Triplo eco

Nel 1942, una donna, che vive in un’isolata cascina nella brughiera inglese, s’innamora di una giovane recluta, in forza a un non lontano distaccamento militare. Quando il giovane diserta, rifugiandosi in casa della donna, è costretto a indossare abiti femminili per non destare sospetti nel vicino villaggio. Un sergente, credendolo una donna, finisce in seguito per innamorarsi di lui. Esordio cinematografico di Michael Apted, al suo miglior film assieme al successivo Stardust . Eccellenti i protagonisti. Oliver Reed e Glenda Jackson avevano già lavorato insieme due anni prima in Donne in amore (e in quell’occasione la Jackson vinse l’Oscar). (andrea tagliacozzo)

La storia di Patricia Neal

Una delle migliori interpretazioni di Glenda Jackson nel ruolo di Patricia Neal, attrice molto nota negli anni Sessanta, vincitrice di un Oscar nel 1963 con
Hud il selvaggio
. Colpita da un ictus cerebrale, la Neal ha saputo coraggiosamente riprendersi anche grazie al costante aiuto del marito, lo scrittore Roald Dahl (qui interpretato da Dirk Bogarde). Il film, realizzato per la televisione, è stato tratto dal libro di Barry Farrell
Pat and Roald
.
(andrea tagliacozzo)

Adorabile canaglia

In una città della provincia inglese, un’insegnante di una scuola speciale, che accoglie disadattati e asociali, si oppone ai discutibili e autoritari sistemi del preside. Gli allievi provano molta simpatia per la donna e non perdono occasione per dimostrargliela. Film piuttosto mediocre e prevedibile, parzialmente salvato dalla gara di bravura tra Glenda Jackson e Oliver Reed.
(andrea tagliacozzo)

Tartaruga ti amerò

Il commesso di una biblioteca e un’affermata scrittrice scoprono di avere una comune passione per le testuggini di mare tenute in cattività nell’acquario della città. Poco a poco, nei due si fa strada l’idea di ridare la libertà alle enormi tartarughe. Tratto da un romanzo di Russel Hoban, ben adattato per il grande schermo dal celebre commediografo inglese Harold Pinter. Eccellenti gli interpreti; intelligente e per niente stucchevole l’approccio al tema ecologico. (andrea tagliacozzo)

Il mistero della signora Gabler

Adattamento cinematografico di uno dei drammi più famosi di Henrik Hibsen, «Hedda Gabler». Glenda Jackson veste i panni di Hedda, una donna che, pur amando Eylert, uno scrittore, sposa un uomo mediocre, Giorgio, del quale però si stanca quasi subito. Regia corretta ma un po’ piatta. Splendida, invece, la prova della Jackson che venne candidata all’Oscar.
(andrea tagliacozzo)

Cattive abitudini

In un convento della California, due suore lottano accanitamente per accaparrarsi il posto di badessa. La più decisa è suor Alexandra, che non esita a ricorrere ai colpi più sleali per battere l’altra, suor Felicity. Pungente commedia tratta dal romanzo di Muriel Spark
La badessa di Crewe
, abilmente manipolato per rendere il personaggio di suor Alexandra identificabile con Richard Nixon.
(andrea tagliacozzo)

Prigioniero del passato

Dal primo romanzo di Rebecca West. Un reduce della prima guerra mondiale, ferito alla testa da una granata, torna a casa completamente privo della memoria. Tre donne lo attendono e cercano di guarirlo: la moglie Kitty, formale e poco affettuosa; la cugina Jenny, dolce zitella e Margareth, il primo amore. Eccellenti gli attori, mal serviti da una regia statica, accademica e poco originale. (andrea tagliacozzo)

Marito in prova

Un professore americano, rimasto da poco vedovo, e una signora inglese, reduce da un divorzio, si incontrano in Francia a causa di un incidente automobilistico. Dapprima diffidenti e litigiosi, i due scoprono d’essere fatti l’uno per l’altra e decidono di sposarsi. Una volta celebrato il matrimonio, la coppia si trasferisce in Canada. Una commedia dai ritmi blandi che riunisce regista e interpreti di
Un tocco di classe
, che nel 1973 aveva ottenuto un grande successo. Il risultato finale – sia sullo schermo che al botteghino – deluse ampiamente le aspettative.
(andrea tagliacozzo)

Terapia di gruppo

Il bisessuale Bruce è conteso fra la pudica Prudence e il suo amante Bob. I loro destini sono condizionati da due psicanalisti, Stuart e Charlotte: il primo interessato a sedurre le pazienti; la seconda a risolvere i suoi problemi personali. Un film d’impostazione tipicamente teatrale, girato a Parigi a dispetto dell’ambientazione newyorchese, che Robert Altman ha tratto da una commedia di Christopher Durang. Ma nonostante l’ottimo cast, si tratta di una delle prove più deludenti (per non dire avvilenti) realizzate dal regista di Nashville . Deludente anche (e soprattutto) sotto il profilo tecnico. (andrea tagliacozzo)

Marat/Sade

Adattamento agghiacciante del lavoro teatrale di Peter Weiss sulla “recitazione” messo in scena dagli internati di un manicomio francese, sotto la direzione del marchese de Sade. L’atmosfera terrificante è così vivida che sembra che gli attori vi alitino sul collo. Regia brillante di Brook. Non per gli stomaci deboli. Sceneggiatura di Adrian Mitchell. Debutto cinematografico per la Jackson.

Una romantica donna inglese

La moglie di un affermato scrittore inglese conosce in vacanza un affascinante avventuriero. La donna riferisce dell’incontro al marito che, in cerca di materiale interessante per terminare la sceneggiatura che sta scrivendo, decide di invitare lo sconosciuto. Il copione del film – uno dei più eleganti ma meno apprezzati del regista Losey – è firmato da Thomas Wiseman (autore anche del soggetto) e Tom Stoppard (in seguito sceneggiatore di
Brazi
l e regista dell’ottimo
Rosencratz e Guildestein sono morti
). In quello stesso anno, Glenda Jackson venne candidata all’Oscar per
Il mistero della signora Gabler
.
(andrea tagliacozzo)

Donne in amore

Dal romanzo di D.H. Lawrence. Le vite di Gerald, Rupert, Ursula e Gudrun, incontratisi casualmente al matrimonio di una comune amica, sono destinate a intrecciarsi indissolubilmente. Rupert, ispettore scolastico, s’innamora di Ursula, maestra elementare, mentre la sorella di questa, Gudrun, diventa l’amante di Gerald. Ottima regia di Ken Russell, al suo primo film veramente importante dopo una lunga gavetta televisiva e un paio di lungometraggi di minor rilevanza (come
Il cervello da un milione di dollari
). La bravissima Glenda Jackson – che tornerà a lavorare con il regista inglese nel successivo
L’altra faccia dell’amore
– vinse l’Oscar 1970 come migliore attrice protagonista. Nel 1989, Russell realizzerà un prequel del film intitolato
The Rainbow
in cui la Jackson ricopre il ruolo della madre di Gudrun, il personaggio da lei interpretato nel film originale.
(andrea tagliacozzo)