Tramonto

Giulia, giovane e brillante ereditiera, è afflitta da continui mal di testa. Preoccupata, la ragazza si rivolge a uno specialista che le riscontra un tumore al cervello. Il medico, del quale Giulia lentamente s’innamora, la convince a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico. Melodramma hollywoodiano di ottimo livello, interpretato da una superba Bette Davis.
(andrea tagliacozzo)

Le campane di Santa Maria

Nel 1944, il regista McCarey e Bing Crosby avevano riscosso un grande successo con
La mia via,
film vincitore di sei premi Oscar (compresi quelli per la regia e per il miglior attore). Un anno dopo, Crosby torna a indossare i panni di Padre O’Malley, stavolta impegnato a convincere un milionario a donare un grande edificio per la costruzione di una nuova scuola. Il film, infarcito fino all’inverosimile di buoni sentimenti, è inferiore al pur sopravvalutato predecessore. Sei nomination agli Oscar.
(andrea tagliacozzo)

Colpo di fulmine

Un giovane glottologo, che assieme a un gruppo di sette professori sta redigendo un’enciclopedia, s’imbatte in un’attraente spogliarellista, legata a un temile gangster. Lui vorrebbe studiare il gergo da strada parlato dalla donna, mentre a lei interessa far perdere le proprie tracce alla polizia. Una scatenata screwball comedy (commedia in cui una donna dal carattere forte finisce per stravolgere la vita del protagonista maschile) nel più tipico stile di Howard Hawks. Comunque si sente, e non poco, anche il tocco di Billy Wilder, autore, assieme a Charles Brackett, della sceneggiatura del film.
(andrea tagliacozzo)

La vita è meravigliosa

L’angelo di seconda classe Clarence si deve guadagnare le ali salvando dal suicidio il probo George Bailey che si trova sull’orlo della bancarotta. Parabola dickensiana, che cela un angosciante pessimismo di fondo: non a caso il perfido e avaro Potter è lasciato impunito. Considerato a torto un prodotto della fase calante di Capra, è invece uno dei suoi film più complessi e problematici, fondendo in modo perfetto commedia, dramma e invenzioni fantastiche e dove la visione della città “senza Bailey” non si limita a un quadretto miserabilistico ma ipotizza, con stupefacete preveggenza, il trionfo dell’inscindibile accoppiata denaro & sesso.Musiche di Dimitri Tiomkin. Cinque Oscar (Film, Regia, Montaggio, Attore Protagonista e Sonoro) ed altrettante nomination.

Una pallottola per Roy

Dal romanzo «High Sierra» di William R. Burnett. Un rapinatore, che sta scontando una lunga detenzione, viene graziato e riacquista inaspettatamente la libertà. Riunitosi con la vecchia banda, l’uomo organizza un colpo ai danni di un albergo di lusso; il bottino gli servirà per far curare la ragazza di cui è innamorato. Con questo straordinario gangster-movie, veloce ed entusiasmante, Humphrey Bogart, fino ad allora apprezzato solo in ruoli di secondo piano, ottenne la definitiva consacrazione. Del film vennero girati due remake: Gli amanti della città sepolta del 1949, versione western diretta dallo stesso Walsh, e Tutto finì all’alba del 1955. (andrea tagliacozzo)

La signora Miniver

La signora Miniver (Greer Garson) è una bella signora con una bella famiglia inglese, ragazzo al college, due bambini e un fascinoso marito (Walter Pidgeon). Una vita tranquilla e agiata, fino a quando scoppia la guerra. Il giovane va al fronte, il marito a Dunkirk, lei deve fronteggiare un nazista in cucina e affrontare la morte della giovane nuora vittima di un bombardamento mentre è in auto con lei. E un concorso per il fiore più bello, quello che il capostazione della cittadina dei Miniver, Mr Ballard (Henry Travers, l’angelo Clarence che deve mettere le ali ne La vita è meravigliosa ) vincerà con una rosa battezzata, appunto, «Signora Miniver», quando i tedeschi stanno per attaccare. Un dramma bellico. Per Churchill il messaggio propagandistico pro Gran Bretagna lanciato da questo film valse più di una dozzina di vittorie della marina inglese… Da manuale (propagandistico) il discorso del sacerdote dal pulpito della chiesa sventrata dalle bombe. E il comportamento di questa mamma coraggiosa che fa di tutto per proteggere se stessa, la sua famiglia e i suoi fiori dai nazisti. Gli Stati Uniti premiarono il film con sei statuette: miglior attrice, fotografia, regia, film, sceneggiatura e attrice non protagonista (la moglie del figlio). È passato alla storia il discorso che l’attrice fece all’Academy Awards quando ricevette la statuina: durò qualcosa come 45 minuti. Nonostante il film sia chiaramente datato – e accusato di artificiosità -, si vede ancora con piacere. Greer Garson sposò negli anni seguenti Richard Ney, che nel film interpretava il ruolo del figlio. Nel 1951, fu realizzato il seguito: Addio, signora Miniver , che non ebbe gran successo.