Piano 17

Mancini, Pittana e Borgia devono portare a termine un colpo su commissione: distruggere dei documenti all’interno di una banca piazzando una bomba al suo interno. Mancini si assume il compito di posizionare l’ordigno mentre i suoi compagni tengono sotto controllo la situazione dall’esterno. Ma Mancini comincia ad avere qualche dubbio sui suoi amici.

South Kensington

Londra è la città più italiana d’Europa. Giovani neolaureati che lavorano nella City, rampanti colletti bianchi, studenti fuori corso che imparano l’inglese, nullafacenti ricchi che saltano il servizio militare lontano da casa. In questo contesto si sviluppa la storia di South Kensinghton , film natalizio dei fratelli Vanzina. Il conte, in disgrazia, Nicholas Brett (Rupert Everett) affitta camere a un rampante colletto bianco romano (Enrico Brignano) e a un ragazzo napoletano (Giampaolo Morelli), spesato dai genitori albergatori per imparare l’inglese. Brignano è alla ricerca dell’amore eterno, mentre Morelli riesce a fingersi miliardario con la bella e ricca Camilla Fox (Elle Macpherson). Dopo i soliti colpi di scena che complicano temporaneamente le vicende, tutto si risolve con il solito happy end. Banale, scontato, prevedibile, a volte irritante, ma per fortuna non pecoreccio. Questa volta i Vanzina Bros evitano almeno la volgarità, ma producono il solito filmetto di Natale che, almeno ogni tanto, strappa qualche sana risata. A reggere il gioco comico è sicuramente Enrico Brignano, che davanti alla cinepresa mantiene la sua proverbiale verve. (andrea amato)

Paz!

Siamo nella Bologna di fine anni Settanta, quella del disegnatore di Pescara, studente fuorisede e fuoricorso al Dams, in un appartamento al quinto o sesto piano di un palazzone in via Emilia Ponente 43. Qui vivono tre ragazzi, Massimo Zanardi (detto Zanna), Enrico Fiabeschi e Pentothal. Convivono, ma senza mai incontrarsi, solo sfiorandosi. Zanardi, interpretato da Flavio Pistilli (
Auguri professore, La guerra degli Antò
), è uno studente liceale pluriripetente ed è inseparabile da Roberto Colasanti, bello e ricco, e Sergio Petrilli, brutto e povero. I tre sono accusati di aver crocefisso il gatto della preside della scuola e la prova di colpevolezza è l’agenda di Zanna, trovata in giardino. Mentre Zanardi è impegnato a recuperare la sua agenda, Enrico Fiabeschi, interpretato da Max Mazzotta (
L’ultimo capodanno dell’umanità
), deve sostenere un esame di cinema al Dams. L’argomento è il film
Apocalypse Now
, ma il nostro ne sa poco: «Apocalipsi näu: regia di Francis Ford Coppola, musiche dei Doors». L’unico che non si muove dalla sua stanza è Pentothal, che ha il volto di Claudio Santamaria (
La stanza del figlio, L’ultimo bacio
), ventenne meridionale, fumettista, in botta per la sua ex ragazza Lucilla che lo ha lasciato. Pentothal vive perennemente in pigiama con un paio di Clark ai piedi, sempre slacciate e logore. Operazione difficile quella di Renato De Maria, un amico dei tempi bolognesi di Andrea Pazienza, ma che è riuscito a raccontare i personaggi del disegnatore di Pescara, Bologna e una generazione. Realizzato con costi ridottissimi, girato in digitale, De Maria è riuscito con una sapiente fotografia, una scenografia azzeccata e un montaggio curato a supplire i limiti di budget. E poi gli attori, soprattutto quelli famosi, che hanno partecipato «in amicizia». Un film vietato ai minori di 14 anni, che per poco ha rischiato di essere vietato ai 18. Sarebbe stato un insulto, un volere imbavagliare un grande disegnatore e come ha detto il regista: «Censurare una generazione, la nostra». Per fortuna non è stato così.
(andrea amato)

Dillo con parole mie

Stefania (Stefania Montorsi) e Andrea (Giampaolo Morelli) si sono lasciati dopo nove anni di fidanzamento. Secondo Andrea, Stefania è una fissata, una che fa pesare giudizi e opinioni sul prossimo, secondo Stefania, invece, Andrea è semplicemente inaffidabile. Megghy (Martina Merlino) ha quattordici anni e ha perso volontariamente il gruppo di scout con i quali deve andare in vacanza. Vuole scoprire il mondo, fare esperienze e, soprattutto, perdere la verginità. Megghy decide allora di passare le vacanze con la zia Stefania e la convince, con qualche piccola bugia, ad andare in Grecia, a Ios nelle Cicladi: l’isola dell’amore. Stefania continua a pensare ad Andrea e spiega alla nipotina come sono fatti gli uomini e come conquistarli. Sull’isola, però, il caso vuole che ci sia anche Andrea, che a sua volta pensa sempre a Stefania. Megghy conosce fortuitamente Andrea e se ne innamora, senza sapere che è il fidanzato per cui soffre la zia. Grazie ai suoi consigli cerca di sedurlo, fino a quando… Dopo il buon film
Piccoli maestri
(1998), snobbato dal pubblico, Lucchetti torna sul grande schermo con una commedia leggera e frizzante, basata su un equivoco, sui problemi di una coppia di trentenni e sulla fretta di crescere di un’adolescente irrequieta. Scritto dall’attrice, moglie del regista,
Dillo con parole mie
ha molta ironia e di sfondo l’isola greca popolata da «una strana fauna in vacanza tra ubriachezza e desiderio», a detta del regista. Lucchetti si cimenta così in un genere finora non suo e lo fa in maniera puntigliosa e navigata. Un montaggio originale, concentrato sui dialoghi serrati, sul chiacchiericcio tra la zia e la nipote, due generazioni a confronto, ma con gli stessi problemi: gli uomini e loro stesse. Si lascia vedere.
(andrea amato)