Maverick

Aggiornamento svogliato della serie televisiva degli anni Sessanta ricordata con affetto che si avvalle fortemente del fascino individuale per portare avanti una storia che si trascina troppo lenta e troppo a lungo. Gibson è divertente nei panni dell’abile baro delle carte a caccia di piatti ricchi a poker e il cast è pieno di facce familiari dal mondo dei western televisivi d’annata e della musica country contemporanea. Cercate un paio di cammei delle star dei film precedenti del regista Donner. Garner, che recitò nella vecchia serie tv, qui fa un maresciallo. Sceneggiatura di William Goldman. Panavision.

La croce di fuoco

In Messico, durante la rivoluzione, il governo locale perseguita i religiosi. Solo un mite ma coraggioso sacerdote sceglie di sfidare il potere, deciso a restare nel paese a qualsiasi costo. Adattamento cinematografico de
Il potere e la gloria
di Graham Greene, dal quale sono stati eliminati diversi elementi scabrosi. Un film minore di John Ford, anche se non privo di pregi (tra i quali la splendida fotografia di Gabriel Figueroa). Henry Fonda aveva lavorato per la prima volta con John Ford nel 1939 interpretando il giovane Abramo Lincoln in
Alba di gloria.
(andrea tagliacozzo)

Balla coi lupi

Debutto di Kevin Costner dietro la macchina da presa, premiato da ben sette premi Oscar. Durante la guerra di Secessione, un tenente nordista sceglie di andare su un isolato avamposto della frontiera indiana. A poco a poco, l’uomo riesce a conquistare la fiducia di una confinante tribù di Sioux. Un western atipico e progressista che, col suo improvviso successo, ha dato quasi l’illusione di poter rilanciare il genere (ma, a parte Gli spietati , il rilancio non c’è stato). Nonostante la mastodontica durata, il film (che nell’edizione integrale dura 4 ore) non ha mai un momento di stanca. Regia sorprendentemente matura e personale. Costner si ripeterà diversi anni più tardi con L’uomo del giorno dopo, anche se la critica e il pubblico gli volteranno inspiegabilmente le spalle. (andrea tagliacozzo)

Grey Owl – Gufo Grigio

Difficile accettare Brosnan nel ruolo del protagonista, un rinomato pellerossa nordamericano conservatore la cui vera identità venne scoperta da un reporter nel 1936; il resto della storia viene svelato in flashback. Racconto sincero ma inefficace di una storia interessante che negli Stati Uniti è finito direttamente in homevideo. 

Cuore di tuono

Un agente dell’Fbi per metà di sangue Sioux (Kilmer) si riavvicina alle proprie origini quando gli viene assegnata un’indagine su un omicidio in una riserva Oglala. Un thriller avvincente, da segnalare per l’intensa attenzione ai dettagli dei riti e della spiritualità Sioux, nonché per il suo illuminato punto di vista. Ispirato a fatti reali avvenuti negli anni Settanta nella riserva di Pine Ridge nel South Dakota, luogo in cui sono state effettuate le riprese. Co-prodotto da Robert De Niro; prima di questo film, Apted ha girato il documentario Incident at Oglala, sull’attivista pellerossa Leonard Peltier.

Il miglio verde

Un vecchio ricorda l’avvenimento che cambiò la sua vita, nel 1935, quando era supervisore nel Braccio della Morte in una prigione dello stato del Louisiana e incontrò un gigante buono di colore (interpretato in modo toccante da Duncan) con un dono insolito. Questa ben fatta pellicola ha i suoi bei momenti, ma sono tirati senza motivo nell’arco di più di tre ore… e il concetto di fondo non è facile da prendere per vero. Le ripetute scene di esecuzioni sono dure da digerire. Tratto dal best-seller di Stephen King.