Non è più tempo d’eroi

Nel novembre del 1942, un tenente della Marina americana, addetto alle comunicazioni, viene aggregato a un reparto britannico di stanza in un’isola delle Nuove Ebridi. Assieme a un commando di dodici uomini, l’ufficiale partecipa a una missione altamente pericolosa. Un film bellico efficace e polemico, in pratica una dura e violenta requisitoria contro la guerra. Grande regia di Aldrich, come al solito privo di frivoli, e ottimo il cast. (andrea tagliacozzo)

S.O.S. Titanic

Ricostruzione della famosa tragedia avvenuta nell’ormai lontano 12 aprile del 1912. Con a bordo più di duemila persone, il transatlantico Titanic parte da Southampton e fa rotta verso New York per il viaggio inaugurale. Nonostante all’ufficio telegrafico arrivino notizie di ghiacci alla deriva, la nave procede a pieno ritmo. Palese l’origine televisiva del film.
(andrea tagliacozzo)

Chiamata per il morto

Charlie Dobbs, agente del controspionaggio inglese, vuole scoprire se un collega è morto suicida, come sembra, o è stato assassinato, come egli sospetta. Dopo essere stato esonerato dal servizio, Dobbs continua le indagini per proprio conto. Un thriller convenzionale diretto da un poco ispirato Sidney Lumet. Nel romanzo originale di John Le Carré, su cui si basa il film, il personaggio di Charlie Dobbs si chiama, in realtà, George Smiley ed era già apparso sullo schermo l’anno prima in
La spia che venne dal freddo.
(andrea tagliacozzo)

I lunghi giorni delle aquile

Le forze aeree naziste bombardano l’Inghilterra in vista di una prossima invasione. Lo scontro tra l’aviazione tedesca e quella britannica è impari: mentre la prima può contare su 2500 apparecchi, la seconda non possiede che seicento unità. Tuttavia l’abilità dei piloti inglesi riesce a evitare la disfatta. Sia la trama che la psicologia dei personaggi sono ridotte al minimo per fare spazio agli spettacolari duello aerei girati in Panavision (poco apprezzabili sul piccolo schermo).
(andrea tagliacozzo)

Moby Dick, la balena bianca

Trasposizione cinematografica – la terza, dopo il muto
Sea Beast
del 1926 e
Moby Dick, il mostro bianco
del 1930 – dell’omonimo romanzo di Herman Melville. È la storia del capitano Achab, comandante del peschereccio Pequod, e della sua ossessionata caccia a Moby Dick, la gigantesca balena bianca che lo aveva reso invalido a una gamba. Un film imperfetto, ma ricco di straordinarie sequenze. Gregory Peck è un Achab credibile, anche se Orson Welles gli ruba la scena nei panni di Padre Mapple.
(andrea tagliacozzo)

Salomone e la regina di Saba

Sgargiante spettacolo con la fascinosa Gina e lo stoico Brynner che se la spassano ai tempi della Bibbia. Tyrone Power morì durante le riprese in Spagna e fu rimpiazzato da Brynner che rigirò le prime scene di Power. Alcune sequenze mostrano ancora Power, non Brynner. Ultimo film da regista di Vidor. Riportato a 139 minuti su laserdisc. Super Technirama 70.

Quasi una truffa

Un ufficiale di Marina incontra casualmente un amico che non vedeva da anni. Questi gli presenta la sua fidanzata e, immediatamente, tra i due nasce un sentimento di reciproca simpatia. Deciso a sposarla, l’ufficiale mette in atto un piano ingegnoso per procurarsi il denaro necessario al matrimonio. Dopo una buona partenza, il film si perde strada facendo, complice probabilmente la regia del non troppo ispirato Guy Hamilton (in seguito autore dei migliori episodi della serie 007, tra i quali
Goldfinger
e
Vivi e lascia morire
).
(andrea tagliacozzo)