Demolition Man

L’ex poliziotto Stallone viene scongelato dopo 36 anni di ibernazione passati in carcere per un omicidio preterintenzionale, dopo che anche l’ossigenato Snipes (il suo nemico di sempre) è sfuggito all’ibernazione impostagli dal governo; la cosa divertente è che la “San Angeles” del 2032 è una società pacifista che rifiuta violenza e blasfemie (e nella quale gli unici ristoranti esistenti sono i Taco Bell). Sincopato e sorprendentemente divertente, la mattanza è appena più sofisticata di quanto visto con Sly in Tango.

Schegge di follia

Veronica, allieva in un liceo di Westerburgh, forma un insolito quartetto assieme a tre ragazze di nome Heather. Timida e remissiva, la giovane odia le altre tre compagne, dispotiche e malvage, che la costringono a bravate di ogni genere. Le cose cambiano con l’arrivo nell’istituto dell’aggressivo e anarcoide Jason. Piccolo
cult movie
giovanilistico che non manca di intuizioni felici, anche se non di rado gli capita di scadere nel volgare. Con questa
black comedy
il regista Michael Lehmann, al suo esordio, mostra un talento non comune e uno stile personale anarcoide e corrosivo che in seguito si rivelerà poco adatto ai meccanismi hollywoodiani (è il caso dell’incredibile e immeritato flop di
Hudson Hawk
, che quasi gli ha stroncato la carriera). Peccato per il finale un po’ moralista e consolatorio. Bravi la Ryder e Christian Slater (in un personaggio non lontano da quello che interpreterà nel successivo
Pump Up The Volume
).
(andrea tagliacozzo)