Il grande ammiraglio

A Napoli, verso la fine del Settecento, la giovane inglese Lady Hamilton, moglie di un maturo diplomatico, s’innamora di Lord Nelson, capitano di marina. Nel corso degli anni, la loro scandalosa relazione diviene di dominio pubblico. Realizzata con dovizia di mezzi, la pellicola è costruita ad arte per propagandare il valore degli alleati britannici, impegnati nella guerra contro l’esercito di Hitler (qui rappresentato da un altro celebre condottiero con deliri di onnipotenza, ovvero Napoleone), anche se il risalto maggiore viene dato alla vicenda sentimentale dei due protagonisti. All’epoca del film, Laurence Olivier e Vivien Leigh erano marito e moglie (si separarono quasi vent’anni dopo, nel 1960). Si dice che questa fosse la pellicola preferita di Winston Churchill.
(andrea tagliacozzo)

Il sospetto

Una ragazza sposa, contro il volere dei genitori, un affascinante giovanotto e va a vivere con lui in una lussuosa villa. Ben presto però l’uomo si rivela uno spiantato bugiardo che vive di espedienti. Dal romanzo «Before the Fact » di A.B. Cox, un thriller psicologico abilmente costruito che, nonostante i compromessi con la produzione (che praticamente impose un lieto fine, anche se ambiguo), contiene numerosi momenti d’antologia. Tra tutti, la famosa sequenza del bicchiere di latte che si presume avvelenato, reso luminoso da una lampadina posta all’interno. La bravissima Joan Fontaine – più giovane di un anno della già famosa sorella Olivia de Havilland – vinse meritatamente l’Oscar 1941.
(andrea tagliacozzo)

Sepolto vivo

Da un racconto di Edgar Allan Poe. Un uomo è talmente terrorizzato dall’idea di essere sepolto vivo che si fa costruire una bara speciale, appositamente congegnata per permettergli di fuggire in caso di una eventuale sepoltura prematura. Realizzato a basso costo – come quasi tutti i film di Corman – un horror piuttosto efficace, secondo di una serie di cinque che il regista realizzò ispirandosi alle opere del celebre romanziere di Boston.
(andrea tagliacozzo)