RocknRolla

Il nitore e la maestosità delle moderne architetture di vetro e cemento che hanno rimodellato lo skyline di Londra nascondono non solo speculazioni immobiliari e business faraonici, ma anche mazzette e malavita, crimini e violenze. I nuovi poteri emergenti hanno origine non solo dai bassifondi dell’East End ma anche dall’Est Europa. Sono le nuove mafie e i nuovi ricchi dell’ex blocco sovietico a dettare realmente le regole urbanistiche al posto delle archistar e dei principi di Galles, futuri eredi al trono delle regina Elisabetta. Nella nuova capitale del mondo occidentale scorrono a fiumi denaro, armi, droga e tanto, tanto rock ‘n roll.

di Gerardo Nobile

Snatch-Lo strappo

Franky «Quattrodita» e i suoi uomini eseguono una rapina da manuale ad Anversa. Il cospicuo bottino è una partita di diamanti, tra cui una pietra di inestimabile valore destinata al boss Avi. Prima di raggiungere quest’ultimo a New York, Franky si ferma a Londra per smerciare parte dei preziosi, ma il soggiorno si rivela più pericoloso del previsto. Con il precedente
Lock & Stock-Pazzi scatenati
– un ironico crime movie sulla scia di Tarantino – l’inglese Guy Ritchie era riuscito a suscitare entusiasmi in patria e negli Stati Uniti. Entusiasmi probabilmente non giustificati, anche a giudicare da questa sua seconda fatica: una discutibile rimasticatura del primo film, realizzata con i soldi degli americani e la benedizione della sua celebre consorte, la cantante Madonna. Non sembra nemmeno privo di talento il giovanotto, ma è tanto terribilmente presuntuoso che finisce per prendersi troppo sul serio, nonostante il tono della pellicola consigli il contrario. Come se un onesto calciatore di serie A – mettiamo un Pancaro o un Tacchinardi – si credesse improvvisamente d’essere diventato Maradona. Un dribbling ogni tanto l’azzecca pure, ma poi finisce per marcarsi da solo o segnare nella propria porta.

È il caso di Guy Ritchie, che si crede Tarantino – perché scrive dialoghi arguti e mette in scena macchiette divertenti – ma, al contrario del collega d’Oltreoceano, è incapace di dare una struttura decente al suo raccontino. E non serve aggiungere di tanto in tanto inserti da videoclip per vincere la noia. Per non parlare degli stereotipi razzisti – ebrei, zingari, russi, neri e chi più ne ha più ne metta – all’insegna del politically incorrect: ma le intenzioni sono ironiche, per carità, e più che offensivo o fastidioso il nostro amico finisce solo per risultare stupido. Quasi quanto il suo film.
(andrea tagliacozzo)

Sherlock Holmes

Dai famosi romanzi di Arthur Conan Doyle, una nuova trasposizione cinematografica del personaggio di Sherlock Holmes.
A differenza di tutte le precedenti versioni, in questo capitolo l’investigatore figura come un esperto di arti marziali: ama fare a pugni, ed utilizza le sue abilità di spadaccino e boxer per risolvere i crimini cui indaga.
Il “nuovo Sherlock” dovrà cercare di svelare un pericoloso complotto che minaccia di distruggere il Paese.