Harry Potter e il Principe Mezzosangue

In “Harry Potter e il Principe Mezzosangue” Voldemort allunga la sua ombra minacciosa sia sul mondo dei Babbani che su quello dei maghi e Hogwarts non è più un posto sicuro e accogliente come in passato. Harry sospetta che i pericoli minaccino anche la scuola, ma Silente concentra la sua attenzione nel prepararlo alla battaglia finale, che sa essere inevitabile. I due insieme cercano di penetrare nelle difese di Voldemort ed allora Silente chiama il vecchio amico e collega Horace Lumacorno, le cui competenze considera fondamentali. Nel frattempo gli studenti subiscono gli attacchi di un avversario molto particolare: gli ormoni adolescenziali. Harry è sempre più attratto da Ginny, così come Dean Thomas. Mentre Lavanda Brown ha deciso che Ron è il tipo giusto per lei, Hermione soffre di gelosia, ma fa di tutto per non farlo vedere. Ma uno studente rimane in disparte, deciso a lasciare il suo segno, anche se cupo. L’amore è nell’aria, ma la tragedia è imminente e forse Hogwarts non sarà più la stessa.

Harry Potter e il calice di fuoco

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Nuovo anno scolastico per
Harry Potter
(Daniel Radcliffe) e quarto capitolo della saga: il maghetto che ha conquistato adulti e bambini, creato dalla penna di
J.K. Rowling,
è cresciuto ed è ormai un adolescente, così come i suoi inseparabili amici, Ron (Rupert Grint) ed Hermione (Emma Watson).

Ad Hogwarts c’è grande eccitazione per il
Torneo Tremaghi
che avrà luogo nella celebre scuola di magia diretta da Albus Silente (Michael Gambon). Non solo: per la competizione saranno ospiti della scuola i concorrenti dell’Istituto Durmstrang e le graziose candidate dell’Accademia di Beuxbatons.
A scegliere il campione di ogni scuola sarà il
Calice di Fuoco
ma tutti sanno che per partecipare è necessario avere compiuto diciassette anni. E invece, dopo aver estratto tre nomi, il Calice di Fuoco consegna anche quello di Harry Potter che si ritrova così catapultato nell’ennesima impresa più grande di lui, circondato dal sospetto e in preda a dolorose fitte alla cicatrice inflittagli da Voldemort (Ralph Finnies), presagio di un Male sempre più vicino.

Harry si ritrova faccia a faccia con un enorme drago sputafuoco; si trasforma in uomo-pesce per affrontare le acque oscure del Lago Nero; finisce sulla prima pagina della Gazzetta del Profeta… A vegliare su di lui, il nuovo professore di «Difesa contro le Arti Oscure», Malocchio Moody (Gary Oldman). Ma non è sufficiente, il clima è troppo cambiato per non turbare Harry profondamente. Imbarazzato dall’attrazione per Cho Chang, respinto da Ron, stupito dell’intesa tra Hermione e Viktor Krum, Harry si sente sempre più solo.

Alla fine, sarà la sua mano a toccare la Coppa Tremaghi, ambito premio del torneo, e non sarà la sola.
Cedric Diggory,
l’altro campione di
Hogwarts, si ritroverà catapultato insieme a Harry in un oscuro viaggio che gli risulterà fatale.

Nonostante la regia affidata a
Mike Newell,
famoso per commedie romantiche come
Quattro matrimoni e un funerale,
il film è pervaso da tinte cupe. É la perdita dell’innocenza legata sì ai primi turbamenti amorosi ma soprattutto all’incontro con il dolore assoluto, con la morte del giovane eroe buono, bello e leale. Un dolore che segna e offusca la vittoria finale del determinato Potter tanto che in Inghilterra il film è stato vietato ai minori di dodici anni non accompagnati. In questo clima dove orrori e paure prevalgono, c’è poco spazio per le magie «quotidiane» che hanno decretato il successo del maghetto. Da segnalare all’inizio del film, l’arrivo spettacolare degli ospiti del torneo, tra carrozze volanti e velieri-sottomarini. Ma, dicevamo, è solo l’inizio del film.
(sara dania)

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Mentre Harry Potter frequenta con profitto il terzo anno di lezioni alla scuola per maghi di Hogwarts, un pericoloso criminale fugge dalla prigione per maghi di Azkaban. Il suo nome è Sirius Black e nel suo passato c’è un incontro con la famiglia di Harry. Inevitabilmente, i due sono destinati a incontrarsi…
Terzo episodio cinematografico della saga del ragazzino prodigio nato dalla fantasia di J.K. Bowling e terza megaproduzione con abbondanza di effetti speciali. Il cambio della guarda alla regia, Alfonso Cuaròn al posto di Chris Columbus, non ha modificato la sostanza della proposta. Umorismo e piccoli brividi, sorprese e qualche banalità. L’impressione è che, come nei due episodi precedenti, la produzione abbia voluto accontentare grandi e piccini. I primi, tra uno sbadiglio e l’altro, apprezzeranno qualche momento di buon cinema, mentre i secondi, trepidando per le sorti del loro beniamino, passeranno un pomeriggio da raccontare agli amici che il film ancora non l’hanno visto. Una buona notizia, infine, per chi non può fare a meno della sua dose annuale di Harry Potter: pare che siano in preparazione altri quattro episodi. (maurizio zoja)