Sbatti il mostro in prima pagina

Il redattore capo di un quotidiano scatena una campagna contro il membro di un gruppo extraparlamentare, incolpandolo dell’omicidio di una giovane. Un giornalista scrupoloso scopre, invece, la verità. Una pellicola sul mondo dei media, analizzato nei suoi meccanismi e perversioni. Da molti considerato un classico, è un film di genere molto efficace, con un Volonté in eccezionale forma.

L’armata Brancaleone

Nell’Italia del tardo Medioevo, il soldato di ventura Brancaleone si associa a un gruppo di briganti per raggiungere il feudo di Aurocastro che, in base a un documento rubato a un viaggiatore, dovrebbe diventare suo. Esilarante avventura picaresca, realizzata con intelligenza, brio e grande inventiva, sia per quanto riguarda le situazioni comiche che per i dialoghi, parlati in un italiano finto arcaico che mescola il latino con l’italiano dell’alto Lazio. Grande prova di Gassman che cinque anni dopo, sempre diretto da Monicelli, tornerà a interpretare lo stesso personaggio in
Brancaleone alle crociate
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(andrea tagliacozzo)

Per qualche dollaro in più

Dopo l’imprevisto colossale successo di
Per un pugno di dollari
, Bob Robertson/Sergio Leone mette in cantiere una specie di clone, ma più consapevole ed esagitato. Supera qualche incertezza e qualche inibizione che limitavano il primo film, mostra uno stile già compiuto e si lancia in un barocco grottesco, folle ma come immobile. Battute proverbiali, tempi e spazi dilatati e contratti, musica geniale di Morricone. I personaggi sono mascheroni senza spessore, l’azione è un semplice rituale di morte, la dissacrazione del mito sconfina nel dileggio. A Clint Eastwood/Enrico Maria Salerno (rispettivamente corpo e voce del pistolero) vengono affiancati un nerissimo Lee Van Cleef e un Volonté al massimo del delirio. Un cult necrofilo, senza nostalgia. La rivincita del cinema italiano miserabile delle seconde visioni, che stringe in un abbraccio mortale la Hollywood classica.
(emiliano morreale)

Ogro

Nel 1973, il movimento separatista basco progetta di rapire il vicepresidente del Consiglio spagnolo, l’ammiraglio Carrero Blanco, in cambio del quale verrà chiesta la liberazione di 150 prigionieri politici. Ma alla nomina di Blanco a presidente del Consiglio, i loro piani cambiano: l’ammiraglio dovrà essere ucciso. Quinto lungometraggio di Gillo Pontecorvo, a tutt’oggi l’ultimo della sua filmografia. Poco convincente, nonostante il notevole apporto degli interpreti.
(andrea tagliacozzo)

Porte aperte

Eccitante dramma su un magistrato (Volonté) che presiede un processo per omicidio nell’Italia fascista. Uno sguardo accorto sulle implicazioni personali del giudicare gli altri, su ciò che significa condannare a morte un imputato anche se è chiaramente colpevole. Il film si focalizza anche sul bisogno di indagare in nome della verità e della giustizia, nonostante la repressione politica. Ha vinto il David di Donatello, l’Oscar europeo e la candidatura a quello hollywoodiano.

Banditi a Milano

La storia della banda di Piero Cavallero, che insanguinò Milano il 25 settembre 1967, raccontata da Carlo Lizzani con uno stile scarno e asciutto, quasi con piglio giornalistico. Un gruppo di quattro uomini prepara e realizza una serie di colpi, l’ultimo dei quali, al Banco di Napoli, coinvolge diversi inermi cittadini. Eccellente Gian Maria Volontè nei panni di Cavallero.
(andrea tagliacozzo)

Le quattro giornate di Napoli

Da un soggetto di Vasco Pratolini, la storia dell’insurrezione napoletana durante la fase resistenziale della seconda guerra mondiale. Quattro intense giornate di passione rivoluzionaria senza preparazione né comandanti. La rivolta nacque e si sviluppò nel giro di poche ore, coinvolgendo tutta la popolazione. La vicenda è raccontata con fedeltà cronachistica da un ottimo Nanni Loy.
(andrea tagliacozzo)

Quien sabe?

Un interessante western all’italiana con risvolti politici. Nel Messico del 1917, durante la rivoluzione di Pancho Villa, un bounty killer americano riceve dal governo locale l’incarico di uccidere Elias, generale dei ribelli. Per poter avvicinare l’ufficiale, il sicario entra nella banda di El Chuncho, un ex rivoluzionario che fornisce armi agli insorti. Ottimo Gian Maria Volontè, già avvezzo al genere western grazie alla precedente collaborazione con Sergio Leone, con il quale aveva realizzato
Per un pugno di dollari
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Per qualche dollaro in più
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(andrea tagliacozzo)