Non pensarci

Un rocker che non ha mai sfondato torna nella sua città natale, Rimini. Qui incontra di nuovo il fratello, impegnato nella gestione dell’azienda di famiglia, la sorella ipnotizzata dai delfini dell’acquario e i genitori sempre più attempati. La lunga assenza gli riserva moltissime rivelazioni sui suoi cari: deciderà così di prendersi cura di tutti e, in fondo, anche un po’ di se stesso.

Verso sera

Verso la metà degli anni Settanta, il giovane Oliviero chiede al padre, un professore universitario in pensione, di occuparsi della figlia, la piccola Mescalina. Qualche tempo dopo, a casa dell’ex insegnante si presenta Stella, madre della bambina. Il secondo film della Archibugi, dopo il buon esordio dell’88 con Mignon è partita , lascia con l’amaro in bocca per l’occasione sprecata: il soggetto, indubbiamente interessante, è stato sviluppato in modo quasi superficiale. Eccellenti, comunque, i due protagonisti. (andrea tagliacozzo)

Domani

Cacchiano, nella cui chiesa si trova una Madonna incinta del Beato Angelico, è uno dei paesi umbri rimasti vittime del terremoto. Nei giorni della ricostruzione seguiamo le vicende di un consigliere comunale e dei suoi parenti, che dividono il container con un’altra famiglia. E poi la storia d’amore tra la maestra e il restauratore, le incomprensioni tra compagne di classe, la solidarietà e i conflitti… Francesca Archibugi, regista educata e perbene, è affetta in sommo grado da uno dei vizi capitali del nostro cinema: l’assenza di curiosità. Il suo immaginario ha un’estensione circoscrizionale: in Domani , pur animata dalle migliori intenzioni e senza ombra di sciacallaggio, si limita a rimettere in scena il microcosmo di Mignon è partita (il suo film migliore, il più sensuale). Anziché piazza Melozzo c’è un container, ma per il resto non manca niente: i bambini che ci guardano, le mamme comprensive in crisi, le maestre sfortunate in amore, l’arrivo dell’adolescenza.
E se la pellicola respira negli esterni fotografati da Bigazzi (la Archibugi ha uno sguardo pulito, mai volgare), crolla negli interni, con Baliani-Muti-Mastandrea. Il film è ispirato ai temi di alcuni bambini delle zone terremotate, ma lo «svolgimento» è corretto e noioso, da prima della classe. (emiliano morreale)