Il bestione

Un camionista lombardo di mezza età (Michel Constantin) si vede affidare come secondo autista un giovane siciliano (Giancarlo Giannini). Dapprima i due non riescono a legare, per via dei loro opposti caratteri, ma poi diventano amici, tanto da decidere d’investire i loro risparmi e mettersi in proprio. Una banale commedia che scade molto spesso nel volgare. Ripetitivo Giannini nella caratterizzazione che lo aveva reso noto al grande pubblico.
(andrea tagliacozzo)

In viaggio con papà

Film cucito su misura per la coppia inedita Sordi-Verdone, passato e presente della commedia all’italiana. Armando e Cristiano, padre e figlio, hanno due caratteri opposti: il primo è un inguaribile donnaiolo, il secondo è un impacciato e timido giovanottone. Mentre viaggiano insieme attraverso l’Italia delle vacanze estive, proveranno a conoscersi per la prima volta. Scarso ritmo e poche risate. Colpa di una sceneggiatura mediocre e di una regia ancor peggiore.
(andrea tagliacozzo)

Mari del Sud

Il giorno prima di partire per le vacanze in un’isola tropicale, il manager Alberto scopre di essere stato truffato dal suo consulente finanziario e di non avere più una lira in banca. Per evitare la figuraccia con amici e colleghi decide di nascondersi per due settimane in cantina con tutta la famiglia. Diego Abatantuono è sempre una sicurezza e questa volta è spalleggiato da una grande e convincente Victoria Abril (la preferita di Almodovar). Il film è abbastanza semplice e in alcune parti prevedibile, ma nessuno aveva le pretese del capolavoro. Almeno così si spera. Una commedia divertente, stile Chevy Chase in Christmas Vacation , in cui il cast salva il tutto. Bravi anche i giovani attori: Giulia Steigerwalt (Come te nessuno mai ) e Stefano Scandaletti, famoso per la pubblicità di un’aranciata. (andrea amato)

Il turno

Pepè Alletta, spiantato nobile siciliano, s’innamora della bellissima Stellina Ravì, che può ammirare solo con un binocolo perché segregata in casa dal padre. Ma a sposare la bella giovane è invece il vecchio e decrepito Don Diego Alcozer, da tempo pretendente alla sua mano. Tratto dal romanzo di Pirandello, originariamente ambientato agli inizi del Novecento, e trasportato negli anni Cinquanta dagli autori del film. Nonostante il cast, un guazzabuglio quasi inguardabile.
(andrea tagliacozzo)

Non chiamarmi Omar

Il film è ambientato in una grigia città del Nord Italia, dove si agita una folla di strambi personaggi. La valigia del proprietario di una rinomata clinica, il chirurgo Omar Tavoni, contenente alcuni misteriosi e riservatissimi documenti, viene smarrita dal medico in un taxi e passa di mano in mano, fino ad arrivare in quelle di un’acida femminista. Più che grottesco, il film sembra confuso e privo di senso. Qualche buona idea in un marasma di cose non riuscite. Sceneggiatura del regista Staino e Tullio Altan (tratto da un racconto scritto dal secondo intitolato «Nudi e crudi»).
(andrea tagliacozzo)