Il federale

Nel giugno 1944, un graduato delle brigate nere cattura un noto filosofo, oppositore del regime, nel paesino abruzzese dove si era rifugiato. Il viaggio che li porta verso Roma, attraverso l’Italia occupata, diventa una vera e propria odissea. Una delle migliori regie di Luciano Salce, abile nel realizzare una commedia pungente, azzeccata nella satira dell’italiano medio travolto dagli eventi (magnificamente interpretato da Ugo Tognazzi). Sceneggiatura di Castellano & Pipolo. Dopo il grande successo del film (campione d’incassi della stagione 1961/1962), il binomio Tognazzi-Salce tornò l’anno successivo con
La voglia matta
.
(andrea tagliacozzo)

Dottor Jekill e gentile signora

Il cattivissimo dottor Jekyll, collaboratore di una potente multinazionale, ingerisce per errore un siero che lo trasforma in un innocuo cherubino, Mister Hyde. Nelle nuove e angeliche vesti finisce per sabotare le malefatte ordite in precedenza. Lo spunto del famoso romanzo di Robert Louis Stevenson rovesciato in chiave parodistica in un filmetto di scarso peso e interesse. Neanche un Paolo Villaggio in discreta forma e il mestiere di una vecchia volpe come Steno (al secolo Stefano Vanzina, padre dei “famigerati” Carlo ed Enrico) riescono a risollevarne le sorti.
(andrea tagliacozzo)

Gli eroi del doppiogioco

Il podestà fascista di un paesino tosco-emiliano ha tre figli: i primi due hanno seguito le orme paterne inserendosi nell’ordinamento politico del regime, mentre il terzo, tornato piuttosto provato nel fisico e nel morale dalla campagna di Russia, manifesta atteggiamenti contrari alle idee fasciste. Un momento delicato della storia del nostro Paese affrontato con piglio ironico e sorridente. Peccato che, tranne qualche occasionale risata, il risultato non sia dei migliori.
(andrea tagliacozzo)

Bravissimo

Un insegnante elementare scova tra i suoi giovanissimi allievi un bambino dall’inusuale e potentissima voce da baritono. Cercando di trarre profitto dalle incredibili doti del piccolo cantante, l’uomo ne diventa l’abile e spietato manager, riuscendo a farlo esibire alla Scala di Milano. L’aggettivo del film dovrebbe essere rivolto soprattutto ad Alberto Sordi, mattatore assoluto di questa divertente commedia, sempre a suo agio nei panni di cinico sfruttatore (vedi
Piccola posta
). Da notare che in quegli anni, l’attore romano si sottopose a un vero tour de force passando instancabilmente da un set all’altro.
(andrea tagliacozzo)

Il ladro della Gioconda

Un abile ladro riesce a rubare la celebre Monna Lisa dal Louvre di Parigi. Sulle tracce del quadro si lanciano sia una strana coppia di ispettori della polizia, sia due criminali di mezza tacca, decisi a sfruttare a loro profitto il lavoro del collega. Una mediocre commediola, appena ravvivata dal un cast di tutto rispetto (solo cinque anni prima il protagonista George Chakiris aveva vinto l’Oscar con
West Side Story
).
(andrea tagliacozzo)