La pazza storia del mondo

Questo film demenziale a episodi passa dall’Età della pietra all’Impero romano alla Rivoluzione francese, dispensando gag ora esilaranti, ora deprimenti; ma superato lo slancio iniziale si sgonfia, nonostante gli sforzi di un nutrito cast comico. Il punteggio più alto va a Caesar, impagabile cavernicolo nelle scene iniziali. Debutto cinematografico per Hines. Panavision.

Dracula morto e contento

Mel Brooks gioca con Dracula in questa parodia, che ci mette talmente tanto a raccontare di nuovo l’ormai nota storia del vampiro che si dimentica di far ridere. Ci sono alcuni momenti azzeccati per i fan di Brooks… ma non basta. Gli attori sovraccaricano le interpretazioni il più possibile: da MacNicol che fa Renfield a Brooks che è il dottor Van Helsing, da Korman in un divertente omaggio a Nigel Bruce fino a Nielsen che interpreta un Conte gentile e sinistro. Delizioso cammeo della Bancroft nei panni di “Madame Ouspenskaya”.

Mezzogiorno e mezzo di fuoco

Il primo grande successo firmato Mel Brooks è una rutilante parodia di western, con Little nei panni di uno stravagante sceriffo e Korman in quelli del cattivo Hedley Lamarr; la Kahn invece è una chanteuse simil-Dietrich. Non ci sarà più un altro film di Brooks tanto scompisciante: onore agli sceneggiatori Andrew Bergman, Richard Pryor, Norman Steinberg e Alan Uger, oltre ovviamente a Brooks. La title song è cantata da Frankie Laine. Tre nomination agli Oscar. Panavision.

Una scommessa impossibile

Quattro perdenti piccolo borghesi prendono in prestito 5000 dollari dallo strozzino locale per finanziare un affare sicuro. Commedia patetica, piena di gag da gabinetto, che non può avvalersi neppure della buona volontà espressa dal cast in giorni migliori. Mike Nichols (Mike Nichols!!!) è il produttore esecutivo.

Alta tensione

Una parodia dei film di Hitchcock rispettosa e accurata, ma anche assai discontinua: Brooks è uno psichiatra alle prese con il debutto alla direzione di una gabbia di matti. A salvare l’operazione — altrimenti mediocre — provvedono isolati squarci di irresistibile comicità. Il futuro regista di Rain Man, Barry Levinson (co-autore della sceneggiatura) è un ostile portiere d’albergo. Nei panni del padre della Kahn c’è il mago degli effetti speciali (e collaboratore storico di Hitchcock) Albert J. Whitlock.

La donna che inventò lo strip-tease

Dalla commedia musicale di Arthur Laurents e J. Styne e dall’autobiografia di Gypsy Rose Lee, regina dello spogliarello americano negli anni Trenta, ben interpretata da una vivace Natalie Wood. Gypsy all’inizio è un ragazzina fresca e ingenua che entra timidamente nel mondo del vaudeville guardata a vista da una madre possessiva. Poi diventa famosa dando vita ai numeri più audaci mai visti in America. Degna di nota anche la prova di Rosalind Russell nei panni della madre della protagonista.
(andrea tagliacozzo)