Good Morning Babilonia

Agli inizi del secolo, Andrea e Nicola, figli di un artigiano, partono per gli Stati Uniti decisi a fare fortuna con il lavoro appreso dal padre. Dopo un inizio non troppo felice, i due riescono ad inserirsi come capomastri in una produzione hollywoodiana agli ordini del regista David Ward Griffith. Indubbiamente ben girata, ma la metafora è fin troppo evidente e il film scade più volte nel ridicolo (come nel tragico finale). Le musiche del film (di gran lunga la cosa migliore) sono state composte da Nicola Piovani.
(andrea tagliacozzo)

Calore e polvere

Due donne inglesi con sessant’anni di differenza — la Scacchi e la Christie, sua pronipote — si innamorano dell’India e della sua gente fino a restarne gravide. Nonostante ciò, resteranno estranee a un Paese che non riescono a comprendere. Un mélo intelligente, sorretto da solide interpretazioni. La sceneggiatura porta la firma di Ruth Prawer Jhabvala, che adatta il proprio romanzo.

I protagonisti

Pungente commedia nera su un giovane e paranoico produttore esecutivo cinematografico (Robbins) che viene minacciato da uno sceneggiatore scontento — fino a quando comincia a farsi giustizia da solo. Mordace disamina dell’avidità e del potere di Hollywood, con l’eterno ribelle Altman quasi al top della forma (specie nel piano-sequenza iniziale di 8 minuti). Spassose interpretazioni, decine di apparizioni cammeo di star (diverse di “allievi” di Altman come Elliott Gould, Lily Tomlin, Sally Kellerman e Cher), molte citazioni… ma un po’ troppo macchinoso. Adattato da Michael Tolkin dal suo romanzo; Tolkin e suo fratello gemello Stephen compaiono anche nei panni di due scrittori che si incontrano con Robbins.

Terza generazione

Josie Alibrandi è una diciassettenne oriunda che vive a Sydney con la madre, la nonna e tutta la «Little Sicily» della città. Va in un’esclusiva scuola cattolica grazie a una borsa di studio e sogna di diventare avvocato e di frequentare l’high society. Nell’ultimo anno, quello degli esami, la sua vita è completamente stravolta: conosce per la prima volta suo padre, alcuni segreti di famiglia, scopre l’amore in diverse sfaccettature e il dolore intenso. Una commedia allegra, a tratti molto ironica e surreale, che comunque mantiene sempre la tensione emotiva per ciò che succede alla protagonista: si ride, ma ci i commuove. Uno spaccato della vita della comunità italiana in Australia, tra realismo e, forse, qualche luogo comune di troppo. Il mondo visto con gli occhi di un’adolescente, il rapporto stretto tra presente e passato, tra tradizione e modernità. Buon testo, scritto bene e ben trattato per il cinema, girato in maniera divertente e con alcune trovate originali. Dedicato, poi, a chi ama gli happy end. Il connubio tra la Fandango di Domenico Procacci, distributore della pellicola in Italia, e l’Australia sembra funzionare a gonfie vele. (andrea amato)

Presunto innocente

Il vice procuratore capo Rusty Sabich riceve l’incarico di svolgere delle indagini sull’omicidio di una sua giovane collega. Ma, a causa di una precedente relazione con la vittima, diventa improvvisamente il principale sospettato. In tribunale, l’uomo viene difeso dall’abile avvocato Alejandro «Sandy» Stern. Tratto dal best-seller di Scott Turow, un giallo ben costruito ma non sempre avvincente, anche a causa dei ritmi lenti e della prova un po’ incolore di Harrison Ford.
(andrea tagliacozzo)

Misfatto bianco

Trasposizione cinematografica con immagini estremamente eleganti (ma fini a se stesse) dell’omonimo romanzo di James Fox. A Nairobi, durante la seconda guerra mondiale, incuranti delle sofferenze che i connazionali patiscono in Europa, alcuni nobili inglesi conducono una vita spensierata e corrotta. L’affascinante Lady Diana, moglie di Sir Delves Broughton, fa parlare di sé l’intera colonia britannica. Raffinato e interpretato da un ottimo cast d’attori, ma non del tutto riuscito.
(andrea tagliacozzo)

Jefferson in Paris

Mentre ha l’incarico di ambasciatore degli Stati Uniti in Francia nel decennio 1780-90, Thomas Jefferson (Nolte), vedovo, incomincia con l’innamorarsi di un’inglese di origine italiana (Scacchi), ma poi si sente attratto verso una giovane schiava di colore (Newton) che fa parte del suo personale domestico; nel frattempo, sua figlia, dotata di una forte volontà, sembra voler essere l’unica donna della sua vita. La storia è raccontata in flashback da Jones, nella parte di un uomo di colore libero che sostiene di essere figlio di Jefferson. Dramma ambizioso, ben strutturato ma lungo e lento.

L’amore nascosto

Danielle è una donna ricoverata in una clinica privata dopo il terzo tentativo di suicidio. Odia sua figlia Sophie, con la quale non è mai riuscita a costruire un rapporto e per questo si è inflitta un silenzio inviolabile, autorelegandosi in un mondo chiuso e sterile, senza reazioni, senza bisogni, senza futuro. La psichiatra che l’ha in cura però non vuole rassegnarsi a perderla e la convince a tentare almeno di mettere per iscritto i suoi pensieri. Tratto dal romazo Madre e ossa di Danielle Girard edito da Baldini Castoldi Dalai editore