Domani accadrà

Verso la metà dell’Ottocento, Edo e Lupo, due butteri maremmani, tentano una rapina ma falliscono miseramente e si danno alla fuga. Vagabondano per le campagne della Toscana fino a quando i due arrivano alle porte di uno strano castello. Esordio alla regia di Daniele Lucchetti, non felicissimo, nonostante l’occhio vigile del produttore Nanni Moretti. Interessante, comunque, l’ambientazione della Maremma riletta quasi in chiave western.
(andrea tagliacozzo)

Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?

In vacanza dalle sue visioni beffardamente apocalittiche (nel senso di non integrate) della società americana, Wilder cerca una via d’uscita – trent’anni prima degli ambigui teorici del «pensiero meridiano» – in un Sud al di là del bene e del male, anti-puritano e anzi quasi pagano, che sembra uscito dalla «Gaia scienza». Lui (americano) e lei (inglese) si incontrano a Capri per una triste incombenza: riportare – al più presto possibile, ché hanno da fare – le salme del di lui padre e della di lei madre nelle rispettive patrie. Scoprono però che i genitori, alcuni mesi all’anno e all’insaputa dei figli, erano serenamente amanti. Lemmon è sgomento, ma dopo un po’ ci casca pure lui. Gli italiani sono, come di prammatica, furfanti e simpatici, suonatori e cantatori: ma il suonatore è un Sergio Bruni degli anni d’oro, e il truffatore è un Pippo Franco dai tempi comici perfetti. Il film contiene una delle battute più belle di Wilder e Diamond. Davanti alla serie di inciuci e mazzette proposti dall’albergatore per risolvere la sua situazione, Lemmon esclama: «Ma è così che funziona la giustizia in Italia? ». E l’altro: «Vogliamo parlare di Sacco e Vanzetti?». (emiliano morreale)

La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone

Con la complicità di una prostituta viene organizzato un tiro a un ricco barone, per convincerlo a convertirsi al cristianesimo e donare il suo patrimonio in beneficenza a un finto convento. Un film grottesco e atipico, sicuramente godibile e specchio del talento del giovane (allora) regista.

Ravanello Pallido

Gemma Mirtilli è una donna normale. Guadagna un milione e sei al mese e va in ufficio in corriera, a Ferrara. Il suo fidanzato è soprannominato Mummia «per via dell’attitudine a parlare». Lavora in un’agenzia di soubrette, gestita da un capo «stronzo fino al midollo». Un giorno, per caso, la sua vita cambia e la sua «normalità» diventa speciale. L’esplosiva Luciana Littizzetto esordisce sul grande schermo da protagonista, dopo aver partecipato a Tutti giù per terra, Tre uomini e una gamba, E allora mambo, Tandem e Tutti gli uomini del deficiente . Un film al 70 per cento autobiografico, come lei stessa confessa, diretto dall’esordiente Gianni Costantino, con una regia pulita e semplice. Una simpatica favoletta di Cenerentola, resa speciale dalla comicità della protagonista. Guarda l’intervista a Luciana Littizzetto . (andrea amato)

Eccezzziunale… veramente

Abatantuono superstar, qui impegnato in tre personaggi: Donato, capo degli ultrà del Milan obbligato però a rinnegare la sua fede calcistica per amore della fidanzata; Franco, tifoso interista sempre nei guai con la moglie e vittima di scherzi e scommesse iellate; e Tirzan, scalmanato camionista jueventino che per seguire la sua squadra si fa pure rubare il camion a Parigi. Vanzina crea personaggi riuscendo a disegnare lo spaccato di un’Italia cialtrona, ma comunque simpaticamente genuina. E lo fa grazie a un’interpretazione di Diego Abatantuono che qui crea definitivamente un’icona del cinema italiano: quella di un grande comico con trovate, modi di dire e battute ancora oggi irresistibili.

Terapia Roosevelt . La giusta terapia per la tua timidezza

Sandro De Vito (Giampiero Ingrassia) è un giornalista televisivo affetto da invincibile timidezza. Quando il suo direttore lo incarica di intervistare un noto uomo politico e di condurre un programma in sostituzione di un collega, l’uomo si fa prendere dal panico. Per sua fortuna incontra uno psichiatra, che decide di aiutarlo con una teoria bislacca ma efficace: per vincere la timidezza dovrà immaginare il suo interlocutore assiso su un water, nell’atto naturale. Incredibilmente, la terapia fu

Assolto per aver commesso il fatto

L’ex funzionario della S.I.A.E. Emilio Garrone riesce, con alcuni raggiri ai danni di diverse emittenti private, a mettere in piedi un piccolo impero radiotelevisivo. Garrone si dimostra tanto abile da precedere il potentissimo cavalier Serra nell’acquisto di un importante network statunitense. Il riferimento all’attualità (Parretti, Berlusconi) poteva essere pertinente e dare nerbo al film, ma il Sordi attore non è più quello di una volta e come regista non è mai stato un granché. La satira, poi, è all’acqua di rose.
(andrea tagliacozzo)