreto Freddie vs Jason. Stephen Sommers tenta di ripetere il giochino con tre personaggi classici, anch’essi già protagonisti di film di successo. Il regista de
La mummia,
autore di una sceneggiatura a dir poco esile, punta tutto sugli effetti speciali e sulla spettacolarità delle sequenze, rinunciando a calcare la mano sulle possibili interazioni tra i tre protagonisti. Hugh Jackman e Kate Beckinsale, gli interpreti umani della pellicola, danno il loro contributo al naufragio del progetto con una prova a dir poco mediocre. Meglio recuperare vecchi classici come
Dracula il vampiro
di Terence Fisher (1958) con Peter Cushing e Christopher Lee e soprattutto lo splendido Frankenstein di James Whale (1931) con Colin Clive e Mae Clarke oppure il quasi altrettanto valido
Frankenstein oltre le frontiere del regno
(1990) di Roger Corman con John Hurt e Raul Julia.
(maurizio zoja)

L’albero della vita

Racconto dell’odissea di un uomo che lotta per salvare la sua amata. Prima vive come Tomas, un conquistador spagnolo del Sedicesimo secolo impegnato nella ricerca della Fonte della Giovinezza per la sua Regina. Poi è Tommy Creo, un medico dei giorni nostri che si affanna nello studio di una cura contro il cancro per salvare la moglie Isabel. Infine è un astronauta del ventiseiesimo secolo in viaggio attraverso i segreti dell’Universo. Tre storie accomunate da una singola verità.

Ambizioso e fallimentare poema onirico sul tema dell’amore e della morte, scopertamente influenzato dal surrealismo e dallo stile dei fumetti. il regista-sceneggiatore di Pi – Il teorema del delirio ha coltivato questo progetto per anni, fronteggiando defezioni di produzioni e star, ma ne è uscito un pasticcio che si offre masochisticamente alla derisione.  A essere sbagliata è proprio l’idea di partenza: fondere la tradizione del mèlo fantastico anni Quaranta, puzzle temporali cyberpunk e misticismo insulso new age. Si salva solo la colonna sonora di Clint Mansell.