Via col vento

Nel profondo Sud, durante la guerra di Secessione, la giovane Rossella s’innamora del cugino che però le preferisce la cugina Melania. Al termine del conflitto, Rossella sposa Rhett Butler, affascinante avventuriero, ma il matrimonio si rivela tutt’altro che tranquillo. Dall’omonimo romanzo di Margareth Mitchell, uno dei film più celebri della storia del cinema, mastodontico nel suo sfarzo scenografico, nell’impianto narrativo e nella sua interminabile lunghezza. Com’era prevedibile, si aggiudicò numerosi Oscar, tra i quali quelli per il film, la regia, l’attrice protagonista (Vivien Leigh) e quella non protagonista (Hattie McDaniel, la prima nera a conquistare il premio). Gable, invece, si vide soffiare lo statuetta da Robert Donat, candidato con
Addio Mr. Chips!.
(andrea tagliacozzo)
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I racconti dello zio Tom

Un ragazzino solitario e incompreso, che vive in una piantagione nel vecchio Sud, è felice solo quando ascolta i racconti dello zio Tom. Una storia sentimentale ma commovente fa da cornice a tre straordinarie sequenze animate di casa Disney con Fratel Coniglietto, Comare Volpe e Compare Orso (basate sugli scritti di Joel Chandler Harris). La superba miscela di azione dal vivo e animazione, le prove sincere degli attori (Baskett vinse uno speciale Academy Award per la sua) e le canzoni orecchiabili, fra cui la vincitrice dell’Oscar Zip a Dee Doo Dah, ne fanno una meraviglia. Disponibile solo su laserdisc di importazione giapponese.

Ossessione del passato

L’artista di night-club di New York Crawford si sposa e va a vivere in una fattoria del Wisconsin, scatenando forti emozioni in famiglia. Il contrasto fra la Crawford e la Sullavan (la cognata) è la cosa più interessante di questa agitata soap opera.

La storia del generale Custer

Cadetto inquieto, Custer diventa generale per errore ma poi si rivela ottimo ufficiale: non scamperà però al massacro di Little Big Horn. Così limpidamente classico che oggi forse non sembra nemmeno bellissimo, legato com’è al fascino spaccone di Errol Flynn e ai dinieghi di Olivia de Havilland. Di Walsh ci sono molto più vicini l’avventura convulsa di Tamburi lontani , il noir di Notte senza fine o il meraviglioso romanticismo de Gli amanti della città sepolta . E poi, dopo Il piccolo grande uomo , come si fa a guardare il massacro di Little Big Horn dalla parte dei bianchi? Eppure il film ha una sua grazia, più aristocratico mélo che puro western, accompagnato dalle note di un Max Steiner reduce da Via col vento e in gran forma. Se incappate nella versione colorizzata non è un dramma: basta azzerare il colore del televisore. (emiliano morreale)